Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
26 ottobre 2009 1 26 /10 /ottobre /2009 15:08

MONSELICE I RIFIUTI NEI CEMENTIFICI?


Monselice: LUNGHI HA LE IDEE CHIARE: NO AL CDR NELLE CEMENTERIE.... ANZI SI!









Pubblicato da Redazione web
31-05-2009
Il Mattino di Padova - VENERDi' 14 MAGGIO 2009


Si' di Lunghi al combustibile da rifiuti bruciato dentro ai forni dei cementifici
MONSELICE. Cementifici: Francesco Lunghi apre ai rifiuti e chiude al dialogo. 'Non so se faro' tanta concertazione se saro' sindaco: parlero' con le cementerie e diro' loro: 'Bruciate cdr' (combustibile da rifiuti, ndr )' ha dichiarato ieri, al confronto tra i candidati organizzato da Cgil e Cisl al 'Cinque Dita'. Contrari all'incenerimento di rifiuti solo Francesco Miazzi e Riccardo Ghidotti.

Favorevole Santino Bozza, si' anche da Stefano Peraro, se serve a produrre calore. Ma i sindacati avvertono: i problemi urgenti sono altri. 'L'emergenza e' legata alle cave, da dieci anni si attende una decisione' ha sottolineato Marco Benati della Fillea Cgil. Il rischio e' che uno degli impianti decida di chiudere i battenti, nel giro di qualche anno. 'Serve maggiore coinvolgimento della cittadinanza' per Renato Ceccarello, Fillea Cisl. Moderati da Maristella Zambon della Filt Cisl e incalzati dagli interventi delle oltre 200 persone in sala, i cinque candidati hanno detto la loro sul futuro di questi impianti, in tempiu' di forte crisi del cemento.

Bozza (Lega nord). 'Quando mi sono espresso sull'incenerimento dei rifiuti, tutti hanno gridato allo scandalo. Ma io ho sempre detto che deve esserci continuita', perche' le cementerie hanno un indotto davvero importante. La proposta della Lega e' di mettere i dazi alle imprese che vanno a produrre fuori dall'Italia'.

Ghidotti (Upm). 'Io favorirei subito un tavolo di concertazione. Vorrei sapere subito dall'Italcementi: avete intenzione di chiudere? Io non penso a una riconversione, questi impianti non possono diventare Gardaland. Ma no agli inceneritori. Quanto alle cave, in dieci anni di centrodestra non si e' risolto nulla in Provincia e Regione. Volete che chi e' della stessa maggioranza la pensi diversamente?'.

Lunghi (Pdl). 'Mi auguro che prima di sognarsi di chiudere ci avvisino con due anni di anticipo, per darci modo di recuperare l'occupazione. Per me possono bruciare combustibile da rifiuti: costa meno e non aumenta l'inquinamento, perche' il traffico pesante collegato resta lo stesso'.

Miazzi (Pd, civiche, Pne-Int.Ve). 'La priorita' e' il posto di lavoro: non ho mai parlato di chiudere i cementifici. Ma potrebbero essere loro a decidere di chiudere all'improvviso: dobbiamo avere pronta un'alternativa per l'occupazione, attingendo a fondi europei. Qualcuno in questi anni ha condiviso tutte le posizioni contro la combustione dei rifiuti e ora fa marcia indietro. Un conto sono i rifiuti usati a freddo, altra cosa i rifiuti come combustibile alternativo: i forni diventerebbero degli inceneritori'.


Peraro (Udc). 'Io convocherei un tavolo con la proprieta' per capire che investimenti intendono fare nei prossimi anni per migliorare l'assetto dei loro impianti e garantire la sicurezza. Ho fatto una proposta: se dall'incenerimento dei rifiuti ci fosse la possibilita' di generare calore e questo potesse entrare nelle abitazioni facendoci risparmiare, io questo progetto lo valuterei. Potrebbe avere un equilibrio tra costi e benefici'.

- Il Mattino di Padova - DOMENICA 31 MAGGIO 2009

CEMENTIFICI, CHE FARE? Quattro candidati su cinque non vogliono che brucino rifiuti

MONSELICE. Il futuro dei cementifici rappresenta il primo terreno di confronto tra i cinque candidati sindaco di Monselice. E nel confronto si e' inserita la notizia della morte di Tullio Minella: 40 anni, da 20 dipendente della Cementeria di Monselice, si e' spento venerdi' scorso per un tumore. Non si tratta di una 'morte da cementeria' secondo l'azienda e la stessa famiglia, ma la vicenda ha riacceso i riflettori sui decessi sospetti, anche in seguito alla drammatica testimonianza di Stefano Rando, figlio di un ex dipendente dell'Italcementi morto di cancro nel 1999. La risposta potra' arrivare dall'inchiesta che la magistratura ha aperto sul caso.

Nel frattempo, pero', la politica locale e' chiamata a confrontarsi con la presenza ingombrante dei due cementifici: oltretutto in un momento di crisi, che vede un forte calo nella produzione del cemento e lo spettro della cassa integrazione.

Abbiamo chiesto ai cinque candidati di esprimersi sul futuro degli impianti e sulla possibilita' che i cementifici si mettano a bruciare rifiuti. 'La sinistra a Este difende a spada tratta la Sesa, che produce energia e da' al Comune due milioni di euro l'anno - risponde Santino Bozza (Lega Nord) -. Bisogna capire che i rifiuti sono una risorsa: a Dsseldorf, dove producono energia bruciando i rifiuti di Napoli, lavorano 38 mila persone. Noi ci teniamo alla salute, ma se i cementifici vogliono bruciare rifiuti ben venga, puo' essere una miniera per noi'.

'Monselice ha gia' detto no ai rifiuti - ribatte Riccardo Ghidotti (Uniti per Monselice) -. Se le cementerie sono in crisi e' perche' non smerciano il cemento, non certo per le limitazioni imposte. Qualora si apra una crisi, servira' una riconversione per salvare l'occupazione: ma non puo' diventare la scusa per bruciare rifiuti, vorrebbe dire che qualcuno ci specula. Inoltre saremmo indifesi sul controllo delle polveri'.

'Non si bruceranno rifiuti - assicura Francesco Lunghi (Pdl) -. Occorre un estremo controllo sulla qualita' dell'aria per abbassare al massimo l'inquinamento e una stretta collaborazione per mantenere l'occupazione. Una riconversione a lungo termine, comunque in accordo con i cementifici, si puo' innestare sullo sviluppo di area industriale e artigianale, che potrebbero riassorbire i lavoratori e l'indotto'.

'L'uso dei rifiuti come combustibile sarebbe una sciagura per salute e ambiente - dice Francesco Miazzi (Pd) -. La chiusura degli impianti non e' nei nostri progetti. Ma la crisi e i progetti di ristrutturazione potrebbero porci di fronte a una grave emergenza occupazionale. Va costruito un progetto condiviso con cementifici e parti sociali per ottenere un finanziamento europeo che permetta di trovare un'alternativa'.

'Bisogna promuovere un tavolo di concertazione con le proprieta' per definire assetto futuro, investimenti e misure per salute e sicurezza - afferma infine Stefano Peraro (Udc) -. Bruciare rifiuti? No. Ma qualora ci fosse un progetto che garantisse la salute dei cittadini, e dalla combustione dei rifiuti si producesse calore per riscaldare Monselice senza costi per gli utenti, sarebbe una proposta da valutare'.

Tratto da http://www.cittafutura.net/

Condividi post

Repost 0

commenti

Presentazione

Link