Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
30 ottobre 2015 5 30 /10 /ottobre /2015 00:42
Tangenti, ai domiciliari il presidente di Rfi Dario Lo Bosco. Trovato il libro mastro


Tangenti, ai domiciliari il presidente di Rfi Dario Lo Bosco. Trovato il libro mastro
 L'arresto del presidente Rfi, Dario Lo Bosco (Foto Mike Palazzotto) 

Inchiesta della squadra mobile di Palermo: sarebbero state pagate per evitare “intoppi” nello svolgimento di un appalto di 26 milioni di euro bandito dalla Regione Siciliana. Arrestati anche due dirigenti del Corpo Forestale. Altri quattro indagati, i magistrati: "Deprimente, metodi da racket del pizzo. Siamo solo all'inizio"

Concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. La squadra mobile di Palermo guidata da Rodolfo Ruperti ha scoperto un giro di mazzette attorno a un grande appalto del Corpo forestale della Regione. E questa mattina, all'alba, è scattato il blitz. I poliziotti hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare che era stata chiesta al gip dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Dino Petralia. Vanno agli arresti domiciliari il professore Dario Lo Bosco, presidente di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) e due dirigenti del Corpo forestale, Salvatore Marranca (responsabile del Servizio tecnico) e Giuseppe Quattrocchi (a capo del Servizio speciale per la conservazione del suolo e dell'ambiente naturale).



Palermo, tangenti: in manette 3 alti funzionari pubblici

  

Al centro dell'indagine, le mazzette che sarebbero state pagate da un imprenditore agrigentino, Massimo Campione, titolare di un'impresa di costruzioni, strade e impianti eolici. Nelle scorse settimane, i poliziotti della Mobile l'avevano fermato all'aeroporto Falcone Borsellino, nella borsa aveva una cartella scritta al computer con una serie di nomi, cifre e date, erano i riferimenti alle mazzette pagate per costruire le torrette antincendio in mezza Sicilia. Fra quei nomi, riferimenti anche ad esponenti politici, su cui adesso si indaga. Grazie soprattutto alle dichiarazioni di Campione, che ha accettato di collaborare con gli investigatori. "Non è una indagine lampo. Abbiamo iniziato circa tre mesi fa. E andiamo avanti... " ha commentato il capo della Squadra mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti.





Oltre alle tre persone finite oggi ai domiciliari per avere intascato mazzette per un appalto pubblico e per l'acquisto di un prototipo che avrebbe dovuto utilizzare Rfi, la procura ha iscritto nel registro degli indagati, Pietro Tolomeo, ex dirigente generale della forestale, Giovanni Tesoriere, preside di ingegneria alla Kore di Enna, Libero Cannarozzi, ingegnere alla forestale, e Maria Grazia Butticè, compagna dall'imprenditore agrigentino Massimo Campione, che ha distribuito le mazzette ai funzionari pubblici. Per Tolomeo la procura aveva chiesto gli arresti domiciliari ma il gip li ha respinti.



Lo Bosco, docente universitario originario di Raffadali, è anche presidente dell'Azienda siciliana trasporti. Nei giorni scorsi, era stato chiamato in causa per questo caso, ma si era difeso. Nell'inchiesta della procura sarebbe coinvolto per un altro appalto finito all'attenzione degli investigatori. Secondo la ricostruzione dell'accusa, Lo Bosco avrebbe intascato mazzette per 58.650 euro. A Marranca vengono invece contestate tangenti per 149.500 euro, il dirigente avrebbe ottenuto anche l'assunzione della compagna, in una ditta di autolinee siciliane, e della figlia, in una ditta di impiantistica di Roma. Quattrocchi è' accusato di mazzette per 90 mila euro, fra le tangenti anche due condizionatori d'aria.



Lo Voi: "Tutto questo è deprimente". La corruzione "diventa sempre più pervasiva, ormai costituisce un fenomeno". E' l'allarme lanciato dal Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, durante la conferenza stampa. "Qualche giorno fa il procuratore di Roma ebbe a definire 'deprimente' la quotidianità della corruzione riscontrata in un diverso ambito - dice Lo Voi ai giornalisti - Credo che io possa oggi utilizzare quello stesso aggettivo per descrivere non una quotidianità, ma descrivere la pervasività del fenomeno corruttivo, che è un fenomeno grave perché mina la liceità e le legittimità delle attività economiche impedendo il corretto svolgimento dei procedimenti amministrativi, la libera concorrenza, danneggiando il mercato e il territorio dei suoi cittadini". Parlando della 'black list' sequestrata all'imprenditore Massimo Campione nei giorni scorsi, Lo Voi spiega: "Noi eravamo abituati a sequestrare i cosiddetti libri mastri degli estorsori, ora ci siamo trovati davanti a un diverso libro mastro, a metà tra libro mastro e 'lista delle spesà con nomi e cifre". "Dico che tutto questo è deprimente - aggiunge il procuratore - perché c'è quasi l'utilizzazione di quei metodi con riferimento non al pizzo ma alla corruzione che diventa sempre più pervasiva e che costituisce un fenomeno vero e proprio". "Politici? Al momento non sembrano coinvolti - conclude il magistrato - Oggi, l'obiettivo dell'attività corruttiva sembrano più gli alti dirigenti della burocrazia, che sorvegliano l'avanzamento dei lavori e tutte le pratiche".



Petralia: "Un perfetto libro mastro, siamo solo all'inizio". "Moltissimi indagati? Non confermo, diciamo che ce ne sono altri". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Dino Petralia, in conferenza stampa. "Stiamo approdando - ha aggiunto - a contesti ampi sui quali investigheremo. Non so se si può parlare della punta di un iceberg. La corruzione, per definizione, non è mai singola e specifica. Ma ci stiamo sempre più convincendo che la corruzione sia un fenomeno molto, ma molto più ampio di quello che si può immaginare. Non una grande associazione ma un grande fenomeno". "Un altro aspetto su cui ci siamo soffermati è la naturalezza delle tangenti: non si parla di una o due tangenti ma di un vero e proprio asservimento di una parte deviata del Corpo Forestale della regione che si metteva a disposizione dell'imprenditore. Chissà che tutte le vicende che affliggono il Corpo forestale non dipendano anche da queste vicende che tolgono capitali alle risorse pubbliche. Questo atteggiamento lo abbiamo notato anche nell'imprenditore Campione. Lo spunto per l'indagine è venuto nell'ambito di un'altra inchiesta più ampia. Abbiamo notato una confidenzialità estrema tra l'imprenditore e il direttore dei lavori, tra appaltatore e stazione appaltante, che andava ben oltre i rapporti fisiologici".



Il questore Longo: "Ci vogliono agenti sotto copertura". "Non è possibile che per l'imprenditore lavorare significa pagare una tangente, è squallido. Si offende l'economia, il mercato. E paghiamo tutti le conseguenze, a fronte di risultati che non sono i migliori. Questo fenomeno va combattuto perché poi la sofferenza va a carico dei cittadini, anche per quanto riguarda le opere pubbliche, perché poi alcune sono scadenti e penalizzano i servizi pubblici e la viabilita'". Lo ha detto il Questore di Palermo, Guido Longo. "Forse - ha aggiunto - sarebbe il caso di introdurre qualche novità normativa per rendere più efficace il contrasto a questo fenomeno. Magari può essere un'idea quella degli agenti sotto copertura".



Delrio e Fs: "Fiducia nei magistrati, Rfi estranea". "Siamo sempre fiduciosi nella Magistratura, vedremo cosa decideranno le indaginio". Questo il primo commento del ministro dei Trasporti Graziano Delrio. La misura cautelare applicata a Lo Bosco, ha aggiunto il ministro, "non è collegata con le attività in Rfi. Bisognerà attendere gli sviluppi e capire una serie di questioni". Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane "sta offrendo alla magistratura e agli inquirenti in la massima collaborazione per lo svolgimento dei necessari accertamenti". E' quanto si legge in una nota del Gruppo, che esprime "piena fiducia nell'attività della magistrati e al contempo auspica che il presidente Dario Lo Bosco possa dimostrare la propria estraneità ai fatti su cui sono in corso le indagini". Il Gruppo, inoltre, precisa che "le società di Massimo Campione non sono inserite nell'albo dei sistemi di qualificazione o in quello dei fornitori qualificati di RFI, attivo dal 2009. L'ultimo appalto vinto dalla Sistet risale al 2002".



Campione: "Sono consumato". "Sugnu cunsumato", sono rovinato. Così l'imprenditore agrigentino Massimo Campione commentava, non sapendo delle microspie in auto, gli accertamenti della polizia che l'aveva fermato in aeroporto. Nella borsa gli agenti hanno trovato un libro mastro con l'indicazione delle mazzette pagate a tre funzionari pubblici oggi arrestati. Il particolare è emerso durante la conferenza stampa.



Crocetta: "Via Lo Bosco da Ast". Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta, dopo aver appreso degli arresti per tangenti, ha dato mandato alla Regione, in qualità di socio, di chiedere la convocazione dell'assemblea di Ast. Il governo vuol azzerare l'intero Cda.  Il governatore Crocetta segue la vicenda da Tunisi, dove è impegnato in una missione istituzionale. "L'azzeramento del Cda - dice all'Ansa il governatore - è necessario, tra l'altro Lo Bosco era in scadenza di mandato. Nel giro di pochi giorni saranno ricostituiti gli organismi". "Non appena riceveremo le comunicazioni dalla Procura - conclude Crocetta -provvederemo immediatamente a sospendere i due funzionari del Corpo forestale arrestati per tangenti e valuteremo, leggi alla mano, se ci saranno le condizioni per il licenziamento".


Don Ciotti: "Smarrimento e amarezza". E' un senso di "smarrimento  amarezza" quello che Don Ciotti ha detto di aver provato di fronte alla nuova inchiesta di Palermo. "Sarà la magistratura a consegnarci la verità, ma dai segnali che si hanno - ha aggiunto - provo inquietudine. Però mi stupisce chi si stupisce perché le ambiguità nei meccanismi del sistema erano visibili. A parole - ha concluso - ci stupiamo tutti, però sul piano dell'impegno pratico si fa fatica".



La “black-list” che ha portato all'arresto del presidente di Ferrovie 


Il ritrovamento del “libro mastro” delle mazzette dell'imprenditore Campione al centro dell'inchiesta. Il procuratore Lo Voi: «Obiettivo dell'attività corruttiva sono gli alti dirigenti della burocrazia, che sorvegliano l'avanzamento dei lavori e tutte le pratiche»

26 milioni di euro per l’ammodernamento della rete di comunicazione della Forestale, la “dorsale digitale”. Questo appalto è la chiave di volta che ha portato gli investigatori della Mobile e i pm di Palermo a mettere nel mirino Dario Lo Bosco, presidente di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). Nomi e vicende apparentemente slegati, ma accomunate dalla presenza nella “black list” (che da anche il nome all’operazione) delle presunte mazzette dell’imprenditore agrigentino Massimo Campione. L’inchiesta ha portato a tre arresti (domiciliari) nei confronti di altrettanti indagati, tra cui lo stesso Lo Bosco. gli altri due sono i funzionari del Corpo forestale Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi. Rfi entra nel libro per alcune mazzette elargite per piazzare sensori in grado di seguire la corsa dei treni. Da qui l’arresto di Lo Bosco, docente universitario, presidente di Rfi e di Ast, l’Azienda siciliana trasporti della Regione, e tra i rappresentanti di una antimafia “industriale” che negli ultimi tempi è finita più di una volta sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. La procura gli contesta il reato di concussione e di aver intascato una mazzetta da 58 mila euro legata ai sensori.Nell’inchiesta coordinata dal capo della procura palermitana Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia il proprietario del cosiddetto “libro mastro”, l’imprenditore agrigentino Mario Campione è personaggio centrale. Campione è titolare della Sistet, azienda che fa parte dell’universo fondato dal padre, Giuseppe Campione, nel 1947 e poi lasciato in eredità ai cinque figli. La Sistet non è una azienda banale: è attiva nel campo delle energie rinnovabili, nelle telecomunicazioni, nel telecontrollo, nella sorveglianza e sicurezza. Una gamma di servizi che la Sister fornisce oltre che a Rete Ferroviaria Italiana anche a enti come Banca d’Italia,Autostrade Spa, lo stesso Ministero dell’Interno, oltre a una serie di istituzioni locali siciliane come i comuni di Agrigento, Palermo e Messina e Regione Sicilia. La “black list” delle tangenti in cui sono finiti anche due agenti del Corpo Forestale, oggi agli arresti dopo aver ricevuto mazzette per un totale di circa 250 mila euro nell’ambito dell’appalto per l’ammodernamento delle torrette di radiocomunicazione del Corpo stesso, è stata sequestrata una decina di giorni fa: Campione era stato fermato all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo e lì, trovato in possesso proprio della “black list” con cifre, nomi e date delle mazzette. Campione ha accettato di collaborare con gli inquirenti e l’inchiesta è dunque arrivata a una svolta.

«Non è un'indagine lampo, abbiamo iniziato circa tre mesi fa. E andiamo avanti»
Rodolfo Ruperti, capo della Squadra Mobile di Palermo 
«Noi - ha detto questa mattina il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi - eravamo abituati a sequestrare i cosiddetti libri mastri degli estorsori, ora ci siamo trovati davanti a un diverso libro mastro, a metà tra libro mastro e la lista della spesa con nomi e cifre. Tutto questo - chiosa il capo della procura di Palermo - è deprimente perché c'è quasi l'utilizzazione di quei metodi con riferimento non al pizzo ma alla corruzione che diventa sempre più pervasiva e che costituisce un fenomeno vero e proprio». Al momento le indagini proseguono: questa mattina il capo della Squadra Mobile di Palermo Rodolfo Ruperti è stato chiaro, «Non è un'indagine lampo, abbiamo iniziato circa tre mesi fa. E andiamo avanti». Vista l’entità dei clienti che si avvalgono delle società di Campione non è escluso che nelle prossime settimane altri funzionari pubblici possano entrare nelle indagini. Nel frattempo sono in corso perquisizioni anche nella sede romana di Rfi. Dunque l’inchiesta prosegue e tra Palermo e Roma qualcuno si preoccupa. Oltre ai tre finiti oggi ai domiciliari sono stati iscritti nel registro degli indagati l’ex dirigente generale della Forestale Pietro Tolomeo, Giovanni tesoriere, preside della facoltà di ingegneria all’Università di Enna, l’ingegnere della Forestale Libero Cannarozzi e la compagna di Campione, Maria Grazie Butticè.
«Politici al momento non sembrano coinvolti» ha fatto sapere Lo Voi in mattinata. «Oggi - ha concluso - l'obiettivo dell'attività corruttiva sembrano più gli alti dirigenti della burocrazia, che sorvegliano l'avanzamento dei lavori e tutte le pratiche».   Francesco Lo Voi, procuratore capo di Palermo
Repost 0
30 ottobre 2015 5 30 /10 /ottobre /2015 00:39
Appalti e mazzette, arrestato Lo Bosco  Perquisizioni a tappeto, altri indagati eccellenti

Giovedì 29 Ottobre 2015 - 07:13  

di Riccardo Lo Verso



L'inchiesta della Procura di Palermo coinvolge anche due dirigenti del Corpo forestale (nella foto all'interno). I poliziotti hanno in mano il libro mastro con i nomi di politici e le tangenti pagate. Sono piombati a casa di personalità che "ricoprono incarichi pubblici". Tutto parte dalla confessione dell'imprenditore agrigentino Massimo Campione. Crocetta: "Azzerare tutto il cda dell'Ast"Il pm Petralia: "Così funzionava il sistema" guarda il video


, Cronaca
Salvatore Marranca, Dario Lo Bosco e Giuseppe Quattrocchi
PALERMO - Arresti eccellenti in Sicilia. Ai domiciliari finiscono tre funzionari pubblici: Dario Lo Bosco, presidente di Rfi, Rete ferroviaria italiana, nonché presidente dell'Ast ed ex commissario della Camera di commercio di Catania; Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi, entrambi dirigenti del Corpo forestale. Sono indagati per concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Secondo l'accusa, Quattrocchi e Marranca avrebbero incassato tangenti rispettivamente per 149 mila e 90 mila euro. Ammonta invece a poco più di 58 mila euro il prezzo della presunta corruzione del presidente di Rfi. 

Il blitz potrebbe essere l'inizio di un terremoto nella pubblica amministrazione siciliana.Sono in corso, infatti, decine di perquisizioni e sequestri negli uffici del Corpo forestale della Regione siciliana nella sede di Rete ferroviaria italiana a Roma, ma anche negli uffici palermitani dell'Ast, l'Azienda siciliana dei trasporti. Perquisizioni anche a casa di numerosi altri indagati. Alcuni di loro, dicono gli investigatori, "ricoprono importanti cariche pubbliche". Chiaro segno di un'inchiesta destinata ad allargarsi a macchia d'olio.

I poliziotti hanno in mano una lista che fa tremare la Sicilia. Ci sarebbero anche i nomi di politici e le tangenti pagate. Perché è un grosso giro di mazzette che avrebbero scoperto gli uomini guidati dal capo della Mobile, Rodolfo Ruperti, e dal dirigente del sezione Reati contro la pubblica amministrazione, Silvia Como. L'inchiesta è partita dall'appalto da 26 milioni di euro aggiudicato per ammodernare la comunicazione della Forestale. La cosiddetta "Dorsale digitale". E qui sarebbero entrati in gioco i due dirigenti.

Nelle scorse settimane gli agenti, coordinati dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Dino Petralia e dal sostituto Claudio Camilleri, avevano fermato in aeroporto l'imprenditore agrigentino Massimo Campione, titolare di un'impresa di costruzioni, strade e impianti eolici. Nella borsa aveva una cartella scritta al computer con una serie di nomi, cifre e date. Secondo gli inquirenti, si tratterebbe della lista delle mazzette pagate dalla sua impresa per aggiudicarsi l'appalto. Non a caso l'operazione è stata chiamata "Black List". Campione a quel punto ha subito deciso di mettersi a disposizione dell'Autorità giudiziaria. Assistito dagli avvocati Nino Caleca e Diego Guzzino, ha scelto di raccontare i segreti di un'economia malata.

Non è tutto, però. Perché l'inchiesta si è subito estesa, visto che Lo Bosco, docente universitario originario di Raffadali, non si è occupato di questo appalto, ma di un progetto che prevedeva di piazzare dei sensori per seguire la corsa dei treni.

Il governatore Crocetta segue la vicenda da Tunisi, dove è impegnato in una missione istituzionale. "L'azzeramento del Cda - dice all'Ansa il governatore - è necessario, tra l'altro Lo Bosco era in scadenza di mandato. Nel giro di pochi giorni saranno ricostituiti gli organismi. Non appena riceveremo le comunicazioni dalla Procura - aggiunge il governatore - provvederemo immediatamente a sospendere i due funzionari del Corpo forestale arrestati per tangenti e valuteremo, leggi alla mano, se ci saranno le condizioni per il licenziamento".

AGGIORNAMENTO: Nel registro degli indagati figurano anche i nomi di Giovanni Tesoriere, preside della facoltà di Ingegneria dell'università di Enna, Pietro Tolomeo, ex dirigente generale della Forestale, Libero Cannarozzi, dipendente del corpo forestale, di Massimo Campione e della sua compagna Maria Grazia Butticé.



http://livesicilia.it/2015/10/29/appalti-e-mazzette-arresti-eccellenti-in-cella-il-presidente-di-rete-ferroviaria-italiana_679128/





Repost 0

Presentazione

Link