Interrogazioni parlamentari
all’ARS per accertare le responsabilità delle gravi omissioni che si sono
registrate nella Regione Siciliana, dal 2002 fino al 2007, in materia di
prevenzione dall’inquinamento atmosferico.
All’Assemblea Regionale Siciliana
sono stati presentati specifici atti ispettivi, da parte di parlamentari sia di
maggioranza (PDL) che di opposizione (PD), con i quali è stato chiesto al
Governo di individuare i responsabili delle omissioni in materia di tutela
dall’inquinamento atmosferico recentemente contestate alla Regione Siciliana
dall’Unione Europea e dal Ministero Ambiente. Gli interroganti, nello
stigmatizzare che “la mancata adozione di iniziative obbligatorie previste dalla
legge a tutela della salute dei cittadini integra responsabilità di tipo
amministrativo, civile, penale e contabile”, chiedono di sapere:
- perché la Regione Siciliana non abbia dato seguito agli adempimenti citati, e quali accertamenti siano stati fatti in merito ai fatti riportati dalla stampa e dai media; - quali iniziative siano state prese dagli organi competenti per superare le violazioni contestate alla Sicilia dal Ministero Ambiente e dall’Unione Europea; - quali iniziative siano state prese per garantire e proteggere i cittadini, ai fini della tutela della salute pubblica e dell’ambiente; - quali iniziative siano state prese per informare correttamente la popolazione in merito allo stato della qualità dell’aria; - quali uffici avevano il compito di dare seguito agli adempimenti in oggetto; - quali provvedimenti siano stati presi nei confronti di funzionari e dirigenti dei servizi responsabili delle violazioni contestate dal Ministero Ambiente e dall’Unione Europea; - se sia stata trasmessa la necessaria informativa all’Autorità Giudiziaria ed alla Procura Regionale della Corte dei Conti per l’accertamento delle responsabilità correlate.
Il responsabile pro tempore del
Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico”, dott. Salvatore Anzà, ha
predisposto gli atti propedeutici alla risposta del Governo confermando che
risultano avviate nei confronti dell’Italia, a causa di omissioni della Sicilia,
due procedure di infrazione (Procedura
1 e Procedura 2) per la
violazione delle Direttive 96/62/CE e 99/30/CE, una procedura di infrazione per
la mancata elaborazione – con riferimento agli anni 2005 e 2006 – dei piani e
programmi previsti dall’art. 8 del D. Lgs. 351/99 in attuazione della Direttiva
96/62/CE (Procedura 3), e una
ulteriore procedura per il mancato rispetto dei limiti in vigore dal 2005 per le
polveri sottili (Procedura 4), in
violazione della Direttiva 99/30/CE.
Dopo aver rilevato che le contestazioni dell’Unione Europea fanno riferimento a omissioni maturate in un periodo (2002-2007) durante il quale il responsabile dell’ufficio era il dott. Gioacchino Genchi – omissioni tanto rilevanti da indurre persino l’On.le Assessore Regionale al Territorio e Ambiente, On.le Cascio, ad intervenire nel 2005 con una formale messa in mora del dirigente del servizio (nota n. 5001 del 27/10/05) – il dott. Anzà ha evidenziato come attualmente il dipartimento abbia quasi completato una lunga e complessa azione di recupero che dovrebbe concludersi, entro maggio 2009, con la completa attuazione degli adempimenti richiesti dall’Unione Europea, in linea con quanto previsto dal Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente adottato con il D.A. 176/GAB del 9 agosto 2007. |