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26 ottobre 2009 1 26 /10 /ottobre /2009 14:56

Muccilli:al fianco degli operai della Italcementi

ASSEMBLEA AZIONISTI ITALCEMENTI MESE DI APRILE ANNO 2007

http://www.italcementigroup.com/NR/rdonlyres/A55B85DE-8053-4FCB-9E2A-5BB3480EA58A/0/Verbale_assemblea_bil06.pdf





Lavoratori Italcementi, il sindaco ha fatto il suo dovere
Redazione
venerdì 11 settembre 2009 09:34
Spett.le Redazione, il sindaco ha fatto il suo dovere concordando una uscita programmata degli occupati dall'attività dell'Italcementi. Diciamo anche che è andato anche oltre, con la parte che stabilisce eventuale collocazione nei servizi pubblici comunali, dopo gli ammortizzatori sociali. Dopo Italcementi ci saranno altre società, come ci sono tantissimi autonomi che perdono il posto di lavoro per la congiuntura negativa. Che si fa, si assumono tutti al Comune? Non dimentichiamoci che parte della inefficienza della struttura comunale e delle società partecipate, è dovuta alle assunzioni di questo tipo, che ha reso i servizi non funzionali alle esigenze della popolazione, perchè non in base a qualifica e competenza. Gli attuali disoccupati e i probabili prossimi devono aspettarsi lo stesso trattamento di privilegio? E' ingiusto farglielo credere come è ingiusto caricare l'amministrazione comunale di costi impropri alla funzionalità, perchè significa togliere qualcosa ad altri abitanti. Inoltre gli striscioni esposti all'ingresso della cementeria contro il sindaco, non rendono giustizia a Moscherini proprio perchè egli ha fatto più di ciò che le competeva e bene ha fatto lo stesso ad andarsene. L'eventuale errore è di non essere chiaro sulla destinazione di quell'area, mancando anche della progettualità. Chiudo dicendo che gli esponenti dell'opposizione sbagliano facendo credere che con essi il percorso sarebbe stato diverso. Semplicemente non è così, poichè l'amministrazione comunale può agevolare la trattativa di uscita fra vecchia proprietà e programmazione successiva di quell'area, ma non deve promettere assunzioni nella struttura pubblica, perchè la indebolisce sottraendo risorse importanti. Questa è la mia opinione.
Franco De Pasquali

Italcementi Civitavecchia, occupato l’impianto

Francesco Serangeli

giovedì 10 settembre 2009 12,43

Da questa mattina i 26 lavoratori dell'Italcementi stanno occupando l'impianto. Arrabbiati e delusi per le promesse a vuoto e per il disinteresse dei partiti politici, chiedono rassicurazioni ed impegni scritti alla società ed al Comune sul loro futuro.
"La dismissione dell'impianto avverrà a dicembre - dichiarano gli operai - ma ad oggi non sappiamo che fine faremo. La società ed il sindaco non ci hanno detto niente, l'unico sindacato che ci appoggia è la Fillea Cgil, a dimostrazione della spaccatura nazionale, e delle forze politiche non abbiamo visto nemmeno l'ombra. I partiti parlano di tutto, ma non dicono neanche una parola sugli operai che ogni giorno perdono il lavoro. Purtroppo Civitavecchia ormai è ridotta così". Ma la rabbia dei 26 lavoratori dell'Italcementi non deriva soltanto dal disinteresse che regna intorno alla loro vicenda, esempio drammatico di quanto sta avvenendo anche in altre comuni italiani, nonostante politici ed esperti di turno continuino a dire che la crisi economica è ormai superata. Gli operai scioperano ed occupano anche perché l'impianto non chiuderà per problemi finanziari. "La crisi non c'entra niente - affermano i lavoratori - la società chiude la sede di Civitavecchia per riaprirla in un'altra città. E noi rischiamo di perdere il posto di lavoro, ma anche la casa, perché alcuni abitano negli appartamenti di proprietà dell'Italcementi. Non è possibile che a pochi mesi dall'annunciata chiusura, nessuno si sia fatto vivo per dirci che fine faremo. Vogliamo risposte ed impegni scritti.

http://www.trcgiornale.it/news/content/view/30806/44/


Occupato lo stabilimento Italcementi Civitavecchia

da Antonella Melito

Giovedì 10 Settembre 2009 19:15

Si inasprisce la vertenza dei 26 dipendenti dell' Italcementi di Civitavecchia, che dopo aver proclamato da oggi uno sciopero ad oltranza, hanno occupato lo stabilimento locale. All'origine della protesta, la decisione dell'azienda di dismettere l'impianto a decorrere dal prossimo mese di dicembre, peraltro non ancora comunicata ufficialmente alle maestranze, né al sindacato di categoria Fillea Cgil, al quale sono iscritti tutti i 26 lavoratori. Alcuni dipendenti, oltre al lavoro, temono di perdere anche le case in cui vivono con le rispettive famiglie, di proprietà della società, di cui sono affittuari.

http://www.soloradio.com/main/index.php?option=com_content&view=article&id=29893:occupato-lo-stabilimento-italcementi-civitavecchia&catid=1:news&Itemid=50



ITALCEMENTI CIVITAVECCHIA, sciopero a oltranza delle maestranze

di Redazione

mercoledì 9 settembre 2009 17:35

La Rappresentanza Sindacale Unitaria dell'Italcementi, insieme a tutte le maestranze, ha proclamato uno sciopero a tempo indeterminato. La protesta scatterà domani, sarà a tempo indeterminato e nasce dalla totale assenza di risposte, a detta dei sindacati, in merito alle modifiche ed ai punti aggiuntivi sulla bozza di accordo stipulata nel luglio scorso. I sindacati invitano il sindaco ad un incontro urgente presso lo stabilimento.

http://www.trcgiornale.it/news/content/view/30798/1/


Valentina Volpe

Sabato 28 Marzo 2009 14:18

Si è tenuta nei giorno scorsi, presso il Comune di Colleferro, una riunione tra l’Amministrazione comunale e la Direzione della Italcementi di Bergamo per approfondire la proposta fatta dal Comune di spostare fuori del centro abitato le attività della nota impresa italiana. L’azienda, da parte sua, si è detta disponibile a valutare l’ipotesi della delocalizzazione proposta dall’amministrazione comunale, precisando che tale operazione - di particolare complessità e dai costi molto elevati - è però legata a una serie di presupposti. Entrambe le parti hanno adesempio sottolineato che un’operazione come quella della delocalizzazione richiede l’intervento di livelli regionali e statali, sia sul fronte del finanziamento almeno parziale dell’operazione che sul contributo in termini di infrastrutture da realizzare sul territorio.La delocalizzazione è uno dei punti principali del programma comunale per la riqualificazione della cittadina da un punto di vista ambientale. L’iniziativa dell’Amministrazione va anche nella direzione di contribuire a ridurre la produzione di pm10 nell’aria del centro abitato, pur nella salvaguardia della vocazione industriale che Colleferro intende mantenere.

http://www.soloradio.com/main/index.php?option=com_content&view=article&id=25665%3Adelocalizzazione-italcementi-ieri-primo-incontro-tra-comune-e-vertici-aziendali&catid=149%3Acolleferro&Itemid=1










ITALCEMENTI SAVIGNANO CESSA LA PRODUZIONE DAL 1° OTTOBRE 2009





Savignano s/P (Modena), 2 settembre 2009

L’appuntamento del 1° settembre con la direzione aziendale dell’Italcementi, programmato da tempo, ha confermato le preoccupazioni della vigilia.

Le organizzazioni sindacali e i rappresentanti sindacali aziendali hanno dovuto prendere atto, pur non condividendo, e dopo aver tentato tutte le strade per non fare cessare l’attività produttiva, della decisione, attualmente presa dalla Direzione Italcementi, di “rivedere la propria matrice produttiva e distributiva del prodotto”, in poche parole, cessare l’attività del centro di macinazione di Savignano.

Tale decisione è stata motivata con una forte contrazione delle vendite, causata da uno stato di grave crisi del comparto delle costruzioni. Crisi che ha costretto l’azienda a rivedere il proprio assetto e a riformulare le proprie previsioni spostando al 2011 primi segnali di ripresa.

Nessuno dei 33 lavoratori attualmente in forza verrà licenziato, a tutti sarà offerta una nuova opportunità occupazionale all’interno del gruppo, nell’arco di tempo compreso dentro la durata massima dell’intervento della Cassa Integrazione Straordinaria di 24 mesi, che inizierà già dal prossimo 1 ottobre ’09.

Ai lavoratori posti in cassa integrazione verrà corrisposta, in aggiunta al normale trattamento di CIGS, un integrazione salariale da parte aziendale per attenuare i disagi economici.

Il 10 settembre prossimo si svolgerà un ulteriore incontro dove andranno definiti i criteri e le modalità dei trasferimenti e tutte le misure atte a mitigare il disagio dovuto al trasferimento, la misura della integrazione, che l’azienda ha proposto di 500 euro mensili, e che come organizzazioni sindacali abbiamo giudicato ancora insufficienti.

Nei prossimi giorni si terrà l’assemblea dei lavoratori dell’Italcementi a cui verranno prospettati i termini della proposta aziendale e dai quali raccoglieremo le opinioni e le esigenze per proseguire il confronto con la direzione aziendale. Trimestralmente verificheremo, sulla base dell’evoluzioni delle situazioni occupazionali, di mercato e produttive, gli eventuali correttivi a questa proposta aziendale.

Abbiamo infine già convenuto che, al termine dei due anni di CIGS, se ancora vi fossero lavoratori non occupati, verrà attivata una procedura di mobilità -ulteriori 24 mesi- e che all’indennità di mobilità, l’azienda, integrerà una quota mensile non inferiore all’integrazione concordata per il periodo di CIGS.

Pur in un quadro negativo di cessazione di uno stabilimento storico come la Italcementi di Savignano, per i lavoratori ci sarà continuità occupazionale e di reddito, ed in una fase di grave crisi come quella attuale ci pare essere una cosa importante.

FLC Modena

«Nessun licenziamento, per i 33 dipendenti un posto in altri stabilimenti»
4 Settembre 2009
Hanno tentato il possibile i sindacati per “salvare” il sito produttivo dell’Italcementi di Savignano, ma la decisione è stata presa: il 1º ottobre cesserà la produzione. Tuttavia, nessun lavoratore sarà licenziato. Nel corso dell’incontro tra direzione aziendale e sindacati, svoltosi martedì scorso, infatti, si è deciso che i lavoratori saranno ricollocati in altri stabilimenti del gruppo.
«La decisione di cessare l’attività del centro di macinazione di Savignano - si legge in una nota - è stata motivata con una forte contrazione delle vendite causata da uno stato di grave crisi del comparto delle costruzioni. Crisi che ha costretto l’azienda a rivedere il proprio assetto e a riformulare le proprie previsioni spostando al 2011 i primi segnali di ripresa». Una chisura accompagnata, già dal 1º ottobre, dall’apertura di una procedura di cassa integrazione straordinaria della durata di 24 mesi per tutti e 33 i lavoratori. Un arco temporale che permetterà di identificare per tutti e 33 una nuova opportunità occupazionale all’interno del gruppo, «tenendo conto - precisa Sauro Serri, segretario provinciale Fillea/Cgil - della sede di provenienza del lavoratore, ossia si cercherà di individuare uno stabilimento il vicino possibile al sito di provenienza».
Ancora aperti i giochi, dunque, per la definizione dell’accordo che verrà precisato in un ulteriore incontro che si terrà il prossimo 10 settembre. In quella sede, inoltre, il sindacato tenterà un’ulteriore negoziazione, ovvero quella inerente l’i ntegrazione salariale all’indennità di “cassa”. «L’azienda ha proposto - afferma Serri - 500 euro mensili, ma noi come organizzazioni sindacali l’abbiamo giudicati ancora insufficienti. Nei prossimi giorni si terrà l’assemblea dei lavoratori dell’I talcementi a cui verranno prospettati i termini della proposta aziendale e dai quali raccoglieremo le opinioni e le esigenze per proseguire il confronto con la direzione aziendale».

Un confronto che non finirà al 10 settembre, considerato che il programma sindacale prevede un monitoraggio trimestrale teso a verificare «gli eventuali correttivi a questa proposta aziendale». E se le aspettative dovessero andare deluse e i lavoratori non riuscissero ad essere rioccupati per tempo, si è già previsto che al termine dei due anni di cassa integrazione straordinaria verrà attivata una procedura di mobilità. Previsione che possa coprire, dal punto di vista reddituale, il lavoratore che potrà così godere anche in questo caso di un’integrazione non inferiore a quella concordata per la cassa integrazione.
«Pur in un quadro - si legge in conclusione in una nota - negativo di cessazione di uno stabilimento storico come la Italcementi di Savignano, per i lavoratori ci sarà continuità occupazionale e di reddito».



http://d.p.forumcommunity.net/?t=31136748






Il crepuscolo della piastrella



A poco più di un mese dal Cersaie, i piazzali di tutte le ceramiche sono pieni come non mai. Milioni di piastrelle impilate sui pallet sono l'immagine della più pesante crisi di sempre per il distretto sassolese. E la ripresa non sembra vicina




© Trc-Telemodena
MODENA, 26 AGO. 2009 -
Un mare di piastrelle. Mare in burrasca, tra ordini che non riprendono e produzione che procede a rilento, tra contratti di solidarietà e cassa integrazione. Ma fino al Cersaie si tira avanti alla meno peggio, poi si vedrà e molto dipenderà dalla reale ripresa del mercato immobiliare statunitense, da dove con i famigerati subprime la crisi è partita. Ma i segnali, stando alle parole di ieri di Obama, sono incoraggianti e allora, nonostante i numeri siano ancora neri, ci si aggrappa alla speranza. Lo fanno soprattutto le migliaia di lavoratori in cassa integrazione straordinaria, 4500, secondo le più aggiornate stime di Filcem Cgil, e con contratti di solidarietà, 2500. Provvedimenti che coinvolgono praticamente la metà degli addetti modenesi del distretto ceramico e riguardano i principali gruppi, da Iris a Emilceramica, passando per Gardenia, Panaria, Concorde, Daytona e Fincuoghi, solo per citare qualche nome più noto. Una crisi senza precedenti, anche perché a differenza di quella degli anni '80 non è collegata a profonde trasformazioni di prodotto o tecnologiche, allora ad esempio nacque la monocottura, e per questo ancora più grave. Ma secondo Filcem Cgil non è ancora il momento di alzare bandiera bianca, a patto di migliorare la logistica, varare nuove politiche commerciali per aggredire i mercati emergenti, a cominciare da Cina e Russia, e alzare la qualità dei prodotti, cercando di rispondere sempre più alle specifiche richieste dei clienti.

Italcementi, chiude Savignano. La crisi dell'edilizia ha colpito anche il gruppo Italcementi, potenza mondiale, alle prese con una complessa riorganizzazione. Nel modenese, il caso riguarda lo stabilimento di Savignano che sarà chiuso. Nelle intenzioni della proprietà, ciò dovrebbe avvenire a fine settembre, anche se i sindacati, nell'incontro di martedì, sperano di rinviare la data. “L'obiettivo – sottolinea Sauro Serri, segretario provinciale di Fillea Cgil – è comunque quello di evitare i licenziamenti, in modo che tutti i lavoratori siano rioccupati o coperti da ammortizzatori sociali”. Nei prossimi giorni si riunirà il coordinamento sindacale che segue la vicenda Italcementi su scala nazionale ed è possibile che riparta la mobilitazione dei lavoratori, anche se la chiusura di Savignano è quasi certa. “Anche perché – ci spiega Serri – il Comune ha destinato anni fa l'area ad abitazioni, senza ottenere dalla proprietà l'impegno a reinsediarsi in un'altra zona della città"
di Francesco Galli


http://www.viaemilianet.it/notizia.php?id=2813






Riceviamo e pubblichiamo Mercoledì 29 Luglio 2009 ore 17:26
Italcementi: dal vertice romano nessuna novità per Borgo



Niente di nuovo per lo stabilimento borgarino dopo l'incontro nazionale dei vertici Italcementi con le parti sindacali. Oggi dal convegno romano, convocato per analizzare l’andamento del mercato e le ripercussioni di questo sull’azienda, è emersa una situazione negativa se paragonata allo scorso anno. È in programma lo studio di azioni di adeguamento conseguenti che, per quanto riguarda Borgo San Dalmazzo, potrebbero arrivare già dall’autunno. Intanto per i lavoratori borgarini la cassa integrazione finirà il 2 agosto. “I dipendenti lavoreranno una settimana - ha spiegato Stroppiana della Cgil-. Poi riprende la cassa integrazione a rotazione fino fine mese. Quindi il prossimo ciclo sarà molto meno pesante per i lavoratori”.

Tra fine agosto ed i primi di settembre la produzione dovrebbe coinvolgere il reparto macinatura, garantendo la ripresa di circa il cinquanta per cento della forza lavoro. “Con la messa in funzione di questi reparti - conclude Stroppiana - si dovrebbe scongiurare la ventilata ipotesi della trasformazione del sito di Borgo in magazzino e l’eventuale futuro smantellamento”. Lo stabilimento di Borgo San Dalmazzo, aperto negli anni Cinquanta per la produzione del cemento, è uno dei 18 del gruppo Italcementi presenti in Italia e dava lavoro ad un centinaio di dipendenti diretti, oltre ad altri 150 dell'indotto. Dal dicembre 2008 la produzione è sospesa e i lavoratori sono in cassa integrazione ordinaria.
T.G.
http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=69889&cat_code=1








FOSSANO fallita la DueGi, un futuro per Italcementi Borgo

riceviamo e volentieri pubblichiamo

martedì 28 luglio 2009 0re 13,15


Venerdì c’è stata la prima udienza presso il tribunale di Cuneo della procedura d’avvio al fallimento per la DueGi di Fossano: il Giudice si era riservato del tempo per decidere. Ieri è stata emessa la sentenza del fallimento ed è stato nominato il curatore fallimentare, il torinese Luca Poma. “Avevamo chiesto un rinvio della sentenza - spiega la responsabile dell’ufficio amministrazione della DueGi - per poter presentare richiesta di concordato preventivo, ma non ci è stata concessa”. “Un fallimento è sempre una cosa negativa – ha commentato Pasquale Stroppiana della Cgil che segue la situazione della DueGi-. Da una parte siamo contenti, perché da ora sarà tutto in mano a un curatore che farà il possibile per trovare delle soluzioni, anche con in prospettive occupazionali”.

Intanto i sindacati stano continuando a lavorare per ottenere la cassa integrazione straordinaria per i 97 dipendenti. “La scorsa settimana abbiamo avuto un incontro con gli amministratori comunali di Fossano, Narzole e Trinità - ha dichiarato Stroppiana - che hanno dato la loro disponibilità per accollarsi le spese di apertura dei conti e degli interessi, quindi questa settimana formalizzerò le richieste per iscritto e prenderò contatti con la CRF che ha dato la disponibilità per anticipare la cassa integrazione”.

Possibilità di ripresa, invece, per la Italcementi di Borgo San Dalmazzo, la cassa integrazione finirà il 2 agosto. “I dipendenti lavoreranno una settimana - ha spiegato Stroppiana della Cgil-. Poi riprende la cassa integrazione a rotazione fino fine mese. Quindi il prossimo ciclo sarà molto meno pesante per i lavoratori”. Tra fine agosto ed i primi di settembre la produzione dovrebbe coinvolgere il reparto macinatura, garantendo la ripresa di circa il cinquanta per cento della forza lavoro. “Con la messa in funzione di questi reparti - conclude Stroppiana - si dovrebbe scongiurare la ventilata ipotesi della trasformazione del sito di Borgo in magazzino e l’eventuale futuro smantellamento”.

 

Antonella Balocco



Italcementi, incontro per Contrattazione di II livello

 

Titolo: Italcementi, incontro per Contrattazione di II livelloLuogo: Roma - Federmaco, piazza Marconi 25 Ora inizio: 10:30 Data: 2009-07-29

 

 

 

Accordo Sancita la chiusura dello stabilimento, ma con salvaguardia dei posti di lavori Cassa integrazione per i dipendenti e reinserimento in altre aziende

 

Italcementi, ci pensa il Pincio

 

 

26.7.09
Garanzie anche per i proprietari delle case: sindacati soddisfatti

 


Cassa integrazione e percorsi di reinserimento per i lavoratori, adeguate garanzie per gli abitanti delle case di proprietà Italcementi alle Casermette, riqualificazione urbana dell'area. Questi i capisaldi su cui poggia l'accordo siglato tra Comune, azienda e organizzazioni sindacali, che sancisce la definitiva chiusura dello stabilimento Italcementi di Civitavecchia. Quindi con il termine delle attività residuali al suo interno, si è definito un duplice percorso di salvaguardia dei dipendenti rimasti, 26 unità, che prevede da un lato il ricorso alla cassa integrazione generale, dall'altro l'individuazione della continuità lavorativa con possibilità di ricollocazione nell'ambito dei servizi di gestione dell'area. Il Comune si è inoltre impegnato a porre in essere un eventuale ricollocamento nelle costituende Sot al netto dei possibili pensionamenti. Per quanto riguarda l'area, tutte le parti hanno condiviso l'impostazione del piano precedente, confermando che Italcementi potrà vendere a terzi la proprietà industriale destinandola ad area di riqualificazione urbana, e ribadendo il parere favorevole all'annullamento del precedente accordo, che prevedeva invece l'acquisto dell'area da parte del Comune. Condivise anche le misure recentemente prese a salvaguardia degli abitanti della zona delle Casermette. «Provvederò a trasmettere all'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi il testo dell'accordo – ha dichiarato il Sindaco Gianni Moscherini – per sostenere le procedure della Cassa Integrazione che derivano da questo accordo. In generale credo che siamo andati a concludere positivamente una vicenda oggetto di tante strumentalizzazioni. Oggi siamo felici di poter dire che ci sono solide garanzie sia per i dipendenti che per gli abitanti della zona, mentre sappiamo anche che tutta l'area, ormai divenuta strategica per uno sviluppo urbanistica della città, essendo inglobata dal tessuto urbano, sarà destinata ad una rilevante opera di riqualificazione. La firma delle organizzazioni sindacali rappresenta il suggello della correttezza istituzionale dei passi compiuti fino al recente accordo, che infatti non è stato cambiato, ma semplicemente integrato».

 




Civitavecchia - L'opificio chiuderà entro fine dell'anno
Italcementi, firmato l'accordo
">Viterbo - 25 luglio 2009 - ore 18,40
Si è positivamente e definitivamente concluso il chiarimento avviato tra amministrazione comunale, Italcementi organizzazioni sindacali in merito al futuro dell’opificio, dei suoi dipendenti e dell’area.

L’accordo è stato sottoscritto da tutte le parti, ivi compresi i sindacati unitari, confederali e di categoria.

Secondo quanto deciso, lo stabilimento chiuderà definitivamente i battenti entro la fine dell’anno.

Quindi con il termine delle attività residuali al suo interno, si è definito un duplice percorso di salvaguardia dei dipendenti rimasti, 26 unità, che prevede da un lato il ricorso alla cassa integrazione generale, dall’altro l’individuazione della continuità lavorativa con possibilità di ricollocazione nell’ambito dei servizi di gestione dell’area.

Il comune si è inoltre impegnato a porre in essere un eventuale ricollocamento nelle costituende Sot al netto dei possibili pensionamenti.

Per quanto riguarda l’area, tutte le parti hanno condiviso l’impostazione del piano precedente, confermando che Italcementi potrà vendere a terzi la proprietà industriale destinandola ad area di riqualificazione urbana, e ribadendo il parere favorevole all’annullamento del precedente accordo, che prevedeva invece l’acquisto dell’area da parte del comune.

Condivise anche le misure recentemente prese a salvaguardia degli abitanti della zona delle Casermette.

“Provvederò a trasmettere all’assessore regionale al lavoro Alessandra Tibaldi il testo dell’accordo – ha dichiarato il sindaco Gianni Moscherini – per sostenere le procedure della cassa integrazione che derivano da questo accordo.

In generale credo che siamo andati a concludere positivamente una vicenda che è stata oggetto di tante strumentalizzazioni.

Oggi siamo felici di poter dire che ci sono solide garanzie sia per i dipendenti che per gli abitanti della zona, mentre sappiamo anche che tutta l’area, ormai divenuta strategica per uno sviluppo urbanistica della città, essendo inglobata dal tessuto urbano, sarà destinata ad una rilevante opera di riqualificazione.

La firma delle organizzazioni sindacali rappresenta il suggello della correttezza istituzionale dei passi che l’amministrazione comunale ha compiuto fino al recente accordo, che infatti non è stato cambiato m,a semplicemente integrato con la modalità applicativa della cassa integrazione”.




Italcementi Chiuso l'accordo

di Redazione

sabato 25 luglio 2009

Si è definitivamente concluso il chiarimento avviato tra Amministrazione Comunale, Italcementi organizzazioni sindacali sul futuro dello stabilimento, dei suoi dipendenti e dell'area. L'accordo è stato sottoscritto da tutte le parti, ivi compresi i sindacati unitari, confederali e di categoria.
Secondo quanto deciso, lo stabilimento chiuderà definitivamente i battenti entro la fine dell'anno. Per i 26 dipendenti è previsto il ricorso alla cassa integrazione generale o la ricollocazione nell'ambito dei servizi di gestione dell'area. Per quanto riguarda l'area, tutte le parti hanno condiviso l'impostazione del piano precedente, confermando che Italcementi potrà vendere a terzi la proprietà industriale destinandola ad area di riqualificazione urbana, e ribadendo il parere favorevole all'annullamento del precedente accordo, che prevedeva invece l'acquisto dell'area da parte del Comune. Sono state condivise le misure recentemente prese a salvaguardia degli abitanti della zona delle Casermette. Giudizio positivo del sindaco Moscherini che ha voluto sottolineare come la firma delle organizzazioni sindacali rappresenti il suggello della correttezza dell'amministrazione comunale.




La crisi del Gres in Confindustria
l'obiettivo è il ricollocamento

25 luglio 2009

La maratona di venerdì del primo incontro sindacale dopo l'annuncio da parte della Società del Gres dell'intenzione di chiudere lo stabilimento di Sorisole-Petosino si è conclusa dopo la mezzanotte ed ha portato alla definizione di uno scenario che sarà adesso presentato all'assemblea dei lavoratori che si terrà martedì mattina. Un nuovo incontro tra i sindacati e l'azienda del gruppo Italcementi è stato intanto già fissato per venerdì.

I sindacati (Femca-Cisl, Filcem-Cgil e la Rsu dove sono presenti rappresentanti di Femca, Filcem e del SinPa) avevano per la riunione di venerdì alla sede di Confindustria Bergamo solo un mandato esplorativo dai 148 lavoratori per approfondire la situazione e quindi non è stato definito nulla. Si è chiarito comunque che per l'azienda non c'è la possibilità di mantenere un'attività produttiva seppure limitata a un solo forno. È stata invece confermata la possibilità di mantenere una ventina di persone nell'attività commerciale.

Sarebbero inoltre una quarantina le persone che possono maturare i requisiti per andare in pensione entro i tre anni della permanenza nelle liste di mobilità: il numero potrebbe ulteriormente salire se prima dei tre anni di mobilità ci fosse la possibilità di un ricorso a due anni di cassa integrazione straordinaria. In entrambi i casi sarà posta dai sindacati la questione del sostegno al reddito. Per quanto riguarda gli altri 80-90 lavoratori si pone il problema del ricollocamento e degli ammortizzatori sociali.
La soluzione più naturale che viene posta è il ricorso alla cassa integrazione straordinaria che potrebbe essere per cessata attività in quanto la produzione viene interrotta: in questo caso il periodo di Cigs potrebbe essere di due anni (con il secondo anno sottoposto al rispetto di alcuni requisiti, tra i quali, in particolare, l'uscita dalla cassa di almeno il 40% delle persone al termine del primo anno). I sindacati puntano però soprattutto sulla ricollocazione. Ci sarebbe disponibilità da parte del gruppo Italcementi a valutare la situazione, in particolare per quanto riguarda la cementeria di Calusco d'Adda, anche se pure in questo caso la soluzione sarebbe parziale. Per favorire il ricollocamento sarà interessata della questione anche la Provincia per la possibilità di corsi di riqualificazione.





Gres - Difficile confronto notturno tra proprietà e rappresentanze sindacali. L'obiettivo è trovare soluzioni condivise per ridurre al minimo l'impatto sociale provocato dalla chiusura della storica ditta.
Trattativa con i sindacati cigs e ricollocamento per 88 dipendenti Per 88 dei 148 dipendenti della Società del Gres di Petosino "saranno trovate soluzioni condivise per ridurre al minimo l’impatto sociale derivante dalla perdita delle opportunità di lavoro". E' quanto comunica l'Italcementi Group a cui fa capo la ditta che sta per chiudere i battenti. Altri 20 continueranno – come previsto – l’attività commerciale, una quarantina infine potranno accedere alla pensione. In Confindustria il confronto è andato avanti fino a tarda notte, per tentare di arrivare a una soluzione con il benestare dei sindacati. Tra le proposte sul tavolo la cassa integrazione straordinaria e il ricollocamento in altre aziende del gruppo.
La Società del Gres, spiega l'azienda "negli ultimi anni ha subito il progressivo calo del mercato di riferimento, quello delle condutture di alta qualità per i servizi pubblici. Nel 2008 la società ha registrato un calo del fatturato di 5 milioni e nel 2009 è proseguita una forte contrazione della domanda. A questo si è aggiunta una agguerrita concorrenza straniera che ha cercato sblocchi della propria sovrapproduzione anche in Italia, a causa di un calo del mercato in tutta Europa".

 

Venerdi 24 Luglio 2009











20 giugno 2009

BORGO SAN DALMAZZO/ Il sindaco chiede un incontro per Italcementi
INVIATA LA RICHIESTA AL PREFETTO, AL NEO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA E ALLA DIREZIONE. Il Sindaco di Borgo San Dalmazzo Pierpaolo Varrone ha inviato al Prefetto di Cuneo, al neo Presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia ed alla Direzione Italcementi una lettera con la quale rinnova la richiesta di convocazione di un incontro, necessario ad esaminare l’attuale situazione produttiva ed occupazione dello stabilimento Italcementi di Borgo San Dalmazzo. Rinnovando l’analoga richiesta già avanzata all’indomani dell’approvazione, da parte del Consiglio Comunale di un ordine del giorno approvato all’unanimità, Varrone insiste circa l’imprescindibilità della presentazione, da parte di Italcementi di un piano industriale, che veda riconfermare la presenza a Borgo San Dalmazzo di un sito produttivo.

Il documento ribadisce infine alla Direzione Italcementi la richiesta di provvedimenti per l’integrazione dei redditi dei lavoratori Italcementi e di quelli dell’indotto.


http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=18707












Italcementi Guardiaregia (CB)







La Società Italiana per la produzione di cemento “Calce e cementi di Segni”, costituita nel 1921 su iniziativa dell’ing. Leopoldo Parodi Delfino, inizia nel 1939 la realizzazione della cementeria a via umida di Guardiaregia.
Nel 1973 Italcementi acquista il Gruppo Cementi Segni e dal 1° gennaio 1974 inizia la gestione della cementeria di Guardiaregia. Nella seconda metà degli anni ottanta vengono effettuati numerosi opere di ammodernamento degli impianti e di carattere ambientale.
Nel 1998 la cementeria ottiene la certificazione di qualità ISO 9002 e nel 2007 ottiene la certificazione ambientale ISO 14001.
Oggi la cementeria di Guardiaregia è uno degli stabilimenti più all'avanguardia d'Italia grazie alla produzione di clinker destinati alla realizzazione di leganti innovativi ad alto contenuto tecnologico.
Questi prodotti speciali si caratterizzano sia per le innovative caratteristiche funzionali che per la loro elevata costanza qualitativa.



Nel 1995, con la scelta di produrre del clinker specifico per la macinazione del legante cementizio Scatto a presa rapida, la cementeria di Guardiaregia diventa uno stabilimento all’avanguardia per prodotti innovativi.

Dallo stabilimento, il legante ad alto contenuto tecnologico, frutto della Ricerca Italcementi, viene distribuito in Italia, Francia, Spagna, Grecia, Bulgaria e Marocco.


La continua ricerca di miglioramento ha portato la cementeria ad ottenere, nel 1999, la certificazione di qualità ISO 9002 e nel 2007 la certificazione ambientale ISO 14001

􀂉 62 dipendenti tra tecnici, impiegati e operai

􀂉 200 persone dell’indotto coinvolte nelle attività della cementeria

 

D'Alete: "Entra in crisi anche l'Italcementi di Guardiaregia"

 

Da circa un mese è iniziata la cassa integrazione, a rotazione, anche allo stabilimento dell'Italcementi di Guardiaregia. Continua sempre di più ad aggravarsi la situazione di crisi delle aziende molisane, che più di altre stanno risentendo della crisi che investe l'intero paese.

Ora sta toccando allo stabilimento che per primo si è insediato nella zona industriale del Matese, si deve correre subito ai ripari prima che la situazione dell'azienda degeneri.

Si sollecita la Giunta e gli assessorati regionali di competenza ad attivare tutte le iniziative necessarie per la salvaguardia dello stabilimento e la tutela dei posti di lavoro.

 

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Muccilli:al fianco dei lavoratori dello stabilimento Italcementi di Guardiaregia

 

Muccilli:al fianco dello stabilimento Italcementi di Guardiaregia

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Bisogna, quindi, evitare che lo stesso destino possa accadere allo stabilimento dell'ITALCEMENTI di Guardiaregia, oppure che esso possa subire un drastico ...

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Il Coordinatore regionale del Movimento per l'Autonomia del Sud, Salvatore Muccilli, è pronto a dare il suo contributo a tutti i livelli per salvaguardare la produzione allo stabilimento Italcementi di Guardiaregia e i suoi livelli occupazionali. "L'area matesina già da tempo si trova a vivere una situazione particolarmente critica dal punto di vista occupazionale - ha dichiarato Muccilli -, condizione che si è ulteriormente aggravata negli ultimi anni con la chiusura di importanti industrie tra le quali la Contitech e l'Itam, ed ultimamente di altre piccole aziende come la Pafre'.

Bisogna, quindi, evitare che lo stesso destino possa accadere allo stabilimento dell'ITALCEMENTI di Guardiaregia, oppure che esso possa subire un drastico ridimensionamento produttivo-occupazionale. Il ‘cementitificio' guardiolo è un'industria storica che in oltre mezzo secolo di attività ha dato sostegno economico ad alcune migliaia di famiglie dell'intera area matesina, rappresentando per anni non solo l'unica industria della zona, ma anche un punto di riferimento produttivo importante nel settore dell'edilizia del Molise e del Centro-Meridione.

Il blocco della produzione con il ricorso alla cassa integrazione è sicuramente un campanello di allarme molto serio per il futuro dell'azienda. Condivido appieno le preoccupazioni dell'Amministrazione comunale di Guardiaregia e dell'intera cittadinanza sulla problematica - ha sottolineato -.

Mi rendo disponibile sin da ora ad ogni iniziativa, a vari livelli, che si riterrà opportuno intraprendere, ritengo che sia necessario al più presto portare tutti i soggetti interessati attorno ad un tavolo al fine di trovare una soluzione positiva alla vertenza, allargando la partecipazione anche alle amministrazioni locali dell'Alto Biferno dato che lo stabilimento di Guardiaregia attualmente dà lavoro a numerose maestranze dell'hinterland".

Il Coordinatore regionale MpA Muccilli ha così concluso: "E' un momento cruciale per l'intera area matesina che presenta un tasso di disoccupazione tra i più alti del Molise, pertanto c'è bisogno dell'apporto di tutte le forze per salvare quest'azienda in quanto la nostra zona non è in grado di offrire valide alternative occupazionali".

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