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25 ottobre 2015 7 25 /10 /ottobre /2015 17:45
Mafia, il tesoretto dimenticato dei beni confiscati: 30 miliardi a prendere polvere? 

di Claudio Forleo

Soldi


"Togliere i piccioli alla mafia". Oggi sembra una banalità, ma quando Pio La Torre spiegò questo concetto, oltre trent'anni fa, non venne capito. Bisogna attendere il 1996 per l'approvazione di una legge che consenta l'utilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi, rendendo pienamente operativa la Rognoni-La Torre del 1982.
Oggi abbiamo più di un problema sul fronte del reimpiego di quei beni. Non ultimo le norme vigenti negli altri paesi. Le mafie sono ormai da anni un fenomeno mondiale, con ramificazioni in tutti i Continenti (la 'ndrangheta, per esempio). Senza una legislazione condivisa sul tema delle confische dei capitali mafiosi, almeno a livello europeo (una direttiva, annunciata nella primavera del 2012, sta compiendo il suo lento iter), diventa più difficile andare a intaccare i tesori dei boss.
A quanto ammontano questi 'piccioli'? Stime ufficiali non ne esistono. Si è arrivati a ipotizzare la cifra di una pesante manovra finanziaria (30 miliardi) ma come vedremo, indipendentemente da numeri che al momento, causa disorganizzazione, è impossibile fornire con certezza, la quantità di beni confiscati è tale da lasciare immaginare di essere seduti su un tesoretto.
Ascoltiamo quasi giornalmente la notizia di arresti, a cui seguono i sequestri di beni immobili, mobili (denaro, assegni, titoli, crediti personali, auto, natanti, etc.) o aziendali (società utilizzate anche per il riciclaggio e il reimpiego dei capitali illeciti). Dal sequestro  (temporaneo) alla confisca (definitiva espropriazione del bene) passa del tempo, ma i problemi non sono finiti una volta che lo Stato è entrato in possesso dei beni mafiosi, tutt'altro.
Nel corso degli anni la normativa è stata modificata: nel 2010 è stata istituita l'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, ma si è proceduto senza la dovuta programmazione. Tra proposte borderline (vendere i beni  immobili confiscati, con il rischio che possano tornare nella disponibilità delle organizzazioni criminali, tramite prestanome) e le solite chiacchiere al vento, ci troviamo ad affrontare ritardi nella destinazione e nel riutilizzo del bene confiscato. Quest'ultimo prevede l'assegnazione del bene ad un ente terzo, che può essere sia un ente pubblico o un'organizzazione a scopo sociale.
Una problematica evidenziata anche da Libera, nelle parole del coordinatore dell'associazione in Sicilia, Umberto Di Maggio. "A quasi 18 anni dalla 109/96 urge un aggiornamento alla normativa esistente che consenta di superare i ritardi, le problematicità di gestione e che consenta un pieno ed effettivo riutilizzo di quest'immenso patrimonio che resta spesso, per difficoltà di vario genere, inutilizzato e dunque sprecato".
A gennaio 2013 l'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati contava 11238 immobili, 4mila dei quali risultano 'in gestione', vale a dire non ancora assegnati, a cui si aggiungono altri 907 "immobili destinati ma non consegnati": quasi un immobile su due.  Peggio va sul fronte aziende, quelle 'in gestione' all'Agenzia risultano essere il 70% del totale: 1200 su 1700
Anche i tempi di assegnazione sono lunghi. Nel 2009 per quasi il 40% del totale bisognava aspettare dai 2 ai 5 anni. Dai 5 ai 10 per un immobile su tre. Un misero 3% veniva assegnato entro un anno. Perché questo tempo infinito? Varie le cause: oltre al passaggio da sequestro a confisca definitiva, bisogna valutare se l'immobile intestato alla persona X possa essere esigibile come credito da una persona Y. A volte il bene può essere oggetto di altri procedimenti giudiziari. Una volta che l'immobile entra in possesso dell'Agenzia dei Beni confiscati, vanno affrontati i problemi dell'Agenzia stessa: mancanza di personale, scarsità di budget. C'è infine la questione dei beni inagibili e del loro recupero, che comporta ulteriori costi e allungamento dei tempi.
"Sugli immobili in gestione (3.995) 2.819 sono gravati da una o più criticità - spiega l'Agenzia nella Relazione 2012 - Le criticità numericamente più significative sono: Presenza di ipoteche (1.666) ,Beni aziendali (1.428), Procedure giudiziarie in corso (420)".
Di questi 3995 immobili in gestione 1258 (il 34%) risulta 'occupato'.
Ieri Giuseppe Caruso, direttore dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati, è stato ascoltato in audizione dalla Commissione Parlamentare Antimafia. Nei giorni precedenti erano uscite una serie di dichiarazioni sulla stampa in cui il prefetto non è andato per il sottile: "I beni confiscati dovrebbero essere riutilizzati a fini sociali ed essere restituiti alla collettività e invece, in troppi casi, e per troppi anni, sono stati considerati 'beni privati' da alcuni amministratori giudiziari che li hanno considerati come fortune sulle quali garantirsi un vitalizio". Poco dopo in Commissione, secondo quanto riporta l'Ansa, Caruso ha ribadito: "Abbiamo rilevato che la maggior parte degli amministratori giudiziari nel centro sud hanno incarichi nei cda delle aziende".
Ma lo stesso direttore dell'ANBC è finito nel mirino per una decisione sull'amministrazione dei beni del costruttore Pietro Lo Sicco, condannato con sentenza definitiva nel 2008, difeso in passato dallo studio legale Schifani-Pinelli, dove Schifani è l'ex seconda carica dello Stato, oggi presidente del Nuovo Centro Destra di Alfano. La liquidazione dei beni del Lo Sicco era stata affidata all'avvocato Mario Bellavista, che in passato fu proprio il difensore del costruttore. Caruso ha giustificato la scelta con la spiegazione che Bellavista "ha difeso Lo Sicco in passato, ma non per un reato di mafia. Dopo la nomina lo ha fatto rilevare e ha dato le dimissioni, e benché non ci sia incompatibilità, per motivi di opportunità abbiamo accettato".  Possibili 'conflitti' anche per la nomina di un altro amministratore, Andrea Gemma, indicato come socio nello studio della moglie del ministro dell'Interno Angelino Alfano. A Caruso questo passaggio "non risulta"
Al termine dell'audizione il presidente della Commissione Rosy Bindi ha dichiarato che "quel che emerge è che l'Agenzia per i beni confiscati alla mafia dovrà subire interventi. Sul Fug(Fondo Unitario per la Giustizia, gestito da Equitalia, in cui secondo Caruso giacciono inutilizzati "un miliardo di euro in contanti ed un altro miliardo in titoli ed assicurazioni" frutto di sequestri e confische, ndr) - sentiremo il ministero dell'Economia su questo punto e valuteremo le proposte, una delle quali è la trasformazione in un fondo di rotazione a disposizione dei beni confiscati. Vogliamo capire se non sia eccessivo il denaro tenuto in riserva, posto che una parte giustamente non può essere utilizzato fino alla confisca definitiva. Quanto al miliardo in titoli, per quelli sequestrati è previsto che le azioni possano essere convertiti in titoli di Stato a rendimento costante, perché il patrimonio non si eroda".


ASSESSORE AMBIENTE SICILIA LO BELLO E DR CAPILLI COAUTORE PIANO IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE AMBIENTE ARS DEL 26 09 2013 DICHIARANO: IL PIANO ARIA SICILIA E' COPIATO

Al nostro Blog è pervenuta una email con allegato    la registrazione audio  della  audizione  della Commissione Ambiente della Regione Sicilia  tenutasi il  26 settembre 2013, con la richiesta di pubblicazione 












AUDIZIONE ASSESSORE LO BELLO DR CAPILLI COMM AMBIENTE SICILIA











AUDIZIONE ASSESSORE LO BELLO DR CAPILLI COMM AMBIENTE SICILIA





Audizione sulle problematiche inerenti il passaggio a livello di via Paestum e ilsistema ferroviario presso il  comune  di Ragusa.

Commissione QUARTA - Ambiente e Territorio 26 settembre 2013
   La seduta inizia alle ore 11.00.




Il PRESIDENTE dichiara aperta la seduta e riferisce che sul tema relativo al piano regionale di risanamento della qualità dell’aria sono state intraprese numerose attività e auspica che si raggiungano dei risultati, vista la presenza dell’Assessore per il territorio e per l’ambiente.




L’onorevole CIRONE ricorda gli atti ispettivi che ha presentato e la risoluzione approvata in Commissione. Dichiara che si tratta di un tema molto delicato che coinvolge interessi sensibili, quale la salute.


Rammenta dell’incontro che la Commissione ha tenuto presso il comune di Melilli e la grave situazione che interessa
la popolazione della provincia di Siracusa, che attendono risposte concrete e risolutive avverso i fattori inquinanti causati dall’industrializzazione.



L’onorevole SORBELLO, in relazione alla zona di Siracusa, considera prioritari due obiettivi: da una parte la necessità
della rivisitazione dell’autorizzazione integrata ambientale e dall’altra la opportunità di programmare una nuova collocazione delle centraline, in grado di monitorare costantemente gli agenti inquinanti.



Nonostante consideri apprezzabile l’attività svolta da parte della Provincia di Siracusa e dall’ARPA, allo stato attuale, un’area di 10 chilometri è interessata da emissioni di sostanze altamente pericolose provenienti dalle industrie
che sono ivi insediate.



Il dott. LICATA di BAUCINA, dirigente generale ARPA Sicilia, rinvia alle dichiarazione già espresse nella seduta n. 56 dell’11 luglio scorso circa il piano regionale di risanamento della qualità dell’aria, ricordando che l’ARPA ha stipulato con l’assessorato del territorio un protocollo per fornire i dati utili per l’adeguamento del piano al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155. Sulla problematica riguardante la zona di Siracusa comunica che ha trasmesso al Ministero dell’ambiente una nota con la quale viene chiesta una rivisitazione dell’AIA nella zona de qua.
Tuttavia, non essendo organo competente ad inoltrare tale istanza è stata trasmessa all’assessorato del territorio affinchè provvedano.



Il sig. GENCHI, CGIL, osserva che sei anni fa Legambiente denunciava che il piano regionale sulla qualità dell’aria era il prodotto di un copiato dal piano della Regione Veneto. Nonostante una particolare attenzione mediatica, non è susseguito alcun intervento. Infatti, il piano contiene dei riferimenti che non risultano compatibili con il territorio siciliano,anzi, vi sono rinvii a territori pianeggianti e percorsi che appartengono alla realtà veneta. E sebbene sia stata chiesta più volte la revoca del piano, ancora oggi sul sito dell’assessorato del territorio si trova pubblicato il suddetto piano con delle lievi modifiche. Sulle
aree ad elevato rischio ambientale, come Siracusa, erano state stanziate ingenti somme per il risanamento dell’aria, di cui non si è visto alcun beneficio. Stigmatizza, inoltre, i contenuti della recente AIA sul petrolchimico di Siracusa, che opera dei rinvii in un’ottica di prospettive future.



La sig.ra LO BELLO, Assessore regionale per il territorio e l’ambiente, esprime compiacimento per le iniziative intraprese sull’argomento in merito al quale ha dato risposta alle interrogazioni presentate.


Ammette che il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di un piano di altre regioni, ma assicura che i dati ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di decreti assessoriali.
Sostiene che il ritiro del piano comporterebbe una lacuna e che, pertanto, sarebbe più opportuno procedere ad un aggiornamento dello stesso. Informa che ha avviato dei tavoli su tale tema, affinchè la Regione si adegui alle direttive del decreto legislativo n. 155 del 2010. Assicura che un’attenzione particolare è dedicata all’aria di Siracusa. A tal proposito informa di un prossimo incontro presso il Ministero dell’ambiente sulla rivisitazione dell’AIA di cui ha parlato il dott. LICATA di BAUCINA e sulla rete di monitoraggio dati che deve essere attivata nella Regione. Deposita una relazione redatta dai propri uffici
sull’argomento datata il 22 marzo scorso.
L’onorevole SORBELLO chiede che prima di procedere alla rivisitazione dell’AIA vengano coinvolti gli enti locali della zona interessata.


Il dott. CAPILLI (uno dei redattori del Piano n.d.a.), dirigente dell’Assessorato delterritorio e dell’ambiente, riconosce che il piano sia stato copiato da altre regioni, ma è operativo da sei anni ed ha prodotto anche effetti, contenuti in alcuni decreti assessoriali.


Il sig. CIAMPOLILLO, Comitato Cittadino Isola Pulita,rappresenta che il piano attualmente ancora vigente non contiene alcun riferimento alle zone interessate da cementifici. Chiede come l’Italcementi presso Isola delle Femmine abbia
ottenuto l’AIA se tali zone non risultano presenti nel piano.



Il PRESIDENTE chiede chiarimenti in merito al rilascio dell’AIA al citato cementificio, senza il presupposto, ovvero la previsione all’interno del piano regionale


Il dott. CAPILLI riconosce che il piano non contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario regionale delle emissioni.


La dott.ssa NICOTRA, esperta in materia ambientale, elenca una serie di sostanze inquinanti che risultano presenti in tutta la zona di Siracusa. Riferisce che le sostanze rilevate sono
altamente pericolose per la salute umana e il decreto legislativo n. 155 non le elenca tutte. Pertanto, propone che la Regione si faccia carico di aggiungere all’elenco nazionale tali sostanze mediante un atto proprio. Tra queste ricorda le emissioni di PM10 provenienti dalle torce del petrolchimico che sono continuamente accese e le emissioni provenienti dai camini. Dichiara, inoltre, che nella zona sono presenti inceneritori i cui
controlli sono deferiti alle stesse società titolari dell’impianto. Ritiene che i controlli debbano essere compiuti da un
organo esterno, quale potrebbe essere l’ARPA.



Il PRESIDENTE condivide la proposta di adottare un atto regionale, trattandosi di materia che operando in via restrittiva nel rispetto dell’ambiente e della salute rientra tra le competenze regionali.


L’onorevole CIRONE ritiene che la soluzione sia da individuare nell’adozione di un decreto assessoriale riferisce
di un lavoro di monitoraggio di sostanze non soggette a controllo da parte della prefettura.



Il sig. GENCHI rappresenta le anomalie delle torce che sono sempre accese, sostenendo che servono non come segnale di mal funzionamento, bensì per bruciare alcune sostanze. Avverte sulla necessità di intervenire a disciplinare le bolle di raffineria, su cui riferisce di avere redatto nel 2006, quando prestava servizio presso l’assessorato del territorio, una relazione che contiene proposte normative sulla materia.


Il sig. LA ROSA, CGIL, suggerisce all’Assessore di avviare una consultazione con i rappresentanti di tutte le categorie prima di redigere un nuovo piano sulla qualità dell’aria. E aggiunge che tale piano deve essere coordinato con gli altri piani
regionali, quale ad esempio quello dell’energia.



Il Prof. LOMBARDO, Università di Palermo, contesta le modalità di redazione del piano, non essendo sufficiente inserire dei dati di una regione in un contesto di un’altra regione.


Il PRESIDENTE condivide il suggerimento di creare una rete di coordinamento tra tutti i piani regionali.


L’Assessore LO BELLO chiarisce che gli effetti citati che il piano ha finora prodotto sono effetti relativi all’organizzazione amministrativa. Ritiene meritorio il contributo che la Commissione sta offrendo con la seduta odierna. Si impegna ad organizzare un incontro con le parti presenti successivo al confronto con gli organi ministeriali.


Il sig. CIAMPOLILLO ribadisce l’opportunità di revocare il piano attualmente pubblicato sul sito dell’assessorato.

Il PRESIDENTE dichiara concluso il primo punto all'ordine del giorno e passa al secondo punto.



Sig.ra LO BELLO Maria, assessore regionale per il territorio e l'ambiente
Dott. BARTOLOTTA Antonino, assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità
Dott. GULLO Gaetano, dirigente generale dipartimento regionale ambiente
Dott. ARNONE Giovanni, dirigente generale dipartimento regionale
infrastrutture, mobilità e trasporti
Dott. LICATA di BAUCINA Francesco, dirigente generale ARPA Sicilia
Dott. PICCITTO Federico, sindaco del comune di Ragusa
Ing. CUCINOTTA Andrea, direttore generale responsabile per la Sicilia di RFI
Prof. LOMBARDO Alberto, Università di Palermo
Dott. FONTANA Domenico, Legambiente Sicilia
Sig. LA ROSA Alfio, CGIL
Sig. GENCHI Gioacchino, CGIL
Sig. JANNI Leandro, Italia Nostra
Sig. PALMIERI Angelo, WWF
Prof. SOLARINO Luigi, Decontaminazione Sicilia
Sig. CASELLA Mario, Decontaminazione Sicilia
Sig.a BIANCO Asessandra, AugustAmbiente
Sig. CIAMPOLILLO Giuseppe, Comitato Cittadino Isola Pulita
Sig. GURRIERI Giuseppe, CUB trasporti provinciale
Sig. RAGUSA Salvatore, CUB trasporti provinciale
Sig. PATRIARCA Andrea, comitato pendolari e per il rilancio della ferrovia
Sig. COSTA Giuseppe, comitato pendolari e per il rilancio della ferrovia
Sig. FIRRINCIELI Sergio, comitato NO MURO





  



Ambiente, verso un nuovo piano della qualità dell’aria

settembre 27, 2013 • 1 Comments


PALERMO – Il governo regionale sta lavorando ad un nuovo Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria. Lo ha detto ieri, 26 settembre, in Commissione all’Ars, l’assessore al ramo che ha anche accolto la richiesta di associazioni e della di “rendere più cogenti” i controlli sull’inquinamento dell’aria in Sicilia.




«Lo faremo attraverso un testo di legge anzi, se possibile, con decreto assessoriale», ha detto Lo Bello.
Al centro delle preoccupazioni della Commissione, Cgil e associazioni ambientaliste, situazioni come quella dell’area industriale di Siracusa con 10 km di impianti industriali e alcuni inquinanti che, dice Trizzino “non sono neppure contemplati nei decreti legislativi nazionali che regolano la materia. E’ per questo che abbiamo chiesto un intervento legislativo aggiuntivo che migliori e perfezioni la lotta all’inquinamento dell’aria sull’isola”. Sotto i riflettori anche l’operato dell’Arpa.


«Ci sono situazioni paradossali– dice il presidente della Commissione, – A Gela, ad esempio, dove sono presenti 48 camini industriali, per i controlli c’è un solo tecnico dell’Agenzia».


Un capitolo spinoso, quello dell’inquinamento dell’aria in Sicilia.


Non solo per lo scandalo del Piano regionale di risanamento finito nel mirino anche della Procura perché si scoprì – era il 2007, l’assessore era allora Rosanna Inerlandi e il dirigente responsabile, Salvatore Anzà –che il piano era un “copia incolla” di quello del Veneto, ma perché dopo il Piano di risanamento e soprattutto con norme più stringenti rispetto alle emissioni inquinanti, molte aziende potrebbero essere chiamate a un adeguamento degli impianti.


Ma quali sono i tempi del nuovo Piano regionale?


«Lo Bello – dice Trizzino –ha riferito alla Commissione che la programmazione generale è già all’esame del Ministero. E che, una volta avuto l’ok da Roma, il governo riunirà il Tavolo tecnico per stilare il Piano definitivo”.


Di fatto dal 2007 ad oggi, da quando cioé Legambiente svelò in una conferenza stampa che il Piano della Regione siciliana altro non era che la fotocopia di quello della Regione Veneto (risalente al 2000 e, bocciato dalla Commissione Europea), l’isola è rimasta senza un vero strumento di programmazione e pianificazione per il risanamento dell’aria. Per questo, lo scorso aprile i deputati del M5S avevano presentato all’Ars una interpellanza al presidente della Regione, Rosario Crocetta.


E il Gup di Palermo rinviato a giudizio, ad aprile, i presidenti Cuffaro e Lombardo insieme ai rispettivi assessori all’Ambiente. A scandalizzare l’opinione pubblica del Piano fotocopia fu il fatto che tra le parti copiate ce n’erano alcune ch generavano, come si legge nell’interpellanza dei Cinque Stelle “inedite comunanze climatiche tra il Veneto e la Sicilia: tipo il sistema aerologico padano della Regione Sicilia o la limitazione dell’utilizzo del riscaldamento domestico a causa della rigidità del clima».
http://www.ilmattinodisicilia.it/ambiente-verso-nuovo-piano-della-qualita-dellaria/#sthash.bAme1uee.dpuf


IN SICILIA DAL 9 AGOSTO DELL’ANNO 2007 NON SI RESPIRA LA STESSA ARIA


Il “rigido clima della Sicilia” ci ha reso più Europei,
Oltre al Bacino aerologico Padano” in Sicilia abbiamo le “piste ciclabili lungo l’argine dei fiumi e dei canali” presenti nei centri storici dei comuni siciliani


Dal 9 AGOSTO 2007 sembra che in Sicilia sia mutato anche l'assetto autonomistico, dato che anche il Parlamento, l’Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale, come quello del Veneto”


Sono tornate le comunità montane, l'intero territorio è diventato pianeggiante sono nati il Sistema Ferroviario Metropolitano regionale (SFMR), il Comitato di indirizzo e Sorveglianza (CIS), i Tavoli Tecnici Zonali (TTZ), il bollettino dei Centri Operativi Provinciali (COP), ma, di contro, non c'è traccia dei 3 poli petrolchimici, delle centrali termoelettriche, dei cementifici e della distilleria più grande d'Europa; la Gazzetta Ufficiale Siciliana si chiama GUN e non GURS e tra i progetti previsti ne figura uno persino della Regione Lombardia approvato con Decreto della Giunta lombarda e corredato da varie Delibere della medesima Giunta; talune Direttive comunitarie e normative nazionali sono citate in via di emanazione o vigenti, nonostante siano intervenuti l'emanazione, il recepimento e in qualche caso l'abrogazione.


Per ogni eventuale dubbio esplicativo o interpretativo, a pag 26, cap 1,§ 1.6, sub § 1.6.1., era indicato il link http://servizi regionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm, salvo scoprire che non si era indirizzati ad un documento siciliano, ma direttamente al cap 4 del Piano della Regione Veneto.

Risultato:un pot-pourri di dati siciliani e soluzioni venete.




INDIVIDUATE LE FONTI DA CUI SONO STATE LETTERALMENTE
TRATTE PAGINE INTERE DEL “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” approvato con D.A. 176 9.08.2007



Complessivamente il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” approvato con D.A. 176 9.08.2007:


Le 241 pagine risultano tratte dalle 323 pagine, o da porzioni di esse, tratte da 27 FONTI presenti anche in rete (N.B.: alcuni siti originari hanno subito cambiamenti negli anni, ma le pagine oggetto della copiatura sono state salvate)


Il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” è stato COPIATO da:
  • COPIATE dal “Piano Regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera”
    D.G.R. 902 del 4 Aprile 2003 D.G.R. 57 11 Novembre 2004 pagine n 131
  • COPIATE dal "Piano regionale di tutela e risanamento dell'atmosfera" DGR 902 del 4 aprile 2003 D.G.R. 57 11 Novembre 2004 pagine n 131
  • COPIATE da Programma Pluriennale regionale attuativo
    regolamento CEE 2080 biennio 98/99 pagine n 6
  • COPIATE da Il Turismo in Sicilia pagine n 1
  • COPIATE da Relazione Stato dell’Ambiente Agenda 21 Comune
    Palermo pagine 7
  • COPIATE da Annuario ARPA 2005 pagine n 18
  • COPIATE da Annuario ARPA 2004 pagine n 49
  • COPIATE da Provincia Torino Ambiente Inquinamento Biossido di Azoto Zolfo pagine n 3
  • COPIATE da Annuario ARPA 2006 pagine n 18
  • COPIATE da AMIA Palermo realzione 1997 1998 pagine n 4
  • COPIATE da AMIA PA III Relazione pagine n 7
  • COPIATE da Carta Climatica e Atlante Climatologico della
    Sicilia pagine n 15
  • COPIATE da Università Ferrara Tesi di Laurea
    “L’Ambiente Naturale”
    pagine n 1
  • COPIATE da Enea 1999 pagine n 4
  • COPIATE da I Processi di desertificazione pagine n 1
  • COPIATE da Istituto Veneto Tesi di Laurea pagine n 2
  • COPIATE da Piano Provinciale Tutela Qualità aria Prov Autonoma
    Trento pagine n 1
  • COPIATE da AMIA V Relazione pagine n 9
  • COPIATE da APAT Biomonitoraggio 2005 pagine n 2
  • COPIATE da Linee Guida Comprensorio del Mela pagine n 3
  • COPIATE da ARPA Laboratorio Mobile Milazzo pagine n 15
  • COPIATE da AMIA 3-4-5- Relazione pagine n 1
  • COPIATE da D.M. 261/02
    Normativa pagine n 4
  • COPIATE da Genchi Cammarata pagine n 11
  • COPIATE da Piano Direttore Assessorato Turismo Trasporti Sicilia pagine n 3
A cura del Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine





http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.it/




PIANO REGIONE SICILIA DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA AMBIENTE ADOTTATO CON D.A. N 176/GAB DEL 9 AGOSTO 2007


Il Piano oltre a rappresentare un collage di capitoli, paragrafi ….. integralmente trascritti da pubblicazioni di altri Enti ed Amministrazioni, riproduce delle “inverosimili” SIMILITUDINI SOMIGLIANZE COPIATURE REFUSI ERRORI …….con l’omologo piano:


IL “PIANO DELLA REGIONE VENETO PER LA TUTELA E IL RISANAMENTO DELL’ARIA” (delibera 452 15 febbraio 2000) ADOTTATO CON DELIBERAZIONE N 57 DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO L’11.11.2004 che nell’APRILE 2006 LA COMMISSIONE AUROPEA BOCCIA


La distribuzione delle pagine del Piano Aria Regione Sicilia Copiato con il
relativo numero di pagine oltre al Piano Veneto dalle oltre 20 fonti da cui si è “ricopiato”



Capitolo 1:
11 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto 16 Pagine. Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 16 (riportate nel fascicolo da pagina 8 a pagina 16 e da pag 22 a pagina 28) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 8


Capitolo 2:
34 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 15 (riportate nel fascicolo pagine 5-6-8-10-16-17-18-21-43-53 e da pag 55 a pagina 59) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 19


Capitolo 3:
30 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 10 (riportate nel fascicolo pagine 4-6-9-12-38 e da pag 46 a pag 9 e pag 56) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 19


Capitolo 4-5-6-7-8-9-10-bibliografia glossario:
36 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate dal Piano Veneto in N° 27 (riportate nel fascicolo da pag 24 a pag 36 da pag 40 a pag 43 pagine 46 e 47- pagine 51-56-57-58 e da pagina 63 a pagina 66) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate
oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 24



RIEPILOGO DEL NUMERO DI PAGINE COPIATE:


131 paginedel Piano Aria Veneto
ricopiate nel Piano Aria Regione Sicilia composto di 241 pagine Pagine intere copiate dal Piano Veneto in N° 68 Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente
copiate
oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 70





COMMISSIONE AMBIENTE REGIONE SICILIA AUDIZIONE PER RIMOZIONE DAL SITO











COMMISSIONE AMBIENTE REGIONE SICILIA AUDIZIONE PER RIMOZIONE DAL SITO


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