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30 ottobre 2015 5 30 /10 /ottobre /2015 00:30
Caramma, la revoca e l'equivoco "Che fa, ti stanno arrestando" 


Mercoledì 28 Ottobre 2015 - 06:11 di Riccardo Lo Verso

Le microspie svelano i retroscena della rinuncia all'incarico del marito di Silvana Saguto nella cava Buttitta, gestita da Gaetano Cappellano Seminara.



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PALERMO - Lorenzo Caramma si sentiva “umiliato”. Gaetano Cappellano Seminara, invece, era “addolorato”. Era stato caratterizzato dalle polemiche il passo indietro di Caramma, ingegnere e marito di Silvana Saguto, costretto a rinunciare all'incarico di coadiutore tecnico in una cava gestita dal principe degli amministratori giudiziari.

Stando alle intercettazioni delle conversazioni della stessa Saguto si erano mossi il presidente della Corte d'appello, Gioacchino Natoli, e del Tribunale, Salvatore Di Vitale, per arrivare alla revoca dell'incarico di Caramma nella cava Buttitta di Trabia. “Diremo, per non dire che si dimette, - spiegava la Saguto - che cessa l'incarico, nel senso che non serve più la sua figura professionale”. Il fatto che Caramma non sarebbe più andato al lavoro ero stato comunicato in azienda con una e mail circolare. Pure questa finita agli atti dell'inchiesta della Procura di Caltanissetta coordinata dall'aggiunto Lia Sava.

“Lorenzo ha avuto telefonate di tutti i tipi”, diceva nel luglio scorso l'ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. “Cappellano - annotano i finanzieri - ribatteva che non era nei suoi pensieri e che per questo ha buttato fuori la persona che ha scritto l'e mail”. L'amministratore era addirittura pronto a fare un passo indietro, a lasciare le misure di prevenzione. Si era stancato “perché questa cosa è iniziata male ed è finita peggio”.

Poco dopo l'avvocato chiamava Lorenzo Caramma: “... siccome ho sentito tua moglie e mi ha detto, ah, ma so che hai dato comunicazione, quindi io mi sono, dissi ma comunicazione in che senso, hai mandato la mail, io non le ho detto niente ma ti sto chiamando perché ho chiesto a questo cretino di chiedere scusa”. Caramma non l'aveva presa bene, perché “ho dovuto spegnere il telefono, perché mi sono arrivate cinquanta telefonate, ma che fa ti hanno denunciato, ti stanno arrestando, che cosa hai combinato”. Si era dovuto sorbire pure “le risatine dietro le telefonate”.


http://livesicilia.it/2015/10/28/caramma-saguto-incarico-inchiesta-beni-confiscati-cappellano-seminara-mafia_678709/




LA STAMPA

Il caso
"No a parentopoli in Tribunale
Incarichi solo a chi è capace"
Palermo, circolare del nuovo presidente della sezione che amministra i beni confiscati


PALERMO. La parentopoli non è solo nelle Università o nelle aziende pubbliche ma pure nei Tribunali: il nuovo presidente della sezione misure di prevenzione di Palermo è così costretto a mettere per iscritto che, «allo  scopo di garantire la assoluta trasparenza», gli amministratori giudiziari dei beni di mafia sequestrati e confiscati saranno invitati a «selezionare i collaboratori solo in base alla competenza e alla affidabilità, anche etica, escludendo persone che abbiamo legami di parentela o di intima amicizia  con i magistrati o con il personale della cancelleria della sezione». 
La circolare è appesa da ieri nella cancelleria della sezione nell`occhio del ciclone, messa a soqquadro, un paio di settimane fa, da finanzieri alla ricerca di prove delle «combine» tra giudici e amministratori, sfociate in un`inchiesta della Procura di Caltanissetta e nell`azzeramento del pool coordinato dalla ormai ex presidente Silvana Saguto, indagata per corruzione, concussione per induzione e abuso d`ufficio.


Oggi a Palermo sbarcherà la prima commissione del Csm, che con ogni probabilità disporrà i trasferimenti d`ufficio per incompatibilità ambientale. 

In attesa del repulisti definitivo, il nuovo presidente della sezione, Mario Fontana, ha dovuto ricordare a coloro che vengono chiamati ad amministrare patrimoni di centinaia di milioni che certe scelte, sebbene non vietate dalla legge, sono da evitare comunque. Cosa tra l`altro emersa e conclamata da tempo: Silvana Saguto, ad esempio, è moglie di Lorenzo Caramma, ingegnere, già collaboratore dell`avvocato Gaetano Cappellano Seminara (tutti e tre sono oggi indagati), nella gestione di cinque cave confiscate, affidate alla sezione del Tribunale presieduta dalla moglie: e anche se Caramma era stato nominato prima del 2010, quando la moglie non era ancora presidente, aveva mantenuto gli incarichi anche dopo.

Qualche mese fa il presidente della Corte d`appello, Gioacchino Natoli, aveva chiesto che l`anomalia venisse eliminata e l`ingegnere si era dimesso: un 

gesto che forse gli ha salvato la vita, perché la settimana scorsa un operaio che aveva perso il lavoro si è presentato nella cava confiscata Buttitta, a Trabia, 
una ventina di chilometri da Palermo, e ha ucciso due persone.

Una, il direttore tecnico, era Gianluca Grimaldi. E il duplice delitto aveva fatto emergere che il geologo era figlio di Elio Grimaldi, cancelliere della sezione 

misure di prevenzione: anche lui era stato nominato da Cappellano Seminara, recordman degli incarichi di amministrazione giudiziaria, accusato di avere «gratificato» la Saguto con incarichi dati a Caramma in mezza Sicilia, per compensi da 750 mila euro, ma anche con regali e denaro che avrebbe ricevuto Vittorio Saguto, padre della giudice, indagato con l`ipotesi di riciclaggio.

Un altro caso riguarda Lorenzo Chiaramonte, accusato di abuso d`ufficio per avere nominato un avvocato al quale era molto legato. E ancora nel mirino 

c`è la scelta di Walter Virga, figlio di un ex consigliere del Csm, Tommaso, entrambi indagati perché il padre - sostiene l`accusa - avrebbe rallentato 
esposti contro la Saguto. Virga junior, classe 1980, aveva ricevuto l`incarico di gestire un patrimonio da 800 milioni, con un maxistipendio per sé. Doveva 
amministrare pure una concessionaria Bmw, Land Rover e Mini. Il direttore commerciale scelto da Virga, Giuseppe Rizzo, avrebbe preso per sé una Audi A4 e una Mini Cooper; uno dei consiglieri di amministrazione, Alessio Cordova, le avrebbe prese per la mamma e per la suocera, un altro, Dario Majuri, per la moglie. Un collaboratore di Virga, Alessandro Kallinen Garipoli, avrebbe pensato anche lui alla consorte. Andrea Vincenti, figlio di un ex presidente della sezione misure di prevenzione, prese una Land Rover: carte alla mano, ha però spiegato che lo sconto ottenuto era quello ordinario. 

RICCARDO ARENA 

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