Chiazza di petrolio nel mare di Isola
UNA sversamento di liquido oleoso, forse petrolio, e a Isola delle Femmine il rischio di un disastro ambientale. I primi avvistamenti della macchia nella zona dei Cantieri Politi, al
porticciolo, sono di lunedì sera, dopo l' abbondante pioggia caduta nella stessa giornata. «Si tratta di una macchia piuttosto estesa, verosimilmente catramosa o petroleosa» spiega Giuseppe
Sunseri, ricercatore dell' Ispra, Istituto superiore di Protezione e Ricerca ambientale. «Siamo in una zona particolarmente sensibile, all' interno del perimetro dell' area marina protetta tra
Capo Gallo e Isola delle Femmine. La parte più importante di questa zona ha un equilibrio assolutamente delicato: qui abbiamo una rara conformazione che chiamiamo marciapiede a vermetidi. È uno
dei tre esempi presenti nel Mediterraneo: gli altri sono in Israele e nel sud della Francia» spiega ancora Sunseri. «Questo tipo di marciapiede - prosegue il ricercatore dell' Ispra - pare un
marciapiede roccioso, roccioso liscio, ma in realtà è costituito da un' infinità di gasteropodi, conchigliette che arrivano sulla linea di costa saldandosi l' un l' altro per costituire il
marciapiede come strategia per assorbire meglio l' ossigeno del mare». La macchia, intanto, mette a rischio l' ecosistema. «È a rischio la salute del mare, ma anche quella umana: col petrolio
vi sono rischi legati al formarsi di patologie cancerogene e legate alla pesca. Bisogna intervenire immediatamente, ma questo ancora non è accaduto in due giorni, soprattutto tenendo conto che
siamo in una riserva marina da preservare», dice Marco Toccaceli, biologo marino. «La Guardia costiera è intervenuta già l' altra sera e stamattina (ieri, ndr) i tecnici dell' Arpa hanno
effettuatoi necessari prelievi. Credo proprio si tratti di petrolio», dice l' ammiraglio Ferdinando Lavaggi, direttore marittimo della Sicilia occidentale. Tra le prime ipotesi sulle possibili
origini della macchia ampia qualche decina di metri, uno scarico di petrolio nel deposito di un distributore di benzina non più attivo che, con la pioggia, sarebbe finito in mare. -
GABRIELE ISMAN