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26 ottobre 2009 1 26 /10 /ottobre /2009 15:09

MAFIA E APPALTI ARRESTI E SEQUESTRI TRA BORGETTO BALESTRATE CAPACI CASTELVETRANO

MAFIA E APPALTI. ARRESTI E SEQUESTRI TRA BORGETTO, BALESTRATE, CAPACI E CASTELVETRANO

4 giugno 2009

Sequestrato il costruendo commissariato di polizia di Castelvetrano, in provincia di Trapani, nell’ambito dell’operazione dei carabinieri che hanno scoperto il controllo esercitato sugli appalti pubblici da Cosa nostra nella Sicilia occidentale e l’utilizzo di cemento depotenziato per la realizzazione delle opere, allo scopo di incrementare i profitti. E’ uno dei dettagli emersi dall’indagine che ha portato a quattro arresti tra le province di Palermo e Trapani, svelando le mani della criminalita’ su importanti appalti, tra cui quelli per gli aeroporti di Trapani Birgi e Palermo Punta Raisi, per il porto di Balestrate e per le infrastrutture dell’area industriale di Partinico e del lungomare di Mazara del Vallo. Le opere realizzate, la loro qualita’ e tenuta saranno cosi’ sottoposte ad attenta verifica. In manette sono finiti gli imprenditori di Borgetto Benedetto Valenza, 47 anni, pregiudicato e Francesco Romano, 61 anni, incensurato; e ancora Salvatore Timpa, 51 anni, imprenditore incensurato di Balestrate e Salvatore Lo Bello, 47 anni, imprenditore incensurato di Castelvetrano. Sequestrati, inoltre 5 impianti di calcestruzzo e una società di trasporto merci, per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro. L’attività investigativa dell’operazione BENNY è stata coordinata dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dalla Compagnia dei carabinieri di Partinico. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia palermitana. Gli investigatori hanno accertato che l’imprenditore Benedetto Valenza di Borgetto, nonostante il suo impero aziendale fosse stato sgretolato nel 2001 grazie alla sentenza di confisca emessa dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo a seguito di una indagine da cui emerse chiaramente la sua vicinanza ai fratelli VITALE di Partinico, era riuscito a reinserirsi nel settore della produzione e fornitura di calcestruzzo e conglomerati bituminosi, intestando fittiziamente beni e società a terze persone, in qualità di prestanome; gestiva 5 impianti di calcestruzzo e una società di trasporto merci dislocati tra le province di Palermo e Trapani riuscendo a detenere un vero e proprio monopolio nella produzione - fornitura di calcestruzzi nei due territori. Si tratta della Camilli Flora, impresa individuale di produzione calcestruzzi con sede legale e operativa in contrada Sardo a Borgetto; la Calcestruzzi Lo Bello, altra impresa individuale con sede legale e operativa in via Santissima Trinità a Castelvetrano; la TIMPA SALVATORE, impresa individuale di commercio e ingrosso di calcestruzzo e materiale inerti con sede legale e operativa in contrada Giardini a Balestrate; La 2P TRASPORTI s.r.l., impresa di trasporto di merci su strada con sede legale in corso Isola delle Femmine a Capaci; i la 2P TRASPORTI ex Medicamenti, con sede operativa in Contrada Furchi ad Alcamo e infine la 2P TRASPORTI ex Superbeton, con sede operativa in contrada Perino a Marsala. Tutte le ditte sottoposte a sequestro e adesso affidate ad amministrazioni giudiziarie, avrebbero fatto fruttare a Benny Valenza un giro di affari complessivo di oltre 50 milioni di euro. Gli investigatori hanno appurato che al fine di aumentare i guadagni, dopo le prime forniture di calcestruzzo e i susseguenti controlli da parte dei direttori dei lavori, Valenza ordinava ai suoi addetti di ridurne la qualità in relazione all’allentamento delle verifiche nel corso dell’esecuzione delle opere; era inoltre riuscito a aggiudicarsi la fornitura di calcestruzzo alle più importanti opere pubbliche delle province di Trapani e Palermo tra i quali il Porto di Balestrate, la costruzione di 30 capannoni nella zona artigianale di Partinico, il rifacimento del lungomare di Mazara del Vallo, lavori presso gli aeroporti di Punta Raisi e di Trapani Birgi. Al termine delle incombenze di rito, Benedetto Valenza è stato rinchiuso presso la Casa Circondariale “Ucciardone” di Palermo mentre gli altri tre, Romano, Timpa e Lo Bello, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari

Benny Valenza, è figlio di Salvatore e nipote di Erasmo, esponenti di vertice della famiglia mafiosa di Borgetto nonché vittime di lupara bianca, il 21 aprile del 1983, poiché uomini d’onore legati al gruppo di Gaetano BADALAMENTI. Benedetto Valenza è stato coinvolto in diversi processi di mafia, e gli investigatori hanno accertato che lo stesso sia stato negli anni ‘90 l’imprenditore di riferimento nella produzione di calcestruzzi delle famiglie mafiose dei VITALE e dei BRUSCA e che le sue imprese siano state agevolate nel libero mercato, raggiungendo una posizione di monopolio, grazie alla protezione di Cosa Nostra. Anche l’attuale indagine ha dimostrato infine una contiguità di Benny Valenza alla locale consorteria mafiosa. Per lui infatti a lungo aveva lavorato, con la propria ditta di trasporto in conto terzi, anche Antonino Giambrone, assassinato a Borgetto il 31.10.2007 il quale si era occupato soprattutto del trasporto di calcestruzzo e di materie prime dall’impianto della CAMILLI Flora s.r.l. al Porto di Balestrate. Dalle indagini è emersa inoltre la cautela con cui Benny Valenza avrebbe cercato di evitare di frequentare pregiudicati in pubblico raccomandando ai suoi collaboratori di non farsi vedere in giro con personaggi appartenenti al locale sodalizio mafioso, al fine di evitare che le Forze dell’Ordine scavassero a fondo nelle sue società. Le nuove indagini dei Carabinieri della Compagnia di Partinico e del Nucleo Investigativo del Gruppo di Monreale hanno avuto origine nel gennaio dello scorso anno. Da qualche mese VALENZA era stato assolto e quindi scarcerato. I militari avevano tuttavia ricevuto la netta impressione che lo stesso avesse ricominciato ad occuparsi della gestione delle proprie imprese. Nel frattempo infatti era sorto in C.da Sardo, a Borgetto, un nuovo impianto di calcestruzzi, proprio nelle vicinanze della sede della Calcestruzzi del Golfo, che dopo la confisca era passata in regime di amministrazione controllata. Il fatto che proprio questo nuovo impianto era una delle mete quotidiane del VALENZA, fece aumentare i sospetti dei militari che, infatti, accertarono che l’attività fosse formalmente intestata alla madre di Benny Valenza, Flora Camilli. Gli elementi fino a quel punto raccolti, che lasciavano intravedere già un ipotesi di falsa intestazione di beni, furono avvalorati successivamente anche dalle rimostranze dell’amministratore il quale ha segnalato all’Autorità Giudiziaria che dalla nascita dell’impianto intestato a Flora Camilli, gli affari della CALCESTRUZZI DEL GOLFO in poco tempo avevano avuto un brusco calo arrivando al fallimento. L’indagine quindi si è intensificata, avvalendosi anche di attività tecniche che, sin da subito, hanno confermato le ipotesi investigative. Benedetto VALENZA aveva infatti avviato un nuovo impianto di produzione di calcestruzzi intestato alla madre, ma di fatto gestito in tutto e per tutto da lui. L’impresa aveva rapidamente riconquistato la fetta di mercato persa a seguito della confisca, così da azzerare del tutto la clientela dell’azienda in amministrazione controllata. Ma le intercettazioni telefoniche hanno permesso soprattutto di svelare che oltre alla “CAMILLI Flora s.r.l” VALENZA aveva acquisito altri impianti tra le province di Palermo e Trapani tutte sottoposte a sequestro nell’operazione di questa notte. L’indagato aveva quindi fatto risorgere il suo impero creando in pochi mesi un monopolio di fatto nel campo delle forniture di calcestruzzi e conglomerati bituminosi. Impero che gestiva personalmente: era lui infatti il dominus in ogni decisione aziendale: stabiliva i prezzi dei materiali, le paghe dei dipendenti e contrattava le forniture con i privati e le stazioni appaltanti. Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno accertato come il volume di affari di questo impero era cresciuto in maniera esponenziale tanto che si è calcolato che nel complesso, il gruppo aziendale, registrava un fatturato annuo di quasi 15 milioni di euro. Altissima poi era l’attenzione di VALENZA sui lavori pubblici. Riusciva infatti, grazie alla fittizia intestazione degli impianti che permetteva di eludere la normativa Antimafia, ad aggiudicarsi la fornitura di calcestruzzo nell’ambito dei maggiori appalti pubblici delle province di Palermo e Trapani per un importo di oltre 20 milioni di euro. L’imprenditore di Partinico cercava inoltre di avere ancor maggiori guadagni fornendo cemento di qualità o quantità inferiore rispetto a quella che i clienti gli richiedevano. Ciò avveniva soprattutto negli appalti pubblici. VALENZA ordinava infatti ai propri collaboratori, a ogni nuova fornitura, di cominciare a trasportare, per i primi giorni, il cemento previsto e successivamente, approfittando dei minori controlli da parte dei direttori dei lavori, ordinava di diluirlo aggiungendo acqua nelle betoniere o addirittura caricandole con minor quantità di quella richiesta. Infatti, nell’operazione di oggi è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo dal GIP presso il Tribunale di Palermo su richiesta dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, anche dell’immobile in costruzione destinato al Commissariato di Polizia di Castelvetrano. I sondaggi hanno infatti dimostrato l’utilizzo di un cemento depotenziato che pregiudica la stabilità dell’edificio sottoposto a sequestro dai Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani. Nei prossimi giorni saranno estesi i controlli in tutti i cantieri interessati dalla fornitura di calcestruzzo da parte di VALENZA.




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