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27 febbraio 2014 4 27 /02 /febbraio /2014 23:53

Noti alberghi gestiti da prestanome
della mafia, tre arresti e sigilli alle aziende

Scoperti rapporti tra una famiglia di imprenditori palermitani e gli Sbeglia. Preso il rampollo del clan





PALERMO - Militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, a conclusioni di indagini di carattere finanziario, hanno arrestato tre persone per intestazione fittizia di beni, hanno sequestrato due aziende sospettate di essere inquinate dalla mafia ed hanno sospeso dall'amministrazione delle proprie società una conosciuta famiglia di albergatori palermitani. Le tre persone arrestate dalle Fiamme gialle della polizia valutaria di Palermo sono Marcello Sbeglia, di 42 anni, indicato come rampollo di un noto clan di costruttori ritenuti punto di riferimento di diverse famiglie mafiose per la gestione degli appalti; Salvatore Brusca, di 50 anni, e Gaetano Troia, di 51, accusati di essere prestanome del primo.
ALBERGHI - Dalle indagini - secondo quanto si è appresto da fonti investigative - sono emersi anomali rapporti finanziari tra la famiglia Sbeglia e importanti società alberghiere: gli Sbeglia, al fine di eludere la normativa di prevenzione antimafia - sempre secondo le accuse - si erano dotati di una struttura di prestanome con la quale hanno drenato denaro dalle società alberghiere ed hanno occupato fette di mercato edile lecito. Nel corso delle operazioni, la Guardia di Finanza ha sequestrato due aziende ritenute «inquinate» - la ditta individuale di Brusca e la società Ve.Co.Si. a responsabilità limitata - ed è stata applicata la misura di prevenzione antimafia dell'amministrazione giudiziaria di società nei confronti di soggetti operanti nel campo alberghiero.

"I Ponte in affari con gli Sbeglia"
nella bufera i big degli alberghi

Le indagini del nucleo di polizia valutaria della Finanza fanno scattare l'amministrazione giudiziaria per tre società dei noti imprenditori palermitani. In manette il rampollo di una famiglia di mafia e due imprenditori edili

"I Ponte in affari con gli Sbeglia" nella bufera i big degli alberghi

Uno degli eredi del gruppo alberghiero Ponte, Salvatore, era in affari con il rampollo di una famiglia di mafia, Marcello Sbeglia. Le indagini del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza hanno fatto scattare il commissariamento delle tre società dei noti imprenditori palermitani, gestori degli hotel Astoria, Vecchio Borgo e Garibaldi: per sei mesi, la "Delta finanziaria spa", la "F. Ponte spa" e la "Vigidas srl" verranno gestite da un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale misure di prevenzione. Sbeglia è stato invece arrestato, per intestazione fittizia di beni. In manette sono finiti anche altri due piccoli imprenditori edili, Salvatore Brusca e Gaetano Troia. 


Secondo la ricostruzione dei finanzieri e del pubblico ministero Gaetano Paci, Ponte e Sbeglia avrebbero intrattenuto rapporti poco chiari attorno alla gestione dell'hotel Garibaldi di piazza Politeama, a Palermo: l'immobile appartiene a una società degli Sbeglia, ormai sequestrata; di tanto in tanto, gli Sbeglia ricevevano dei soldi dalle società dei Ponte, attraverso false fatture intestate alla ditta di Brusca. Quelle fatture attestavano lavori di manutenzione e lavori edili in albergo mai realizzati.  


Nel gennaio dell'anno scorso, la Procura aveva disposto alcune perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici dei Ponte e degli Sbeglia: la documentazione sequestrata ha confermato i sospetti degli investigatori. E questa mattina sono scattati i provvedimenti disposti dall'autorità giudiziaria.  


Il gruppo Ponte gestisce attualmente tre fra più esclusivi alberghi della città: l'Astoria Palace di via Montepellegrino, l'Hotel Vecchio Borgo di via Quintino Sella e l'Hotel Garibaldi di via Emerico Amari. È proprio quest'ultimo albergo al centro delle attenzioni della magistratura e della polizia valutaria, a Palermo diretta dal tenente colonnello Calogero Scibetta: la società "F. Ponte spa" lo acquisì nel 2009, con un investimento di circa cinque milioni di euro. Adesso, le indagini accostano le attività di Salvatore Ponte, erede della dinastia di imprenditori palermitani, con quelle di Marcello Sbeglia, figlio di Francesco Paolo e nipote di Salvatore,
 il primo in cella, il secondo di recente assolto da nuove accuse di mafia, ma in passato ha già scontato una condanna per 416 bis in quanto ritenuto vicino a Totò Riina. Nel 2007, anche Marcello e suo fratello Francesco erano finiti nel ciclone delle indagini antimafia, per alcune intestazioni fittizie di beni e società, ma poi le loro posizioni erano state archiviate. Adesso, il patrimonio della famiglia Sbeglia torna all'attenzione della Procura di Palermo

Soldi, alberghi e odore di mafia
Inchiesta sugli affari Sbeglia-Ponte

Giovedì 23 Gennaio 2014 - 08:47 

L'inchiesta è della Polizia valutaria, il nucleo speciale della finanza di Palermo che indaga sugli intrecci economici fra imprenditoria e criminalità. In manette il figlio del costruttore Sbeglia. Passano in amministrazione giudiziaria gli hotel Astoria Palace, Vecchio Borgo e Garibaldi. L'amministratore Cappellano Seminara: "Garantirò l'efficienza della gestione".

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PALERMO - Soldi, alberghi e odore di mafia. Tre arresti a Palermo e altrettante società che passano per sei mesi in amministrazione giudiziaria.

L'inchiesta è della Polizia valutaria, il nucleo speciale della finanza di Palermo che indaga sugli intrecci economici fra imprenditoria e criminalità. Le società coinvolte sono la Delta Finanziaria spa, la F.Ponte spa e la Vigidas srl, tutte riconducibili a Salvatore Ponte, della storica famiglia di albergatori palermitani. Le società gestiscono, tra gli altri, direttamente o indirettamente, gli hotel Astoria Palace di via Monte Pellegrino, Vecchio Borgo di via Quintino Sella e Garibaldi di via Emerico Amari. Il provvedimento di commissariamento è della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.

In manette sono fininiti Marcello Sbeglia, Salvatore Brusca e Gaetano Troia. Il primo, 38 anni, è il rampollo del noto clan di costruttori palermitani considerati, negli anni, punto di riferimento di diverse famiglie mafiose per la gestione di appalti. Gli altri due, Troia, 51 anni, e Brusca, 50 anni, entrambi imprenditori edili, sono ritenuti prestanome di Sbeglia, accusato anche di avere organizzato un giro di false fatturazioni. Nel corso dell'operazione, coordinata dal procuratore aggiunto Vittorio teresi e dal sostituto procuratore Gaetano Paci, sono state sequetrate la ditta individuale di Brusca e la Ve.Co.Si srl.

Secondo la ricostruzione dei finanzieri della Valutaria, guidati dal tenente colonnello Calogero Scibetta, Sbeglia, già destinatario assieme al padre Francesco Paolo di sequestri antimafia, avrebbe intrattenuto per conto del padre detenuto ai domiciliari, rapporti economici con la famiglia degli albergatori Ponte. Per fare ciò si sarebbe servito del prestanome Brusca, utilizzandone la ditta per architettare un castello di fatture false e farsi pagare lavori per 400 mila euro mai eseguiti dagli albergatori stessi. Ad insospettire gli investigatori è stata una strana operazione contrattuale,considerata per nulla o poco conveniente per i Ponte e assai vantagggiosa per gli Sneglia. Con il contratto i Ponte hanno preso in gestione l'hotel Garibaldi dalla Cedam degli Sbeglia. Quando la Cedam, nel 2011, finì sotto sequestro sarebbe entrato in gioco Brusca al quale sarebbero state pagate fatture per 400 mila euro. Dietro, in realtà ci sarebbe la regia di Marcello Sbeglia, che con i bancomat intestati al suo presunto prestanome prelevava i soldi in contanti. Tutto ciò, sostiene l'accusa, con la consapevolezza dei vertici aziendali. Non a caso sotto inchiesta ci sono pure Daniele Di Domenico e Leonardo Tummiello, rappresentanti legali della F.Ponte nel 2010 e 2011.

Insomma, la famiglia Ponte avrebbe contribuito all'elevato tenore di vita di Sbeglia e famiglia. Contestualmente, la direzione distrettuale antimafia di Palermo contesta a Sbeglia che avrebbe investito parte dei capitali non finiti sotto sequestro per aprire l'impresa Ve.Co.Si di Gaetano Troia, anche se in realtà intestata alla figlia. Era Sbeglia a procacciare i clienti, a gestire i rapporti con i fornitori, a dirigere i lavori e gestire le operazioni finanziarie. Al di là degli arresti e delle misure di prevenzione di oggi, resta in ballo un fronte investigativo caldo: perché i Ponte - in particolare uno degli eredi, Salvatore - avrebbero pagato gli Sbeglia, quali altri interessi si nascondono dietro e quali altre società o alberghi coinvolgono?

*Aggiornamento ore 13.53
Riceviamo e pubblichiamo una nota del ramo della famiglia Ponte che fa capo all'avvocato Paolo impegnata nel settore alberghiero ma estranea alla vicenda: "Gli alberghi facenti capo alla nostra famiglia sono Hotel Politeama, Ibis ex President, Ponte, Saracen, Perla del golfo, Paradise Beach, Grand hotel Miramare".

Intanto, "da questa mattina sono in corso riunioni con il management aziendale e con i principali attori istituzionali, e a breve con le associazioni sindacali di categoria e i rappresentanti sindacali dei lavoratori, allo scopo di definire un percorso finalizzato alla conservazione dei patrimoni, al mantenimento dei livelli occupazionali, alla tutela degli interessi dei clienti, dei fornitori e di tutto l'indotto''. Lo dice l'avvocato Gaetano Cappellano Seminara che il tribunale di Palermo ha incaricato dell'amministrazione giudiziaria delle società F.Ponte Spa, Delta Finanziaria Spa, Makella Tour Srl e Vigidas Srl, che gestiscono gli alberghi Astoria Palace, Garibaldi e Vecchio Borgo. ''L'amministratore incaricato - dice una nota di Cappellano Seminara - con una task force di professionisti, ha avviato le operazioni di immissione in possesso, volte a garantire, senza soluzione di continuità, la gestione delle aziende. Assicurata quindi la gestione d'impresa in condizioni di ordinarietà, grazie alla collaborazione delle Istituzioni, l'attività dell'amministratore giudiziario e dello staff di professionisti che lo coadiuvano, si concentrerà nella implementazione di un percorso condiviso e sostenibile teso ad assicurare la continuità aziendale e la piena efficienza gestionale, a mantenere alti gli standard dei servizi e a migliorare più in generale le performance di impresa''.


http://livesicilia.it/2014/01/23/soldi-alberghi-e-odore-di-mafia-arresti-e-indagini-sugli-affari-del-gruppo-ponte_433254/


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http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2009/05/incontro-palermo-con-una-rappresent_17.html

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