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24 agosto 2013 6 24 /08 /agosto /2013 23:32

Palermo, dipendente del Cefop si lancia nel vuoto dall'assessorato al lavoro

L'uomo è morto dopo il ricovero in ospedale. Era senza stipendio dal dicembre scorso dal centro di formazione

ph. Italpressph. Italpress
PALERMO - Un ex dipendente del Cefop, Riccardo De Lisi, di circa 40 anni, sposato e con figli, si è lanciato dal quinto piano dello stabile dove aveva lavorato (era senza stipendio da dicembre scorso dal centro di formazione Cefop) è morto nell'ospedale di Villa Sofia. Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi. De Lisi partecipava attivamente alle proteste insieme ai suoi colleghi chiedendo di riottenere il posto di lavoro.
Ex dipendente Cefop si lancia nel vuoto
LA PROTESTA - Un sit in permanente degli ex dipendenti Cefop si svolge davanti la sede di un altro assessorato quello alla Formazione, che si trova in un'altra zona della città in viale Regione siciliana, per chiedere al governo siciliano risposte sul futuro occupazionale. Tra un mese, gli ex lavoratori del Cefop non percepiranno più il sussidio di disoccupazione: il primo settembre, dopo 7 mesi, non avranno più accesso al paracadute sociale.
LE TESTIMONIANZE - «Era stato assunto nel 2005, lavorava come amministrativo - dice un ex dipendente del Cefop, che da giorni protesta davanti alla nuova sede dell'assessorato alla formazione - È il quinto suicidio dal 2011, quando siamo stati messi in casa integrazione, per la prima volta, ad oggi. Nessuno ci ascolta, ci ignorano tutti, siamo disperati». I dipendenti del Cefop e dell'Anfe, altro centro di formazione, da oltre due settimane protestano, con manifestazioni e sit in, per il loro licenziamento nel dicembre e gennaio scorsi, chiedendo al governo regionale il reintegro nel servizio. Anche De Lisi era stato licenziato. Al Cefop lavoravano, prima degli scandali e della «rivoluzione» operata dalla Regione nel settore della formazione siciliana, oltre 325 persone.
CGIL: SERVONO SEGNALI ANTICRISI - «Di fronte al ripetersi di fatti drammatici dalle istituzioni dovrebbe venire un segnale capace di dare fiducia alla gente contro la crisi. E questo segnale non può che venire da una nuova capacità di risolvere positivamente e in fretta le vertenze che si aprono, dalle iniziative di tutela dei lavoratori e da un azione per dare prospettive al mercato del lavoro». Lo dice Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil Sicilia commentando il suicidio del dipendente Cefop. «Il senso di precarietà e lo scoraggiamento- aggiunge Scozzaro- sono piuttosto diffusi oggi nella società siciliana. Di questo il governo regionale dovrebbe prendere atto, mettendo in campo tutte le iniziative possibili per migliorare la condizione di vita dei siciliani».

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