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27 febbraio 2014 4 27 /02 /febbraio /2014 23:49
Dionisi Interrogazione Ufficio Tecnico Comunale Isola Delle Femmine Dinieghi Carini Costruzioni Srl Altadonna Giuseppe Aiello Giuseppe Giambona Rita



Inoltre, ai fini della valutazione di cui all’art. 143 co.  5  d.lgs.  267/00, si sottopone all’attenzione  la  figura  dell’arch.”Omissis”, responsabile  dell’Ufficio  tecnico  comunale   -settore   LL.PP.   e manutenzioni, gia’ responsabile  del  settore  urbanistica  (fino  al 22/3/2011).

IL PREFETTO 
(Postiglione)

 

 

    Anche  le  procedure  analizzate  nel   settore   urbanistica   e territorio hanno evidenziato i caratteri di una sostanziale linea  di continuita' con le modalita' operative adottate dalle amministrazioni succedutesi negli anni precedenti.


    Significativo in tal senso  si  e'  rivelato  l'esame  di  alcune concessioni   edilizie   connotate   da   favoritismi   ed    anomale cointeressenze. Al riguardo giova sottolineare che il comune di Isola delle Femmine e' sottoposto  ad  una  serie  di  vincoli  di  diversa natura, archeologici, idrogeologici e sismici, per cui ogni procedura avrebbe dovuto essere piu' rigorosa e maggiormente  rispettosa  delle varie normative di settore.


    L'iter per l'approvazione del piano regolatore generale,  avviato dal comune verso la meta' degli anni '90, si e' rilevato  farraginoso e caratterizzato da un'estrema lentezza. Il Piano e'  stato  adottato solo  nell'agosto  dell'anno  2007  nel  corso  del   primo   mandato dell'attuale sindaco. La procedura volta all'approvazione  definitiva del nuovo strumento urbanistico, tuttavia, non puo' ritenersi  ancora conclusa.  L'insieme  di  tali  circostanze,  che  hanno   consentito all'ente di continuare ad avvalersi di strumenti  non  adeguati  alle esigenze  del  territorio,  si  sono  rivelate  un  utile  mezzo  per agevolare  gli  interessi  economici  di  soggetti  riconducibili  ad ambienti controindicati.


    Emblematica  in  tal  senso  e'  la  vicenda  relativa   ad   una concessione edilizia per la realizzazione di tre ville  unifamiliari, rilasciata proprio in prossimita' della  tornata  elettorale  che  ha visto nuovamente eletto l'attuale sindaco.


    A seguito di un esposto, il locale comando Carabinieri richiedeva al competente ufficio della Regione una verifica della concessione in esame.   Tale   organo,   all'esito    dell'accertamento    esperito, rappresentava che la concessione  doveva  ritenersi  illegittima  per mancanza dei presupposti richiesti dalla normativa di settore.


    Lo sviamento  dell'attivita'  amministrativa  e  l'attitudine  ad operare in violazione dei principi di legalita' risulta evidente  ove si consideri che l'amministrazione comunale, pervicacemente, decideva di  non  modificare  in  alcuna  parte  i  contenuti  della  suddetta concessione pur a fronte di un secondo intervento della  Regione  che confermava  l'illegittimita'  del  provvedimento  ed  evidenziava  la competenza del comune all'annullamento dell'atto.


    Tali  illegalita'  procedurali  sono  risultate   funzionali   ad assecondare  interessi  illegali  in  quanto  i   beneficiari   della concessione in argomento sono stretti congiunti di  un  esponente  di spicco della locale famiglia mafiosa, di professione costruttore, che risulta aver avuto partecipazioni societarie con soggetti colpiti  da provvedimenti giudiziari per associazione di tipo mafioso.

    Ulteriori anomalie sono emerse dall'esame di un'altra concessione edilizia per la mancanza  dei  presupposti  per  il  rilascio  della concessione stessa; l'indagine ispettiva ha  inoltre  evidenziato  la mancata   riscossione,   da   parte   dell'ente,   degli   oneri   di urbanizzazione e dei costi di costruzione.

    Tale procedura era stata avviata  sin  dal  2001  dai  precedenti proprietari del  fondo  che,  dopo  una  lunga  e  complessa  vicenda amministrativa,  protrattasi  per  anni  con  gli  uffici   comunali, vendevano l'area ad una ditta la  cui  riconducibilita'  ad  ambienti controindicati era nota ai competenti uffici comunali. Tale  societa' solo dopo pochi mesi dalla richiesta  di  voltura  della  pratica  in esame otteneva il rilascio del provvedimento richiesto.


    Ulteriori aspetti  emblematici  della  complessiva  vicenda  sono rinvenibili nella circostanza che, solo a seguito di un'operazione di polizia e del connesso arresto di uno  stretto  congiunto  del  socio amministratore della suddetta societa', il responsabile  dell'ufficio tecnico comunale chiedeva alla locale  procura  della  Repubblica  ed alla prefettura di Palermo di conoscere se la societa' a  cui  favore era stata rilasciata  la  concessione  edilizia  fosse  riconducibile all'esponente della criminalita' tratto in arresto.


    La commissione d'indagine al riguardo ha posto in evidenza, anche in  questo  caso,  l'assenza  di  controlli  e  verifiche  da   parte dell'ente, atteso che elementi di controindicazione sulla societa' in argomento erano gia' da tempo a  disposizione  del  comune  di  Isola delle Femmine in quanto la  stessa  prefettura  aveva  in  precedenza segnalato, in occasione di altra procedura, i rapporti esistenti  tra il soggetto tratto in arresto e  la  famiglia  titolare  delle  quote sociali a cui era stata rilasciata la concessione edilizia.


    Significativi  elementi  di   cointeressenze   tra   criminalita' organizzata  ed  amministratori  comunali  emergono  altresi'   dalla circostanza  che  alla  votazione  di  talune  delibere   concernenti l'assetto urbanistico ha partecipato anche  il  consigliere  comunale che, poco tempo  dopo  la  votazione  delle  stesse,  ha  redatto  in qualita' di tecnico incaricato dalla societa' proprietaria  dell'aera la relazione finale per l'adeguamento  del  progetto  di  costruzione relativo alla concessione in argomento.


    Illegittimita' hanno caratterizzato anche la complessa procedura, protrattasi per anni,concernente il rilascio di una concessione  per l'ampliamento di un esercizio commerciale  il  cui  titolare  e'  uno stretto congiunto del locale capo mafia.


    Come  ampiamente  riportato   nella   relazione   redatta   dalla commissione d'indagine, l'analisi del  complessivo  iter  istruttorio connesso al rilascio di tale concessione, le  diverse  autorizzazioni nel tempo rilasciate, le date delle protocollazioni e  la  tempistica per l'evasione delle relative istruttorie hanno posto in rilievo  una serie di anomalie  e  irregolarita',  fortemente  indicative  di  uno sviamento  dell'attivita'  amministrativa.  L'organo   ispettivo   ha evidenziato come il mancato rispetto degli adempimenti  previsti  per legge e l'assenza di  un'attivita'  di  controllo,  attivata  solo  a seguito di  esposti,  si  sono  risolti  in  favore  degli  interessi economici di ambienti mafiosi.

      Roma, 5 novembre 2012

                                Il Ministro dell'interno: Cancellieri

http://www.governo.it/backoffice/allegati/69722-8248.pdf








Criminalita’ organizzata sul territorio


La cittadina di Isola delle Femmine, situata alle porte  di’  Palermo per chi proviene da Trapani e dall’aeroporto del capoluogo siciliano, e’ nota per essere il luogo dove il 23 maggio 1992 persero la vita il magistrato Giovanni FALCONE, sua moglie Francesca MORVILLO  e  i  tre agenti della scorta Vito SCHIFANI, Rocco DICILLO e Antonio MONTINARO.  L’eccidio, comunemente ricordato con l’espressione “strage di Capaci” in quanto verificatosi nei pressi dello svincolo autostradale di quel comune, in realta’ venne compiuto su un  tratto  dell’autostrada  A29 che ricade nel territorio del comune di Isola delle Femmine.

I due comuni di Isola delle Femmine e Capaci, infatti,  sono  ubicati sul tratto di costa nordoccidentale della Sicilia e sono  gli  ultimi due comuni della provincia prima del capoluogo,  rispetto  al  quale, ormai, costituiscono una vera e propria area sub-urbana. Si tratta di due  cittadine  praticamente  congiunte  tra  loro  e  senza   alcuna soluzione  di  continuita’  dei  rispettivi   centri   abitati,   che storicamente ricadono sotto il controllo del mandamento  mafioso  di’ Palermo San Lorenzo - Tommaso Natale.

In epoca piu’ recente, il territorio di Isola delle Femmine e  Capaci e’ risultato indissolubilmente legato alla figura di “Omissis”  (nato ad Isola delle Femmine  il”Omissis”),  elemento  di  spicco  di  Cosa nostra, attualmente detenuto.

Questi, gia’ in data 13 luglio 1984, era stato sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di p.s. per la  durata  di anni tre nonche’ alla confisca della quota azionaria nella “Omissis”, di cui si dira’ in seguito, riconducibile al noto boss “Omissis”.  Il 21 marzo 1985, la Corte d’Appello, in parziale  riforma  del  decreto del Tribunale, riduceva a due anni la  misura  di  prevenzione  della sorveglianza speciale.

La partecipazione di “Omissis” all’associazione mafiosa  Cosa  Nostra e’ asseverata dalla sentenza di condanna ad anni 4 di reclusione  per 416 bis C.P., commi 1°, 3°, 4° e 6°, emessa dal G.U.P. di’ Palermo in data 20 dicembre 2000, divenuta irrevocabile il 7  ottobre  2003.  Le motivazioni  del  predetto  provvedimento   giudiziario   certificano l’appartenenza dell’indagato alla famiglia  mafiosa  di  Isola  delle Femmine, territorio rientrante  nel  mandamento  mafioso  di  Tommaso Natale-San Lorenzo, diretto da “Omissis”.

In particolare, il giudice aveva ritenuto provata  l’appartenenza  di

“Omissis” all’associazione mafiosa Cosa Nostra  con  ruolo  direttivonell’ambito della famiglia mafiosa di Capaci - Isola  delle  Femmine, sulla  base  delle  dichiarazioni  dei  collaboratori  di   giustizia “Omissis” e “Omissis”.

“Omissis”, terminata la sottoposizione alla sorveglianza speciale  in

data 08 maggio 2010,  veniva  nuovamente  tratto  in  arresto  il  13 dicembre  2010  nell’ambito   dell’operazione   “ADDIOPIZZO   5”   in esecuzione di ordinanza di applicazione della misura coercitiva della custodia cautelare n. 11213/08 R.G.N.R. e 11998/08 R.G. C.I.P. emessa il 9 dicembre 2010 dal Tribunale di Palermo, Sezione del Giudice  per le Indagini Preliminari.

Da tale data, “Omissis” e’ ancora  detenuto  in  regime  di  custodia cautelare, essendo gravemente indiziato di reita’ in  riferimento  al delitto di direzione di associazione mafiosa (art. 416 bis, commi  I, II,  III,  IV,  VI,  61  n.  6  c.  p.)   per   avere   fatto   parte dell’associazione    mafiosa    “Cosa     Nostra”,     promuovendone, organizzandone e dirigendone le relative illecite  attivita’,  e  per essersi, insieme a “Omissis”, capo  famiglia  di  “Omissis”,  avvalso della  forza  di  intimidazione  del  vincolo  associativo  e   della condizione  di  assoggettamento  ed  omerta’  che  ne   deriva,   per commettere delitti contro  la  vita,  l’incolumita’  individuale,  la liberta’ personale, il patrimonio, per acquisire in  modo  diretto  o indiretto  la  gestione  o,  comunque,  il  controllo  di   attivita’ economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti  e  servizi pubblici, per realizzare profitti e vantaggi ingiusti per se’  e  gli altri,   per   intervenire   sulle   istituzioni   e   la    pubblica amministrazione.

Piu’ in particolare, “Omissis” e’ gravemente indiziato  di  avere,  a decorrere dal 21 dicembre 2000, diretto le famiglie mafiose di Capaci ed Isola delle Femmine  e  di  avere  mantenuto  molteplici  contatti finalizzati alla gestione degli affari illeciti in tema di estorsioni con esponenti di altri mandamenti mafiosi, con la recidiva specifica, infraquinquennale, reiterata ( art. 99 commi 1 e 2 nr. 1 e  2;  commi 3, 4 e 6).

Il grave ed univoco quadro  indiziario  a  carico  del  “Omissis”  in ordine   alla   attualita’    del    suo    contributo    all’interno dell’organizzazione  mafiosa  promana  dalle  precise  e  convergenti dichiarazioni dei collaboratori di  giustizia  “Omissis”,  “Omissis”, “Omissis” e “Omissis”.

Accanto alla  ‘presenza’  del  citato  capo  famiglia,  nel  contesto criminale che per anni ha esercitato la sua influenza sul  territorio nel quale ricade il Comune di Isola delle Femmine emergono  anche  le figure di “Omissis”, “Omissis” e “Omissis”.

“Omissis”, nato a Isola delle Femmine il “Omissis”e deceduto in  data “Omissis”, imprenditore, soprannominato “Faccia Macchiata”,  annovera stretti rapporti e interessi con il noto boss “Omissis” di Cinisi. Il predetto,  pregiudicato  per  rissa,   e’   stato   sottoposto   alla sorveglianza speciale di pubblica  sicurezza  per  anni  due  dal  14 gennaio 1985 al 13 gennaio 1987, applicata nei suoi  confronti  dalla Corte  d’Appello  di  Palermo  con  provvedimento  n.  382/1984   del 03.03.1986.

Le motivazioni di tale provvedimento delineano la personalita’  e  lo spessore criminale del “Omissis”, descritto quale persona socialmente pericolosa che, unitamente ad  altri  soggetti  operanti  in  diversi settori imprenditoriali erano sospettati di costituire  strumento  di reimpiego dei capitali provento di attivita’ illegali di tipo mafioso riconducibili al gruppo “Omissis” e in particolare a “Omissis”.  Ed infatti,  a  seguito  di  approfonditi  accertamenti  fiscali,  il Tribunale di Palermo, con decreto  del  5  marzo  1984,  ordinava  il sequestro ai sensi dell’art. 2 ter della legge 31.05.1965 n. 575,  di distinte quote sociali di  partecipazione  del  “Omissis”alla  s.p.a.

“Omissis” con  sede  a  Capaci,  alla  s.r.l.  Immobiliare  “Omissis” (acronimo dei cognomi”Omissis”, “Omissis, “Omissis”) con sede a Isola delle Femmine e alla s.r.l. “Omissis” con sede a Palermo, nonche’  diimmobili di pertinenza del medesimo “Omissis”. Avverso  il  menzionato  decreto  di  sottoposizione  e  confisca,  i difensori del “Omissis” proponevano  ricorso  in  appello,  chiedendo declaratoria di non luogo a misura di’ prevenzione, la  revoca  della confisca adottata e la riduzione al minimo  della  misura  personale.  Anche nel corso del secondo grado di giudizio, il “Omissis” e’  stato ritenuto socialmente  pericoloso  perche’  validamente  indiziato  di appartenenza ad associazione di tipo mafioso, operante, tra  l’altro, in Cinisi e zone limitrofe e facente capo al noto esponente “Omissis” (fu “Omissis”, cl. “Omissis”), gia’ sottoposto al soggiorno obbligato e arrestato in Spagna insieme a uno dei suoi  figli,  su  mandato  di cattura  internazionale,  quale  imputato  di  associazione  di  tipo mafioso (art. 416 bis c.p.) e altri gravi reati.

Tra gli elementi a fondamento del giudizio di  pericolosita’  sociale del “Omissis” rileva notevolmente la  sua  qualita’  di  socio  della “s.p.a.  “Omissis”,  nata  dalla   trasformazione   della   “Omissis” costituita il 13 maggio 1974 dai fratelli “Omissis”, noti trafficanti di stupefacenti. La “Omissis” con sede in Capaci’  aveva  un  oggetto molto vario  come,  ad  esempio,  acquisto  di  terreni  edificabili, realizzazione  di  fabbricati,  assunzione  di  appalti  pubblici   e privati, gestione di alberghi, bar, ristoranti, impianti  sportivi  e stabilimenti balneari.

Si rileva, inoltre, che la s.p.a. “Omissis”  annoverava  tra  i  suoi soci oltre a “Omissis”,  anche  altri  notissimi  esponenti  di  Cosa Nostra:   “Omissis”, fratello di “Omissis” e i  figli  di  quest’ultimo “Omissis”, “Omissis” “Omissis”  marito  di  “Omissis”,  “Omissis”  di Omissis”, “Omissis “e “Omissis”. Dunque, le modalita’ di costituzione della s.p.a.  “Omissis”,  i  cui  erano  soggetti  tutti  considerati caratterizzati da pericolosita’ sociale, costituirono  validi  indizi per qualificare come mafiosa la suddetta societa’,  essendo  evidente che la stessa era stata costituita da esponenti del gruppo  “Omissis” con la chiara finalita’ di  reimpiego  e  riciclaggio  degli  ingenti capitali, conseguiti attraverso il  lucroso  traffico  internazionale degli stupefacenti. In tale contesto, la partecipazione di  “Omissis” alla “Omissis s.p.a.” si era rivelata indicativa del comune interesse che doveva certamente legarlo ai “Omissis”,  e  cioe’  la  cosiddetta “affectio” caratteristica delle associazioni di tipo mafioso.

“Omissis”, nato a Torretta il “Omissis”,  e’  un  altro  elemento  di spicco della famiglia mafiosa di Isola delle Femmine  che,  oltre  ad annoverare precedenti penali per estorsione aggravata dalle modalita’ di  tipo  mafioso,  sembra  avere  contribuito  a   condizionare   in particolar modo  l’operato  dell’Amministrazione  Comunale  di  Isola delle Femmine.

Questi, come “Omissis”, veniva tratto in arresto il 13 dicembre  2010 nell’ambito dell’operazione “ADDIOPIZZO 5” in esecuzione di ordinanza di applicazione della misura coercitiva della custodia  cautelare  n. 11213/08 R.G.N.R. e 11998/08 R.G. G.I.P. emessa il  9  dicembre  2010 dal Tribunale  di  Palermo,  Sezione  del  Giudice  per  le  Indagini Preliminari, essendo gravemente indiziato di reita’ in riferimento al delitto di estorsione aggravata da modalita’ mafiosa (delitto p. e p. dagli artt. 110, 81 cpv, 629 comma 2° e art. 7 D.L.  13  maggio  1991 nr.152, conv. nella legge 12 luglio 1991 nr.203)  per  essersi  -  in concorso con i piu’  noti  “Omissis”  ed  altri  -  con  piu’  azioni esecutive  di  un  medesimo  disegno  criminoso,  mediante   minaccia consistita nel manifestare la propria  appartenenza  all’associazione mafiosa Cosa Nostra, ed in virtu’ della forza derivante  dal  vincolo associativo  relativo  alla  predetta  organizzazione,  procurati  un ingiusto    profitto,    costringendo    l’imprenditore    “Omissis”, amministratore unico della “Omissis” e C. S.n.c., a versare, in  piu’ soluzioni, ventimila euro, in relazione ai lavori di  costruzione  di una scuola materna che lo “Omissis”stava effettuando  nel  Comune  di Cinisi e costringendo  il  medesimo  imprenditore  a  cedere  in  sub appalto  parte  dei  lavori  alle  ditte  di  “Omissis”,   “Omissis”,”Omissis” e “Omissis”. Nella vicenda, “Omissis” aveva svolto il ruolo di esecutore delle richieste estorsive e di esattore della  somma  di denaro, mentre  i  piu’  noti  “Omissis”  e  “Omissis”  agivano  come mandanti delle pretese estorsive.

Con sentenza n. 736/12 emessa in data 15 giugno 2012, il Tribunale di Palermo - Giudice dell’Udienza Preliminare condannava “Omissis”  alla pena di anni sei di reclusione ed euro mille di multa per  estorsione aggravata e continuata in concorso.

Con medesima sentenza, il G.U.P. di Palermo condannava “Omissis” alla pena di anni dieci di reclusione e alla multa di euro quattromila per lo stesso reato.

“Omissis”, nato a Isola delle Femmine (PA) il “Omissis”, risulta gia’ sottoposto, in data 28 dicembre  1984,  alla  misura  di  prevenzione della sorveglianza speciale di PS. per la durata di tre anni. La  sua pericolosita’ sociale si evidenzia anche avuto riguardo ai legami  di frequentazione intrattenuti con “Omissis”, il predetto “Omissis”,  ed altri esponenti di calibro della  criminalita’  organizzata  -  tutti colpiti da provvedimenti giudiziari per associazione di tipo mafioso.  Il predetto “Omissis” inoltre risulta avere partecipato alle societa’ prima citate, riferibili al clan dei  “Omissis”,  quali  la  “Omissis s.p.a.” e la “Immobiliare Omissis”, costituita unitamente a “Omissis” e a “Omissis”, suo cognato avendo  lo  stesso  “Omissis”  sposato  la sorella di questi “Omissis”.

“Omissis”, inoltre, risulta avere partecipato - il 4 dicembre 2002  - ai funerali di “Omissis” classe “Omissis”, madre  del  capo  famiglia “Omissis, unitamente a “Omissis”.






In sostanza, e’ stato rilevato che talune distorsioni poste in essere


a favore di soggetti vicini alla locale famiglia mafiosa hanno radici nell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco “Omissis” e si sono replicate anche dopo l’elezione del Sindaco “Omissis”: e’ il caso, ad esempio, delle concessioni  edilizie  rilasciate  nei  confronti  del titolare del  “Bar  “Omissis”di  “Omissis”,  nipote  del  capo  mafia locale, di cui si dira’ in seguito.

In tale  contesto,  tutte  le  iniziative  per  la  diffusione  della legalita’ intraprese  dall’amministrazione  “Omissis”  appaiono  come mere “operazioni di facciata”, tenuto conto che i  vari  settori  del Comune si sono rivelati soggetti a gravi forme di  condizionamento  e che l’ente ha aderito al protocollo di legalita’ “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, per la prevenzione del  pericolo  di  infiltrazioni  mafiose nelle opere pubbliche solo il 27 febbraio scorso,  con  deliberazione di Giunta n. 21.

I collegamenti dell’apparato burocratico comunale con la criminalita’ organizzata Anche tra i dipendenti comunali, ai vari livelli, alla stessa stregua di quanto evidenziato per /a compagine  politica  (di  maggioranza  e d’opposizione),  si  riscontrano  soggetti  che,  per   parentele   e frequentazioni o legami d’interesse, sono esposti ai  condizionamenti provenienti  da  esponenti  od   altri   soggetti,   direttamente   o indirettamente soggiacenti alla influente consorteria isolana.  E’ emerso, altresi’, che i dipendenti comunali sono tutti stabilmente inseriti nella pianta organica dell’ente, avendo il  Comune  gia’  da tempo provveduto alla stabilizzazione di tutti i rapporti  di  lavoro precario (ex contrattisti, ex  ISU,  ....),  diversamente  da  quanto posto in essere dalla stragrande  maggioranza  delle  amministrazioni locali dell’isola, che ancora oggi si trovano  a  gestire  un  numero enorme di lavoratori precari (sarebbero circa  22.000)  con  oneri  a carico del bilancio della Regione Siciliana.

“Omissis”, impiegata presso il I settore 6°  servizio  “Protocollo  - Albo Pretorio” in qualita’ di applicata  esecutiva,  e’  cognata  del capo  famiglia  “Omissis”,  avendo  sposato  l’ingegnere   “Omissis”, fratello della moglie di questi, “Omissis”.

La “Omissis” e’ stata stabilizzata dalla posizione di  precariato  il 1° novembre 2003, quando Sindaco era “Omissis” e “Omissis”  era  Vice Sindaco.

Il predetto “Omissis”, da  parte  sua,  ha  ricoperto  la  carica  di Assessore all’urbanistica e all’edilizia privata del comune di  Isola delle Femmine dal 13 giugno 1999  al  12  ottobre  1999  (data  delle dimissioni  per  motivi   personali,   verosimilmente   riconducibili all’arresto, il 28 luglio 1999,  del  cognato  “Omissis”  nell’ambito della cosiddetta operazione  “San  Lorenzo  2”).  All’epoca,  a  capo dell’Amministrazione c’era il  Sindaco  “Omissis”.  Nella  precedente amministrazione, guidata sempre dal Sindaco “Omissis”  (dal  1994  al 1999) aveva ricoperto il medesimo incarico di Assessore, cori  delega a lavori pubblici e patrimonio civile.

“Omissis”, impiegato  presso  il  I  settore  “Amministrativo”  -  2° servizio  “Anagrafe  -Elettorale  -  Censimenti”   in   qualita’   di specialista dell’attivita’ amministrativa, e’  cugino  acquisito  del capo famiglia “Omissis”, in quanto cugino della moglie di questi.  Il rapporto di parentela deriva dal fatto che  il  padre  di  “Omissis”, “Omissis” (cl. “Omissis”) e’ fratello di “Omissis”  (cl.  “Omissis”), padre di “Omissis”.

L’architetto “Omissis”, responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale  - III settore urbanistica fino al 22 marzo 2011,  data  in  cui  si  e’ dimesso dall’incarico ed e’ stato sostituito dall’ing. “Omissis”,  e’ l’attuale Capo del V Settore  “Tecnico  -  Manutentivo”.  Lo  stesso, assunto con contratto di lavoro a tempo determinato e parziale dal 1° maggio 2002 successivamente prorogato, e’  stato  stabilizzato  dalla posizione di precariato con la trasformazione del rapporto di  lavoroa tempo pieno ed indeterminato dal 16/11/2005. L’arch.  “Omissis”  e’ nipote di “Omissis” deceduto il 10 agosto 2007, legato da vincoli  di parentela alla famiglia mafiosa dei “Omissis” di Palermo.

Alcuni beni immobili appartenenti  al  “Omissis”,  in  esecuzione  di provvedimento emesso dal Tribunale di Palermo  -  Ufficio  Misure  di Prevenzione, nel  2009  sono  stati  oggetto  di  sequestro,  poiche’ riconducibili alle famiglie mafiose “Omissis” e “Omissis” di Palermo.  Come  gia’  detto,  “Omissis”,  impiegata  presso   il   II   settore “Economico-Finanziario” - 2° servizio “patrimonio - provveditorato  - economato  -  servizi  in  convenzione”  in  qualita’  di   applicato esecutivo, attualmente in servizio presso la Polizia Municipale quale ausiliario del traffico, e’ sorella dell’ex Sindaco “Omissis”  ed  e’ stata stabilizzata in data 1° novembre 2003, quando quest’ultimo  era Sindaco di Isola delle Femmine mentre “Omissis” era Vice Sindaco.  “Omissis”, impiegato presso  il  I  settore  “Amministrativo”  -  4°.  servizio “relazioni  con  il  pubblico  -  comunicazione  pubblica  - ufficio notifiche”, e’ cognato dell’ex Sindaco “Omissis”. Il rapporto di parentela deriva dal fatto che il “Omissis” ha sposato  “Omissis”, sorella di “Omissis” e di “Omissis”. Anche lui e’ stato  stabilizzato in data 1° novembre 2003 quando “Omissis” era Sindaco e “Omissis” era Vice Sindaco.


URBANISTICA, TUTELA DEL TERRITORIO E DISCIPLINA EDIFICATORIA:

LE CONCESSIONI EDILIZIE

Gli strumenti urbanistici

Il Comune di Isola delle  Femmine  e’  sottoposto  ad  una  serie  di vincoli di diversa natura ed intensita’, imposti nel corso del  tempo a tutela dei vari elementi che caratterizzano i  diversi  ambiti  del territorio comunale,  che  disciplinano  e  condizionano  [’attivita’ degli  uffici   comunali   volta   al   controllo   delle   attivita’ edificatorie.

Sotto tale profilo, emerge quanto segue:

        vincolo paesaggistico su tutto il territorio  comunale,  apposto con Decreto dell’Assessore regionale dei Beni Culturali e  Ambientali e della P.I. n.151 del 30/1/1989, ai sensi  della  legge  n.1497  del 1939;

        vincolo archeologico, apposto ai sensi della  legge  n.1089  del 1939 per ‘Isola di Fuori’,  sulla  quale  insiste  pure  una  Riserva Naturale Orientata;

        vincolo idrogeologico, ai sensi del R.D. 3267 del 1923;

        vincolo sismico di 2° categoria,  ai  sensi  della  L.  64/1974, apposto con D. M. Lavori Pubblici del 23/9/19891;

        vincolo di inedificabilita’ sulla fascia costiera  entro  i  150 metri dalla linea della battigia - ex art.15 legge regionale 76/1978;

        vincolo di inedificabilita’ sulla fascia di rispetto del demanio marittimo, ferroviario, stradale (S.S.  113),  autostradale  (A19)  e cimiteriale (50 metri).

Il Piano Regolatore Generale del Comune di Isola delle Femmine  venne approvato con Decreto Assessoriale  n.83  del  1977.  Contestualmente vennero emanate le relative Norme di  Attuazione,  approvate  con  il medesimo D.A. n.83/1977, per le zone B, D ed E, mentre  per  le  zone precedentemente stralciate intervenne il successivo D.A.  n.121/1983.  Per ultimo intervenne il Regolamento Edilizio, adottato con  delibera del Consiglio Comunale n.20 del 29 gennaio 1982, e quindi la Variante per la Fascia Litoranea, adottata con D.A. Territorio e  Ambiente  n.  585/1991. Con il citato Decreto assessoriale 121/1983,  in  particolare,  venne approvata la perimetrazione relativa alle zone  ‘C’  (aree  destinate all’espansione residenziale attraverso la realizzazione di  piani  di lottizzazione)  da  sottoporre  a   pianificazione   urbanistica   di dettaglio attraverso la redazione di un piano particolareggiato.

Detto piano, adottato  con  successive  deliberazioni  del  Consiglio Comunale n.87 del 7 marzo 1991 e n.88 del 14 marzo  1991,  ottenne  i relativi visti di legittimita’ da  parte  del  competente  organo  di controllo   (all’epoca   Commissione   Provinciale   di    Controllo) rispettivamente  con  decisioni  in  data  14/05/1992  e   8/05/1992.

Trascorsi dieci anni da quest’ultima data, il piano particolareggiato in questione e’ scaduto, ai sensi dell’art.16 della L.1150/1942.  Verso la meta’ degli anni ‘90,  il  Comune  di  Isola  delle  Femmine avvio’ l’iter per la redazione di  un  nuovo  Piano  regolatore,  che tenesse in considerazione le novita’ nel frattempo  introdotte  nella normativa in materia di governo del territorio.  Dopo  una  serie  di studi, realizzati in esito a  specifici  incarichi  di  progettazione conferiti a professionisti esterni e scambi di corrispondenza  con  i competenti uffici dell’Assessorato regionale Territorio  e  Ambiente, si’ giunse cosi’ alla deliberazione di C.C. n.47 del 12 agosto  2003, con la quale venne  approvato  lo  schema  di  massima  del  PRG  con emendamenti.

Con nota assunta al protocollo  comunale  al  n.537  dell’Il  gennaio 2006, l’Ufficio del Genio Civile di Palermo trasmetteva al Comune gli elaborati del PRG completi del parere  favorevole  di  compatibilita’ geomorfologica, espresso ai sensi dell’art.13 L.64/1974.

Finalmente, pertanto, il nuovo PRG veniva adottato con  deliberazione di CC. n.33 dell’1 agosto 2007.

L’iter  per  la   approvazione   definitiva   del   nuovo   strumento urbanistico, tuttavia, non  si  e’  ancora  concluso,  avendo  subito diverse  battute  d’arresto,  solo  in  parte  dovute   ai   ripetuti interventi normativi nella materia, che  hanno  offerto  agli  uffici comunali la possibilita’ di  continuare  ad  operare  sulla  base  di strumenti  urbanistici  oramai  obsoleti  e  privi   di   sostanziale efficacia.

Alla  luce  di  queste  premesse,  la   Commissione   d’indagine   ha focalizzato l’attenzione su alcune pratiche  di  rilascio  di  titoli abilitativi   alla   trasformazione   edilizia,   concessioni,   gia’ individuate dalle Forze dell’Ordine in  esito  alle  prime  indagini, avviate sulla scorta di esposti presentati dal gruppo  consiliare  di minoranza e  che,  riguardando  esponenti  o  soggetti  piu’  o  meno direttamente  legati  ad  esponenti  della  criminalita’  organizzata operante ad Isola delle Femmine, rivelano in modo chiaro la capacita’ della famiglia mafiosa di infiltrarsi in un ganglio essenziale  della vita  dell’ente,  qual  e’  quello  del  governo  dei  territorio   e dell’esercizio dell’attivita’ edificatoria, allo scopo di  piegare  a proprio favore le rigide procedure  dettate  in  questa  materia  dal legislatore nazionale e regionale.






La concessione edilizia n. “Omissis” /2009 - “Omissis”

In data “Omissis” - un mese prima delle elezioni - alla  ditta  edile “Omissis” veniva rilasciata dal Comune di  Isola  delle  Femmine  una concessione edilizia per la realizzazione di 3 ville unifamiliari  su due livelli.
A seguito di un esposto datato 14.05.2009, presentato  da  “Omissis”, coordinatore del gruppo consiliare “Rinascita Isolana”,  la  Stazione Carabinieri di Isola delle Femmine richiedeva un  accertamento  sulla legittimita’  amministrativa  della   concessione   al   Dipartimento Urbanistica della Regione.

 

L’ente rappresentava che “la  concessione  in  argomento  sarebbe  da  ritenere illegittima”

e che la  stessa  non  poteva  essere  concessa perche’ mancavano due presupposti: “la configurabilita’ di  un  lotto intercluso ed un processo di urbanizzazione gia’  realizzato...  non suscettibile di ulteriori suddivisioni...”. Avverso tali motivazioni, sia il Comune di Isola delle Femmine che la  ditta  “Omissis”,  hanno presentato   controdeduzioni,   chiedendo    l’archiviazione    della contestazione  di  legittimita’  della   concessione   edilizia.   Il

Dipartimento ha confermato l’illegittimita’ deI provvedimento pur non ravvisando un grave danno urbanistico (essendo l’intervento  comunque inserito in un contesto gia’  ampiamente  urbanizzato),  e  rinviando l’eventuale annullamento dell’atto alla  competenza  comunale.  Nelle more  del  provvedimento,  gli  immobili  sono  stati  realizzati   e attualmente sono in vendita.
A seguito della  decisione  del  Dipartimento  regionale,  la  giunta comunale in data 24.05.2011 deliberava di  non  modificare  in  alcun modo quanto in precedenza concesso a favore delle “Omissis”.  La  vicenda  e’  stata  riepilogata  nell’informativa  redatta  dalla Stazione Carabinieri di Isola delle Femmine inoltrata  il  21.05.2009 alla Procura  della  Repubblica  di  Palermo  che  ha  instaurato  un procedimento  penale.  Detto  procedimento  e’  stato  definito   con l’archiviazione in quanto dall’esame degli atti sono emersi  elementi che, ancorche’ stigmatizzabili sotto  il  profilo  della  regolarita’ amministrativa,  sono  penalmente  irrilevanti.  In  particolare,  la vicenda ha ad oggetto la corretta interpretazione  della  definizione di “lotto intercluso”.

Le irregolarita’  evidenziate  nel  corso  dell’accesso  e  descritte analiticamente nell’allegata relazione della Commissione  d’indagine, hanno  fatto  emergere  -  anche  con  riferimento  alla  concessione edilizia de quo - significativi sviamenti dal corretto  funzionamento dell’apparto burocratico dell’ente, con notevoli vantaggi economici a favore di imprese riconducibili alla criminalita’ organizzata.  In particolare, il Comune ha rilasciato una concessione  edilizia  in assenza dei presupposti di legge ed ha  consentito  che  la  societa’ “Omissis” non rispettasse la tempistica  relativa  ai  versamenti  da effettuare per gli oneri di urbanizzazione.

La gravita’ delle condotte dell’Ente appare ancora piu’ evidente alla luce degli elementi di controindicazione  del  soggetto  beneficiario della concessione in argomento: la “Omissis”, con sede in Isola delle Femmine, via “Omissis”.

I soci - amministratori sorto le tre sorelle “Omissis”, ovvero:
        Omissis”, nata ad Isola delle Femmine il “Omissis”;
        Omissis”, nata ad Isola delle Femmine il “Omissis”;
        Omissis”, nata ad Isola delle Femmine il “Omissis”;
Le menzionate sorelle “Omissis” risultano essere figlie di “Omissis”, nato ad Isola delle  Femmine  il  “Omissis”,  ivi  residente  in  Via “Omissis”,  di  professione  costruttore  e  cognato   di   “Omissis” cl.”Ornissis”. Su tali soggetti e sulle rispettive  vicende,  che  ne hanno fatto dei personaggi di spicco nel panorama della  criminalita’ organizzata di Isola delle  Femmine,  si  e’  gia’  approfonditamente riferito in precedenza.


La concessione edilizia n. “Omissis”/2010 –

“Omissis” Il “Omissis” il Comune  di  Isola  delle  Femmine  ha  rilasciato  la concessione  edilizia  n.  “Omissis”  per  la  realizzazione  di   un fabbricato per civile abitazione su tre livelli fuori terra a  favore della societa’ “Omissis”,  socio  amministratore  “Omissis”,  (classe “Omissis”).
La concessione  era  stata  richiesta  sin  dal  2001  da  parte  dei precedenti proprietari del fondo - “Omissis”,  “Omissis”,  “Omissis”e “Omissis”, i quali dopo un lunga e complessa  vicenda  amministrativa protrattasi  per  anni,  caratterizzata  da  un  fitto   scambio   di corrispondenza  e  dalla  instaurazione  di  contenzioso  dinanzi  al giudice  ordinario  ed  amministrativo  ed   intrecciatasi   con   Ii procedimento di  adozione  del  nuovo  piano  regolatore  del  Comune avvenuta nel 2007, il 7 aprile 2009 vendevano l’area interessata alla ditta “Omissis”.

Da quella data la ditta citata subentra nei rapporti con il Comune di Isola delle Femmine nel procedimento di  rilascio  della  concessione edilizia, che viene rilasciata alla ditta “Omissis”, dopo soli cinque mesi dalla richiesta di voltura della pratica edilizia, presentata il 14.08.2009.
Il  socio-amministratore  della  ditta   concessionaria,   “Omissis”, (classe”Omissis”) e’ figlio di “Omissis”, e nipote  di  “Omissis”„  i quali, come prima riferito, si sono resi rispettivamente protagonisti delle seguenti vicende giudiziarie:
        “Omissis”, pluripregiudicato,  e’  stato  colpito  nel  1998  da ordinanza di custodia cautelare per  associazione  di  tipo  mafioso, arrestato dopo un breve periodo di latitanza;
        “Omissis”, e’ stato  tratto  in  arresto  il  13  dicembre  2010 perche’ coinvolto nell’operazione denominata “Addio  Pizzo  5”  quale indagato  per  reati  associativi  di’  tipo  mafioso  ed  e’   stato recentemente condannato.

Il 22.05.2010 “Omissis”,  presentava  alla  Stazione  Carabinieri  di Isola delle Femmine  un  esposto  nel  quale  venivano  rappresentate presunte irregolarita’ nel rilascio  della  concessione  edilizia  in argomento, posto che, secondo l’esponente,  il  provvedimento  doveva essere rilasciato  previa  lottizzazione  dell’area  e  non  mediante concessione diretta, oltre al fatto che non e’ consentito il rilascio di concessioni  edilizie  su  lotti  interclusi  o  residui  in  Zone Territoriali Omogenee “B” e  “C”  in  presenza  di  Piani  Regolatori Generali con vincoli scaduti.
L’esposto veniva  prontamente  inoltrato  anche  alla  Procura  della Repubblica  presso  il  Tribunale  di  Palermo  che   instaurava   un procedimento penale. Nella circostanza, la  Stazione  Carabinieri  di Isola   delle   Femmine   richiedeva   l’intervento   ispettivo   del Dipartimento Urbanistica che, ad oggi, non si e’ ancora espresso.  A seguito dell’operazione di polizia “Addio Pizzo 5” e  del  connesso arresto del “Omissis”, il Comune di Isola delle Femmine, con  lettera a firma del responsabile dell’UTC - settore  tecnico  e  manutenzioni arch. “Omissis”, richiedeva:

        alla Procura della Repubblica di  Palermo  di  conoscere  se  la citata societa’ fosse connessa o riconducibile al “Omissis”,;
        alla Prefettura di  Palermo  di  conoscere  eventuali  gradi  di parentela o affinita’ dei soci della “Omissis”, con personaggi legati alla malavita, al fine  di  revocare  in  autotutela  la  concessione edilizia n. “Omissis”/ 2010, indicando quali  soci  di  quest’ultima, con  relativa  anagrafica,  il  “Omissis”,   (classe   Omissis),   il “Omissis”, (classe Omissis) ed il “Omissis”.

Sul punto si evidenzia che, con riferimento ai rapporti esistenti tra il “Omissis”, - tratto in arresto nell’operazione ADDIO PIZZO 5 -  ed i  “Omissis”,  soci  della  “Omissis”,  l’Arch.  “Omissis”,  aveva  a disposizione, gia’ dal marzo 2009, una  nota  informativa  riservata, inviata dalla Prefettura di Palermo dietro sua esplicita richiesta in occasione di altro procedimento del suo  stesso  ufficio  (vds  supra ‘Lavori di collegamento del sistema fognario  al  depuratore  ASI  di Carini) nella quale venivano riportate sia le relative parentele  sia i  conclamati  elementi  di  pericolosita’  in  capo  alla   famiglia “Omissis”,

Non e’ comprensibile, quindi, il motivo  per  cui  l’Arch.  “Omissis” abbia,   in   prima   istanza,   rilasciato   la    concessione    e, successivamente, non abbia proceduto alla revoca  in  autotutela  del suddetto provvedimento, cosi  come  prospettato  dallo  stesso  nella comunicazione inoltrata a  Procura  della  Repubblica  di  Palermo  e Comando CC di Isola delle  Femmine. 

Non  risulta,  infatti,  che  la concessione edilizia in esame sia stata mai revocata. Nei fatti, l’esame di tale pratica ha fatto emergere:
        sviamento dal dettato normativo in merito ai presupposti per  il rilascio della concessione;
        mancata  percezione,  da  parte  dell’ente,  degli   oneri   di urbanizzazione (che, per legge,  pur  potendo  essere  rateizzati  su richiesta dell’interessato, devono essere comunque corrisposti  prima del rilascio della concessione);
        mancato introito,  sempre  da  parte  dell’ente,  dei  costi  di costruzione, determinati all’atto del rilascio della concessione  (la normativa prevede che siano  corrisposti  in  corso  d’opera  con  le modalita’ e le garanzie richieste dall’amministrazione);
        mancato accertamento  da  parte  del  Comune  della  stipula  di polizze  fideiussorie  poste  a  garanzia  delle  obbligazioni  della societa’ dei “Omissis”;
        mancanza di volonta’ dell’ente  di  annullare  il  provvedimento concessorio in autotutela, anche alla luce delle criticita’  e  delle contraddizioni emerse nel corso dell’istruttoria.

Piu’ in  particolare,  con  riferimento  allo  strumento  urbanistico vigente al momento del rilascio della concessione e  con  riferimento alla  zona  oggetto  dell’edificazione,  sono  emerse   le   seguenti anomalie:
        premesso che l’edificazione in  argomento  ricade  in  una  zona definita  area  B,  una   volta   individuata   l’esatta   ubicazione dell’immobile, e’ stato analizzato lo strumento  urbanistico  vigente alla data di rilascio della  concessione  edilizia  (“Omissis”),  nei confronti della “Omissis”, poi divenuta “Omissis”, (a seguito di  una discutibile ed antieconomica operazione di cessione di quote da parte dei “Omissis”, alla predetta societa’ composta anche  dall’ex  socio, “Omissis”, posta in essere nel marzo 2011, verosimilmente dopo che la situazione personale e familiare dei “Omissis”, era stata  complicata dagli arresti di ‘Addio Pizzo 5’);
        lo strumento urbanistico vigente all’epoca dei  fatti  e’  stato identificato  nel  P.R.G.  di  cui  alla  Delibera  di  C.C.  33  del 01.08.2007, con l’approvazione, in  successive  sedute  di  consiglio comunale, delle osservazioni presentate nel tempo dalla cittadinanza;
        con riferimento  all’approvazione  di  detta  Delibera  e  della D.C.C. 36 del 23.09.2008,  e’  stato  evidenziato  che  le  decisioni vengono approvate con  la  partecipazione  al  voto  del  Consigliere “Omissis”. Si rammenta che il citato Consigliere “Omissis”  sara’  il tecnico incaricato da “Omissis”, proponente degli emendamenti e delle osservazioni,  per  la  redazione  finale  e  per  l’adeguamento  del progetto in trattazione, presentato in data  26.11.2008,  ovvero  due mesi dopo l’approvazione della delibera n. “Omissis”. Considerato che all’interno   del   fascicolo   non   e’   stata   rinvenuta   idonea documentazione, non e’ possibile stabilire  se,  a  quella  data,  il citato Geom. e Consigliere “Omissis”avesse gia’  ricevuto  l’incarico per  la  progettazione  del  costruendo  edificio,  ponendolo   nella condizione di conflitto  d’interessi,  in  violazione  dell’art.  176 della L.R. 16/63, comma 1.  E’  interessante  notare,  altresi’,  che l’osservazione 6911 del 27.05.2008 e’  stata  sottoscritta  anche  da “Omissis”, smg, gia’ socio dei  “Omissis”,  (la  societa’  “Omissis”, viene costituita il 13.02.2008) e futuro proprietario, attraverso  la suddetta societa’ (il terreno verra’ acquisito  in  data  07.04.2009) del lotto di terreno oggetto della menzionata osservazione.  Infine,  giova  qui  ribadire  i  collegamenti  della   “Omissis”   - beneficiario iniziale  della  concessione  n.  “Omissis”,  -  con  la criminalita’ di tipo mafioso.

Nello specifico si richiama l’attenzione  sulla  circostanza  che  la predetta societa’, costituita  nel  2008,  ha  come  soci  “Omissis”, (classe “Omissis”) e “Omissis”, (classe  “Omissis”),  rispettivamente figlio  e  padre  di  “Omissis”„  nonche’  “Omissis”;  risultanze  di attivita’ investigative hanno consentito di accertare inoltre che tra le maestranze  impiegate  nella  societa’  risulta  anche  lo  stesso”Omissis”. Tale circostanza rende  di  tutta  evidenza  l’inserimento della ditta stessa in un  contesto  inconfutabilmente  contiguo  alla criminalita’ organizzata di tipo mafioso e genera il  forte  sospetto che il predetto svolga la sua influenza sfruttando le amicizie ed  il sostegno della mafia per agevolare  l’attivita’  imprenditoriale  del padre. Infatti, appare  evidente  la  circostanza  che  la  Ditta  in argomento e’ frutto di scelte gestionali dovute  alla  necessita’  di mantenere il patrimonio nella sostanziale disponibilita’ di familiari raggiunti da provvedimenti giudiziari per fatti di mafia, attribuendo “fittiziamente”  la  esclusiva  e  formale  proprieta’  a   congiunti incensurati.

La concessione edilizia in  sanatoria  n.  “Omissis”  del  “Omissis”, “Omissis” Nel dettaglio, e’  stata  sottoposta  ad  analisi  la  documentazione rinvenuta nel fascicolo relativo a  “Opere  eseguite  in  difformita’ della licenza edilizia n. 45 del “omissis”per la realizzazione di  un fabbricato in contrada”omissis”, composto  da  tre  elevazioni  fuori terra (piano terra, primo e secondo), volume  totale  mc.  3.780,31”, istante “Omissis”, beneficiari “Omissis” e “Omissis” (figli ed  eredi dell’istante).

Con Attestato di  Concessione  Edilizia  in  sanatoria  assentita  n. “Omissis”, il Responsabile del III settore U.T.C. del Comune di Isola delle  Femmine,  Architetto   “Omissis”,   attestava   che   dovevano intendersi  assentite  favorevolmente  le  istanze   di   concessione edilizia in sanatoria ex 1.47/85, presentate dalla sig.ra  “Omissis”, ormai deceduta giusta denuncia di successione n. “Omissis”,  ed  alla quale succedono, nella qualita’ di unici eredi i  figli  “Omissis”  e “Omissis”,  per  le  opere  eseguite  in  difformita’  della  licenza edilizia n.  “Omissis”  del”Omissis”,  per  la  realizzazione  di  un fabbricato in contrada “Omissis” .

La licenza  edilizia  n.  “Omissis”  del  “omissis”  si  riferiva  al progetto  per  la  costruzione  di  un  complesso   alberghiero   nel “Omissis”, in ordine  al  quale  peraltro  la  C.E.C.  aveva  imposto prescrizioni riferite alla zona  (che  non  prevedeva  tale  tipo  di insediamento) ed alla cubatura degli immobili.

Sin dalle prime fasi la realizzazione del progetto aveva  dato  luogo ad una serie di irregolarita’, contestate con piu’ o  meno  decisione dagli uffici comunali, che per la difformita’ delle opere  realizzate rispetto a quanto  previsto  nel  progetto  era  stata  oggetto,  tra l’altro, di contravvenzione elevata  dalla  Stazione  Carabinieri  di Isola delle Femmine con  verbale  datato  21.02.1983  per  violazione della legge n. 1150 del 1942, e sulla quale, infine, nel  “omissis”si era innestata la richiesta di sanatoria, ai sensi della legge 47  del 1985.

In proposito, negli atti clell’UTC e’ stato anche riscontrato un atto

di  notorieta’,  risalente  al  10.02.1981,  concernente   l’avvenuta eliminazione  di  irregolarita’  costruttive  rispetto  al   progetto originario, formalizzato  al  Comune  in  presenza  del  Sindaco  pro tempore “Omissis” ed al Segretario comunale, che veniva  sottoscritto dalla titolare della concessione edilizia, “Omissis”,  unitamente  ad altri testimoni, tra i quali spicca il gia’ noto “Omissis”.

Per meglio comprendere le illegalita’ perpetrate dall’Amministrazione comunale nel  procedimento  in  esame,  non  puo’  farsi  a  meno  di richiamare talune  fasi  salienti  della  procedura,  assai  piu’  in dettaglio descritte  nella  relazione  presentata  dalla  Commissione d’indagine, e che di seguito si riportano:

        Alla data dell’01.10.1990,  si  riscontra  la  consegna  di  una ricevuta di versamento della seconda  rata  della  oblazione  per  la richiesta sanatoria;  cio’  testimonia  che,  pur  essendo  trascorsi alcuni anni, la “Omissis”  non  aveva  provveduto  ad  effettuare  ilversamento  dell’intero  importo  entro  il  termine  stabilito   del 30.09.1986;

        Con corrispondenza del 17 gennaio 1992, indirizzata al Comune di Isola delle Femmine e, per  conoscenza,  alla  sig.ra  “Omissis”,  la Soprintendenza Beni Culturali ed  Ambientali  della  Regione  Sicilia rilevava che,  con  riferimento  alla  richiesta  di  nulla  osta  in sanatoria per la costruzione del fabbricato  sito  “omissis”  istanza deromissis”,  opere  realizzate  in  difformita’   alla   concessione edilizia  n.”omissis”  e  successive  varianti  -,   agli   atti   di quell’ufficio, non risultava il rilascio del preventivo nulla-osta;

        Con una nota indirizzata dal Comune alla signora  “Omissis”,  il 22.09.1997,  mentre  si  comunicava  che  “trattandosi  di   un’opera realizzata  in  difformita’  ad  una  licenza  edilizia,  il  calcolo dell’oblazione  e’  da  ritenersi  esatto,   poiche’   la   tipologia dell’abuso e’ riferita al punto 3 del modello “A” allegato alla legge 47/85”, e che “ l’opera, essendo stata realizzata prima  dell’entrata in vigore della L.R. 71 del 27.12.1978, non e’ soggetta al  pagamento degli oneri concessori calcolati con le modalita’ dettate dalla L. 10 del  28.01.1977”,  contemporaneamente  si  evidenziava  altresi’  che “all’interno del fascicolo non vengono rinvenuti parte dei  documenti di cui all’art. 23 della L. 47/85 ( certificato di idoneita’ Statica, Il Nulla Osta  della  Soprintendenza  ai  BaCC.AA.).  Si  trasmetteva pertanto in allegato, la diffida  con  la  quale  si  richiedevano  i documenti  di’  cui  sopra.  Nell’allegato  alla  citata   nota,   si specificava che “trascorsi infruttuosamente i termini previsti  dalla normativa vigente, sara’ applicata la disposizione prevista dal comma 1 dell’art. 40  della  Legge  28  Febbraio  1985  n.  47”  (cioe’  il pagamento di una somma pari al doppio dell’oblazione);

        Nella stessa nota, ancora, non veniva fatto alcun riferimento ai versamenti da oblazione ancora da effettuarsi ne’  ad  una  eventuale regolarizzazione di quelli gia’ effettuati  perche’  non  congrui  in relazione al “quantum” effettivamente dovuto. E  neanche  all’interno del fascicolo preso in esame e’ stato rinvenuto alcun  documento  che comprovi l’adozione da  parte  dell’amministrazione  comunale  di  un provvedimento sanzionatorio, ai sensi e per  gli  effetti  di  quanto previsto dal citato art. 40, comma 1 della L. 47/85. Per di piu’  non e’ dato sapere neppure se la diffida allegata alla nota stessa, priva di protocollo e data e priva della firma  del  Sindaco  pro  tempore, “Omissis”, sia stata o meno spedita alla “Omissis” nella forma  della raccomandata con ricevuta di’ ritorno, cosi’ come si evince dall’atto stesso;

        Ancora, con nota del 31.05.1999, il Comune, facendo seguito alla nota della Soprintendenza  ai  13B.CC.AA.  recante  prot.  13776  del 30.12.1991 (dopo ben 7  anni),  comunicava  a  quell’Ufficio  che  il fabbricato in parola era da ritenersi privo del  nulla  osta  di  cui all’art. 7 della L. 1497/39,  specificando,  altresi’,  che  “per  le ulteriori richieste si  fa  presente  che  a  causa  di  un  incendio avvenuto nel mese di novembre dell’anno 1979, non e’ stato  possibile rinvenire la pratica di che trattasi e quindi i’ relativi  grafici  e documenti”;

        Si giungeva, cosi’, alla nota prot. 4290/CC del 23.03.2006,  con la quale l’Ufficio Sanatorie abusivismo e  controllo  del  territorio del Comune, nella persona del suo responsabile Arch. “Omissis” e  del responsabile del procedimento, geometra “Omissis”,  dietro  richiesta della sig.ra “Omissis”,  certificava  che  la  pratica  di  sanatoria intestata  alla  medesima,  relativa   all’immobile   realizzato   in difformita’ alla concessione edilizia, e precisamente  con  l’aumento di superficie  utile  e  diversa  destinazione  d’uso  di  una  parte dell’edificio,  era  ancora  in  corso  di   istruttoria   da   parte dell’ufficio scrivente;

        Il 13 marzo 2009,  “Omissis”  e  “Omissis”,  nella  qualita’  di proprietari dell’immobile  oggetto  di  condono  edilizio  -  pratica “Ornissis”e nella qualita’ di unici eredi  di  “Omissis”,  originariaintestataria della pratica,  chiedevano  che  l’atto  concessorio  in sanatoria venisse  a  loro  intestato,  allegando,  tra  l’altro,  la dichiarazione di successione dalla quale si evinceva  che  “Omissis”, coniuge superstite, aveva rinunziato all’eredita’, e  dichiarando  di non avere mai ricevuto ne’ loro ne’ la propria  madre,  richieste  di integrazione e/o diniego da parte  della  Soprintendenza  ai’  BB.CC.  relativamente al vincolo paesaggistico, dopo la richiesta  di’  Nulla Osta inoltrata in data 5.3.1999. Gli stessi dichiaravano altresi’ che nella fase di  realizzazione  dell’edificio  eseguito  dalla  propria madre, giusta licenza edilizia “Omissis”e  successive  varianti,  era stata occupata in buonafede una porzione del fondo confinante per una dimensione massima della superficie occupata dal fabbricato di m. 8 x 23 circa e che  il  proprietario  del  terreno  attiguo  non  ha  mai prestato opposizione  relativa  all’occupazione  parziale  del  fondo medesimo;

        Nel corso dell’anno  2009,  inoltre,  un  ulteriore  scambio  di corrispondenza avveniva tra il Comune, che commissionava una  perizia tecnica ad un professionista esterno allo scopo di definire gli oneri urbanistici ed economici ai fini  della  definizione  della  pratica, l’AUSL  di  Carini,  che  emetteva  un   parere   di   compatibilita’ igienico-sanitaria del complesso alberghiero - esclusa la  piscina  - ed un perito di parte, che certificava che tutta  l’opera  era  stata realizzata in conformita’ al  progetto  di  concessione  edilizia  in sanatoria e che “l’istanza di condono e’ stata integrata con tutta la documentazione prevista dall’art. 26 della L.R. 37/85”. Inutile  dire che t

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