LA STAMPA
"No a parentopoli in Tribunale
Incarichi solo a chi è capace"
Palermo, circolare del nuovo presidente della sezione che amministra i beni
confiscati
PALERMO. La parentopoli non è solo nelle Università o nelle aziende pubbliche
ma pure nei Tribunali: il nuovo presidente della sezione misure di prevenzione di
Palermo è così costretto a mettere per iscritto che, «allo scopo di garantire la assoluta trasparenza», gli amministratori giudiziari dei
beni di mafia sequestrati e confiscati saranno invitati a «selezionare i
collaboratori solo in base alla competenza e alla affidabilità, anche etica, escludendo
persone che abbiamo legami di parentela o di intima amicizia con i magistrati o con il personale della cancelleria della sezione».
La circolare è appesa da ieri nella cancelleria della sezione nell`occhio del
ciclone, messa a soqquadro, un paio di settimane fa, da finanzieri alla ricerca
di prove delle «combine» tra giudici e amministratori, sfociate in un`inchiesta
della Procura di Caltanissetta e nell`azzeramento del pool coordinato dalla ormai
ex presidente Silvana Saguto, indagata per corruzione, concussione per
induzione e abuso d`ufficio.
Oggi a
Palermo sbarcherà la prima commissione del Csm, che con ogni probabilità
disporrà i trasferimenti d`ufficio per incompatibilità ambientale.
In attesa del repulisti definitivo, il nuovo presidente della sezione, Mario Fontana, ha dovuto ricordare a coloro che vengono chiamati ad amministrare
patrimoni di centinaia di milioni che certe scelte, sebbene non vietate dalla legge, sono da evitare comunque. Cosa tra l`altro emersa e conclamata da tempo: Silvana Saguto, ad esempio, è moglie di Lorenzo Caramma, ingegnere, già
collaboratore dell`avvocato Gaetano Cappellano Seminara (tutti e tre sono oggi indagati), nella gestione di cinque cave confiscate, affidate
alla sezione del Tribunale presieduta dalla moglie: e anche se Caramma era
stato nominato prima del 2010, quando la moglie non era ancora presidente,
aveva mantenuto gli incarichi anche dopo.
Qualche mese
fa il presidente della Corte d`appello, Gioacchino Natoli, aveva chiesto che
l`anomalia venisse eliminata e l`ingegnere si era dimesso: un
gesto che forse gli ha salvato la vita, perché la settimana scorsa un operaio
che aveva perso il lavoro si è presentato nella cava confiscata Buttitta, a
Trabia,
una ventina di chilometri da Palermo, e ha ucciso due persone.
Una, il
direttore tecnico, era Gianluca Grimaldi. E il duplice delitto aveva fatto
emergere che il geologo era figlio di Elio Grimaldi, cancelliere della sezione
misure di prevenzione: anche lui era stato nominato da Cappellano Seminara,
recordman degli incarichi di amministrazione giudiziaria, accusato di avere «gratificato» la Saguto con incarichi dati a Caramma in mezza Sicilia,
per compensi da 750 mila euro, ma anche con regali e denaro che avrebbe
ricevuto Vittorio Saguto, padre della giudice, indagato con l`ipotesi di riciclaggio.
Un altro
caso riguarda Lorenzo Chiaramonte, accusato di abuso d`ufficio per avere
nominato un avvocato al quale era molto legato. E ancora nel mirino
c`è la scelta di Walter Virga, figlio di un ex consigliere del Csm, Tommaso,
entrambi indagati perché il padre - sostiene l`accusa - avrebbe rallentato
esposti contro la Saguto. Virga junior, classe 1980, aveva ricevuto l`incarico
di gestire un patrimonio da 800 milioni, con un maxistipendio per sé. Doveva
amministrare pure una concessionaria Bmw, Land Rover e Mini. Il direttore
commerciale scelto da Virga, Giuseppe Rizzo, avrebbe preso per sé una Audi A4 e
una Mini Cooper; uno dei consiglieri di amministrazione, Alessio Cordova, le
avrebbe prese per la mamma e per la suocera, un altro, Dario Majuri, per la moglie. Un collaboratore di Virga, Alessandro Kallinen Garipoli,
avrebbe pensato anche lui alla consorte. Andrea Vincenti, figlio di un ex presidente
della sezione misure di prevenzione, prese una Land Rover: carte alla mano, ha
però spiegato che lo sconto ottenuto era quello ordinario.
RICCARDO ARENA