N. - Chiarimenti sulle inadempienze riguardanti
il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’Aria
DESTINATARI:
Al Presidente della Regione, all'Assessore
del territorio e dell'ambiente,
TESTO
Rilevato che
più di 5 anni fa, il 21 novembre
2007, Legambiente Sicilia denunciava in una conferenza stampa, che il Piano
Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente,
approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore
al Territorio e Ambiente Rossana Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano
della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli,
paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri
Enti ed Amministrazioni;
gli autori, coordinati dal
dirigente responsabile del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico”
del Dipartimento Ambiente, Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti che
quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla
Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano
generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali
del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano” della Regione
Siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamento domestico a
causa della rigidità del clima, l’incremento delle piste ciclabili lungo gli
argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani
al fine del miglioramento del traffico urbano, la persistenza delle Comunità
montane, ecc.;
la vicenda suscitava, a causa dei
suoi risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e
nell’opinione pubblica regionale e nazionale, attirando persino l’attenzione
della trasmissione satirica Striscia la notizia che vi dedicava un esilarante
servizio, nel corso del quale il dirigente generale del Dipartimento Ambiente,
Pietro Tolomeo, per giustificare l’abnormità dei fatti, arrivava a definirli
frutto di “pochi refusi”, tuttavia lasciandosi scappare che “nel copiare può
succedere”;
l’Assessore Interlandi nominava
una commissione d’inchiesta per gli accertamenti del caso e delle
responsabilità, ma la commissione, di fronte all’imbarazzante situazione, si
trincerava dietro un’enigmatica astensione dal rilasciare una qualsiasi
relazione
a distanza di circa 4 mesi
l’Assessore Interlandi, con il decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, riteneva di
sanare le abnormità con la semplice eliminazione dal testo del Piano dei
riferimenti più spiccatamente “padani”, ma lasciando inalterate le altre parti
interamente copiate.
Considerato che
il c.d., Piano regionale di coordinamento per la
tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana, vale a dire un
documento frutto di un mero assemblaggio, operato con il metodo del copia ed
incolla, di porzioni di documenti di varia estrazione e provenienza, alcuni dei
quali persino di scarsa attinenza e molti altri anche temporalmente superati
(basti considerare che il Piano della Regione Veneto risaliva all’anno 2000 ed
era stato bocciato dalla Comunità Europea), tutto può definirsi fuorché un
documento di programmazione e pianificazione in materia di tutela e risanamento
della qualità dell’aria;
nessun provvedimento risulta essere stato
intrapreso nei confronti dei responsabili della redazione del Piano copiato;
detto Piano continua inspiegabilmente e poco
decorosamente a risultare un documento ufficiale della Regione Siciliana e ad essere inserito nel sito istituzionale
dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, senza che i vertici politici
dell’Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento Ambiente ed i
responsabili dell’ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto di
intervenire al fine della sua revoca;
a fine gennaio di quest’anno il
Tribunale di Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza n. 5455/2012, con
la quale si sancisce che il c.d. Piano regionale per la tutela della qualità
dell’aria contiene “vistose copiature
di un piano di un’altra regione” e si condanna ad 1 anno e 8 mesi di
reclusione l'allora responsabile del Servizio 3 del Dipartimento Ambiente e
coordinatore del Piano copiato dott. Salvatore Anzà, poichè nell'esercizio
delle sue funzioni aveva redatto e inviato a diversi Enti pubblici, regionali e
ministeriali, una serie di note su carta intestata dell'Assessorato al
Territorio e Ambiente dai contenuti opinabili in danno di Legambiente e del suo
Presidente Regionale arch. Domenico Fontana per aver essi smascherato la
copiatura del Piano;
lo scorso 13 marzo il GUP del Tribunale di Palermo
ha rinviato a giudizio, proprio per non avere mai adottato un vero Piano di
risanamento della qualità dell’aria, nonostante fossero a conoscenza dei dati
allarmanti sulla qualità dell’aria, gli ex Presidenti della Regione, Totò
Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro tempore
dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Cascio, Rossana
Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, ed il processo si aprirà il
prossimo 3 giugno.
si chiede di conoscere
- quali iniziative ritenga di voler adottare, ed in
che tempi (dopo quasi 6 anni) per la revoca immediata del Piano copiato;
- come intende procedere per fare emergere le
responsabilità degli autori e le coperture di cui gli stessi hanno potuto
godere nel corso di questi anni, anche come segnale forte di abbandono di un
deleterio modus operandi;
- per quali motivi il Piano copiato ha continuato
fino ad ora a fare bella mostra sul sito istituzionale dell’Assessorato al
Territorio e Ambiente senza che nessuno sia intervenuto al riguardo nonostante
a conoscenza della copiatura e quindi della non conformità, il tutto ancor più
aggravato dall’intervenuta condanna penale a carico del responsabile della
redazione della copiatura del Piano;
- per quali motivi sono rimaste senza risposta, a
distanza di oltre 4 mesi, le richieste di ritiro del Piano inoltrate
all’attuale assessore al territorio da parte di Legambiente e della CGIL,
ulteriormente sollecitate, anche con formale diffida, dalle associazioni
Comitato Cittadino Isola Pulita, AugustAmbiente, Italia Nostra, WWF Palermo, disattendendo
le norme sui procedimenti e sulla trasparenza amministrativa di cui alla L.R.
5/2011;
- se sono stati intrapresi provvedimenti nei confronti
del dott. Salvatore Anzà a seguito della sua condanna e se il Governo intenda
costituirsi parte civile nel processo contro gli ex Presidenti della Regione,
Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, e gli ex assessori al territorio e ambiente,
Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, che
si aprirà il 3 giugno prossimo presso il Tribunale di Palermo;
- quando intende adottare un vero Piano regionale
di risanamento
della qualità dell’aria.
(Gli interpellante chiedono lo svolgimento
con urgenza)
(15 Aprile 2013)
Firmatari:Stefano Zito (M5S)
Cancelleri Giovanni Carlo
N. 0000 - Qualità dell’aria e probabile aumento di
tumori nella provincia di Siracusa. Proposta di un decreto ad hoc per gli
inquinanti di origine petrolchimica e di un Piano di Risanamento dell’aria
DESTINATARI:
Al Presidente della Regione, all’Assessore
per il territorio e l’ambiente, all’Assessorato per la Salute.
TESTO
Premesso che:
Con decreto legislativo n. 155 del 13 agosto 2010 (So n. 217 alla Gu 15
settembre 2010 n. 216), attuazione della direttiva 2008/50/Ce, sostituente a
sua volta le disposizioni di attuazione delle direttiva 2004/107/Ce nonché le
recenti normative fra cui il D.M. 60/2002, relativa alla qualità dell'aria
ambiente e per un'aria più pulita in Europa, gli inquinanti che raggiungono il
valore limite ovvero il livello fissato in base alle conoscenze scientifiche,
incluse quelle relative alle migliori tecnologie disponibili, al fine di
evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana o per
l'ambiente nel suo complesso, che deve essere raggiunto entro un termine
prestabilito e che non deve essere successivamente superato, sono le
concentrazioni di biossido di zolfo (SO2), biossido di azoto (NO2),
benzene (C6H6), monossido di carbonio (CO), ozono (O3),
piombo (Pb), PM10 (polveri sottili), PM2.5 (polveri
ultrasottili), metalli pesanti, tra cui: arsenico (As), cadmio (Cd), nichel
(Ni), mercurio (Hg) e tra gli Ipa solo il benzo(a)pirene (BaP), che secondo lo
Iarc è l’idrocarburo policiclico aromatico classificato come “probabile”
cancerogeno.
Le stime della Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) indicano che nove persone su centomila esposte ad
una concentrazione di 1 ng/m3 (1 nanogrammo è un miliardesimo di
grammo) di benzo(a)pirene sono a rischio di contrarre il cancro.
Il benzo(a)pirene nel 2010 e nel
2011 è stato riscontrato a Priolo e a Scala Greca in concentrazioni superiori
al limite di legge (vedi relazione scientifica in allegato).
L’Occupational Safety and Health
Administration (OSHA) ha stabilito un limite di 0,2 mg di IPA per m3
d’aria.
Il National Institute for
Occupational Safety and Health (NIOSH) raccomanda che i livelli nell’aria siano
inferiore a 0,1 mg/m3 per un giorno lavorativo di 10 ore nell’ambito
di 40 ore settimanali di lavoro.
A quanto pare l’Asp di Siracusa ai
lavoratori esposti fa effettuare solo le analisi di routine.
Con decreto regionale
n. 888/17 (oggi del 14.06.2006) invece oltre a disciplinare in atmosfera SO2,
NO2, O3, PM10 e PM2, si rilevano
gli NMHC (idrocarburi non metanici) e il Toluene-etil Benzene O-M-P Xilene.
Questo decreto stabilisce delle
soglie oltre le quali devono essere operate delle azioni correttive alle
emissioni da parte delle Aziende operanti nel comprensorio industriale del
Siracusano. Sulla base dei dati prodotti dalla Rete Interconnessa (Arpa-Provincia-Cipa),
istituita per il controllo dell’inquinamento atmosferico, ogni ora una routine
verifica, secondo gli algoritmi di calcolo contenuti nel Decreto, se vi sia un
superamento delle “soglie” previste per l'attivazione dei “Livelli di intervento”.
Gli interventi previsti, come detto,
mirati a prevenire fenomeni di degrado della qualità dell’aria, si articolano
su tre livelli a seconda delle concentrazioni raggiunte dalle diverse sostanze
monitorate (SO2, NO2
e O3, se associato a un superamento
di NMHC). Più alto è il livello delle concentrazioni rilevate maggiore è il
livello di intervento che viene diramato e più energiche sono le azioni di
contenimento delle emissioni che le Aziende devono mettere in atto.
Gli inquinanti atmosferici menzionati sono quelli elencati nell’allegato I
della Direttiva 96/62/CE, come modificata nella Decisione 2001/752/CE.
Osservando entrambi i Decreti si notano delle grosse
inadempienze, nel senso che sia il Decreto n. 155/2010 sia il Decreto 888/17 non
fissano i valori limiti per la maggior parte degli inquinanti di origine
petrolchimica, come i mercaptani, l’acido solfidrico (H2S), gli
idrocarburi policiclici aromatici quali: benzo(a)antracene,
benzo(K)fluorantene, dibenzo(a,h) antracene, indeno(1,2,3-cd)pirene, definiti
dallo Iarc come “possibili” cancerogeni, e per quanto riguarda il benzene
(idrocarburo aromatico volatile), si rilevano soltanto il limite annuale (5
μg/m3 ) e non quello orario giornaliero, che a quanto pare nell’anno
2009 e 2010 alla Sasol (Augusta) raggiungeva dei picchi orari spaventosi (300 μg/m3
) piuttosto significativi. Dalla letteratura si evince che brevi esposizioni di
5-10 minuti a livelli molto alti di benzene nell’aria (10000-20000 ppm) possono
condurre alla morte. Livelli di concentrazione più bassi (700-3000 ppm) possono
causare vari sintomi come sonnolenza, aumento del battito cardiaco, tremori,
confusione e perdita di coscienza.
Concentrazioni minori, ma più prolungate nel tempo,
possono alterare la memoria e certe capacità psichiche. Il benzene è
responsabile di disturbi e di un effetto irritante sulla pelle e sulle mucose
(oculare e respiratoria in particolare).
Rilevato che:
L’esposizione al benzene è stata anche collegata al
danno ai cromosomi, la parte delle cellule responsabile dello sviluppo delle
caratteristiche ereditarie e a danni a livello degli organi riproduttivi.
Uno studio condotto dall’equipe di Paolo Crosignani,
direttore dell’Unità Operativa Registro Tumori dell’Istituto Nazionale Tumori
di Milano, ha verificato la correlazione tra la concentrazione di benzene e
l’insorgenza di leucemie infantili.
Studi recenti (Cocima, 2013) dimostrano come questa
sostanza provenga sia dalle emissioni convogliate e controllate sia,
soprattutto, dalle emissioni diffuse e fuggitive: dai parchi serbatoi di
benzine e gasoli per evaporazione, dalle torce, dagli impianti per perdite
varie o per incidenti, incendi compresi. Dispersioni per lesioni dei serbatoi e
di alcune condotte hanno determinato l’inquinamento dei suoli e delle falde
(Aureli, 1985; Arpa 2002; Arpa 2012).
Nell’anno 2010-2011 sia a Priolo che
a Scala Greca sono state riscontrate, sulle polveri (PM10), concentrazioni di
benzo(a)antracene, benzo(K)fluorantene, di benzo(a,h)antracene,
indeno(1,2,3-cd)pirene del valore limite superiore a 1 ng/m3, ma non
essendoci un valore limite fissato dagli attuali Decreti, non sappiamo che
danno hanno comportato alla salute umana
.
Per quanto attiene
all’acido solfidrico, altra sostanza non normata, in data 19/08/2011 si è
riscontrato un picco di 73.2 µg/Nm3 e in data 01/06/2012 una
concentrazione 65.3 µg/Nm3 riscontrato a Melilli (SR). Da letteratura mette
in evidenza una soglia olfattiva di circa 7 µg/Nm3 e un limite di
esposizione consigliato dall'OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) di 150 µg/Nm3
come media nelle 24 ore.
Nel polo petrolchimico siracusano dal mese di
dicembre 2011 al mese di luglio 2012 è stato dimostrato dagli organi di
controllo preposti, a seguito di diversi eventi e/o incidenti rilevanti, che
l’H2S fuoriesce dalle raffinerie, in particolare: sistema torce,
impianti di trattamento acque di scarico, linee e impianti che processano detto
inquinante. Inoltre è stato rilevato che tutte le aziende del petrolchimico
(Esso, Isab impianti sud, Isab impianti nord, Isab Energy) non sono dotate di
analizzatori che h/24 svolgono funzione di sorveglianza dei livelli di questo gas
negli ambienti di lavoro.
In pratica gli attuali Decreti in materia di
valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente sembrano riconoscere
come inquinanti soltanto le sostanze derivanti da traffico veicolare (SO2; NOx;
O3). E’ come se non si volessero considerare le raffinerie come fonti
principali di inquinamento atmosferico. È come se le aree a rischio in Sicilia
non fossero mai esistite.
Malgrado ciò, nel 1990 l’area del quadrilatero industriale
Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa è stata dichiarata “ad elevato rischio di
crisi ambientale” in conformità alla legge 349 del 08/07/86, in quanto
caratterizzata da gravi alterazioni negli equilibri ambientali (AERCA), quindi,
da sottoporre a risanamento tramite appositi piani. Inoltre è stata
perimetrata, ai sensi della legge 426/1998, sito di interesse nazionale (SIN),
dunque, da sottoporre a bonifica e ripristino ambientale, così come le altre 2
aree a rischio siciliane: Gela e Milazzo.
Le sostanze inquinanti non normate che sono state
descritte vengono rilevate dall’Arpa, che oltre a trasmetterle alle autorità
preposte li invia all’Asp 8 di Siracusa. L’Asp, in qualità di organo competente
per la protezione della salute umana a quanto sembrerebbe non correla i dati con
i tumori nella provincia di Siracusa. È chiaro
che da parte dell’Asp oltre all’assenza di un archivio storico dei dati utile
per monitorare negli anni l’andamento delle emissioni inquinanti in atmosfera,
non è ancora stata attivata una forma incisiva di monitoraggio sanitario.
Nel 2001 gli studi del RTP (Registro tumori provinciale)
di Siracusa segnalano una alta incidenza di Malformazioni Congenite nell’area
di Augusta e dintorni. I tassi più elevati si raggruppano in un cluster
comprendente la zona costiera che si sviluppa da Augusta a Siracusa fino ai
comuni del più vicino retroterra, anche a seguito di altre segnalazioni parte
una indagine della Procura di Siracusa. Si riscontra una forte contaminazione
da mercurio nella rada di Augusta(per
illeciti smaltimenti dall’impianto Cloro-Soda dell’Enichem, oggi Syndial). Tant’è
che l’azienda colpevole ma non imputata dona a 101 famiglie, che avevano avuto
figli malformati, undici milioni di euro.
Nel 2003 vengono pubblicati i risultati di uno studio
(Nicotra, 2007) di monitoraggio della rada, i cui sedimenti marini erano
contaminati di metalli pesanti, tra cui il mercurio 22 volte il limite
tabellare, e idrocarburi policiclici aromatici superiori al valore di
riferimento.
Nello stesso anno, da
una perizia della procura di Siracusa viene fuori che le concentrazioni di mercurio
nei capelli delle donne di Augusta (1,45 mg/g) sono risultate maggiori che
nelle donne di Catania (1,14 mg/g) con differenze statisticamente significative
(p 0.01).
Volendo
ricorrere a confronti con aree geografiche coinvolte in passato da gravi
contaminazioni da mercurio, i valori osservati ad Augusta si collocano tra
quelli osservati a Minamata (1,76 mg/g) e quelli osservati ad Elubo nel Ghana(1,21 mg/g).
Per quanto riguarda i tumori, dal 1999 al 2002, si afferma
che il Distretto con la più alta incidenza di Tumori è quello di Augusta, i cui
valori tra i maschi si attestano ben oltre quelli del Pool Italia. Tra le sedi
neoplastiche in eccesso: i Tumori di Fegato (M-F), Pancreas (M-F), Polmoni (M),
Melanomi (F), Torace (M), Pleura (M-F), Utero, Ovaio, Encefalo (M-F), Tiroide
(M-F), Linfomi H (F) e Mielomi (F). In tutto 12 Sedi Tumorali che, con poche
eccezioni, collocano Augusta nell’ambito di un profilo epidemiologico tipico
delle aree fortemente industrializzate.
Al 2° posto si colloca il Distretto di Siracusa, i cui TSI
si attestano al di sotto di quelli di Augusta. Tra le sedi neoplastiche in
eccesso: i Tumori di Pleura (M), Utero, Encefalo (M), Tiroide.
Visto e considerato che la qualità della vita di una
comunità dipende essenzialmente dalla caratterizzazione dei siti contaminati, dagli
interventi di bonifica, da un Piano di Risanamento dell’aria che si respira,
ove in Sicilia sono fermi al palo, rispettivamente, dal 2008 (nonostante soldi
pubblici stanziati, 770 milioni di euro) e dal 1999 nonché di un monitoraggio h/24 sanitario sia
delle emissioni che sui lavoratori esposti a inquinanti petrolchimici, soprattutto
di IPA.
PER CONOSCERE SE NON RITENGANO OPPORTUNO
1.
Provvedere alla realizzazione immediata di un Decreto Regionale
ad hoc per le sostanze di derivazione delle raffinerie del petrolchimico site
nella regione siciliana.
2.
Provvedere all’applicazione di un Piano di risanamento ambientale
dell’aria.
La mancanza di un Piano di Tutela e Risanamento della
qualità dell’Aria, del qual fatto vanno individuate e censurate le
responsabilità politiche e burocratiche, costituisce una grave “omissione di
soccorso” nei confronti dei cittadini e dell’ambiente intero. Si ricorda che
per questa inadempienza l’Unione Europea ha avviato una procedura d’infrazione
nei confronti dell’Italia.
3.
Provvedere al’applicazione dell’accordo di programma
per le bonifiche: “Interventi di
riqualificazione ambientale funzionali alla reindustrializzazione e
infrastrutturazione delle aree comprese nel sito di interesse nazionale di
Priolo”.
(Gli
interpellanti chiedono lo
svolgimento con urgenza)
(15 Aprile 2013) Firmatari:Stefano Zito (M5S)
Cancelleri Giovanni Carlo
Cappello Francesco
Ciaccio Giorgio
Ciancio Gianina
Ferreri Vanessa
Foti Angela
La Rocca Claudia
Mangiacavallo
Matteo
Palmeri Valentina
Siragusa Salvatore
Trizzino Giampiero
Troisi Sergio
Venturino
Antonio
Zafarana Valentina
Comitato
Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine
OGGETTO: richiesta informazioni sui
provvedimenti adottati a carico del Dottor Anzà a seguito della condannapenale n. 5055 del
18/10/2012
Il sottoscritto Giuseppe Ciampolillo coordinatore del Comitato Cittadino
Isola Pulita sezione Legambiente di Isola delle Femmine, con la presente chiede
di conoscere, ai sensi della normativa vigente in materia di trasparenza
amministrativa, i provvedimenti che questo spettabile Ufficio ha adottato
nei confronti del dirigentepro
temporedel DipartimentoAmbiente della Regione Sicilia,
Salvatore Anzà,a seguito della
condanna n5455 del 18 ottobre
2012 che lo ha visto condannato a 1 anno e 8 mesi,e che fa seguito alla condanna 2708del2010
depositata il5/3/2010.per
diffamazione ai danni di Giuseppe Messina, portavoce cittadino di
Legambiente, emessadal
Tribunale Civile di Palermo con sentenza
Il sottoscritto avanza tale richiesta in quanto partein
causa in diversi procedimenti
giudiziari connessi all'attività del dottor Salvatore Anzànell'esercizio delle sue funzioni di
dirigente presso il Dipartimento Ambiente.
Giuseppe Ciampolillo coordinatore di Comitato Cittadino Isola Pulita,
Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni:
Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle
Femmine isolapulita@gmail.com 3331017981
Si allega
sentenza
di condanna a
1 anno e 8 mesi n 5455 2012 del
18 ottobre 2012 a
carico del dr. Salvatore Anzà:
sentenza
di condanna per diffamazione del dr. Salvatore Anzà n. 2708 2010
depositata il 5 3 2010 ;
Articolo
Quotidiano di Sicilia Luigi Solarino “Piano dell’aria finisce in tribunale
condannato direttore del progetto”
Isola
delle Femmine 16 aprile 2013
22 aprile 2013 ore 8,36
pio guida pguida@regione.sicilia.it
Gent.mo. Dott. Giuseppe Ciampolillo,
Le comunico che la Sua richiesta è
stata presa in carico dall’ufficio in data 17 aprile 2013 al protocollo
riservato n.380.
Per la regolarità formale della
stessa, ed affinchè la stessa sia presa in considerazione, è necessario
allegare una copia di un suo documento di riconoscimento (che potrà
spedire anche a questo indirizzo e-mail).
Cordiali saluti.
Pio Guida
Dirigente Servizio IV
Ufficio Unico per i Procedimenti
disciplinari
Dipartimento Regionale Funzione
Pubblica
Sicilia – “Respiriamo” ancora l’aria del “Piano aria
pulita del Veneto”
In Sicilia ancora “aria pulita del Veneto”. Forse qualcuno ricorda la
ridicola storia interpretata
dagli uomini di Lombardo che gestivano l’assessorato territorio e ambiente della
regione siciliana. Le risate che la Petrix ha suscitato con le sue “interviste”
dei protagonisti (progettisti, assessore e dirigente regionale). Bene dopo 5
anni dalla “stesura” con copia incolla di quel piano, e dopo che un dirigente è
stato condannato per aver calunniato e ingiuriato persone ed associazioni
ambientaliste, nessun intervento è stato adottato dal Governo regionale per
ridare ai siciliani la possibilità di “respirare” un po’ d’aria della
Trinacria.
Era abbastanza prevedibile che nessun intervento sarebbe stato posto in
essere dal governo (si fa per dire) Lombardo per riparare – se non altro – alla
mala figura, in fondo si trattava di uomini di fiducia del governatore; per
altro aver spostato il dirigente generale dal territorio al Corpo Forestale era
stata già una cosa eccezionale – a sentire il personale del Corpo ne avrebbero
fatto volentieri a meno. Ma che ancora oggi nemmeno il Governo del
rivoluzionario Crocetta ha aperto una finestra per respirare aria di Sicilia, ci
sembra un tantino strano.
Ancora più strano è parso alle associazioni: Legambiente Sicilia, Cgil
Sicilia, AugustAmbiente, Decontaminazione Sicilia, Italia Nostra, Wwf Palermo e
comitato cittadino Isola Pulita; le quali, dopo aver atteso l’inserimento della
Giunta Crocetta, hanno segnalato “l’anomalia” alla nuova amministrazione,
chiedendo all’assessore al territorio e ambiente Maria Lo Bello di chiudere
definitivamente la finestra sul Veneto ed aprire quella sulla Conca d’oro.
Nella lettera delle associazioni si legge:
“A fronte di questa situazione a dir poco paradossale – lettera firmata da
Mimmo Fontana per Legambiente e Antonio Riolo per la Cgil Sicilia – che appare
confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio
dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di
trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi
Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche
come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus
operandi e ad un sistema
di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra
Regione”.
A NOI AMBIENTALISTI Siciliani l’idea di realizzare le “piste ciclabili sfruttando argini di fiumi e
canali” ci aveva insospettito NON POCO e
quindi……….
“PUO’ RITENERSI ACCERTATO CHE IL PIANO CONTENEVA SE NON
ERRORI, COMUNQUE VISTOSE COPIATURE DI UN PIANO DI ALTRA REGIONE“
La teste Interlandi Rosanna, all’epoca dei fatti Assessore
Regionale per il territorio ed Ambiente, la quale ha spiegato che all’Anzà era
stata affidata la redazione del “Piano regionale per la tutela della qualità
dell’aria” che era stato pubblicato ad agosto 2007 sul sito dell’Assessorato.
Il piano era stato elaborato con ritardo rispetto ai tempi
dovuti, ritardo per il quale era stata attivata un procedura comunitaria per
infrazione.
Era però emerso che il “Piano regionale per la tutela della
qualità dell’aria” oltre a contenere ERRORI DI SINTASSI vari, era una COPIATURA
di un precedente piano redatto per la regione
Veneto e tale circostanza risultava da una serie di INDICAZIONI e
RIFERIMENTI che erano del tutto ILLOGICI ed INCONGRUI ove riferiti al
territorio siciliano.
In particolare si faceva riferimento alle immissioni
atmosferiche derivanti dall’uso dei riscaldamenti domestici dovuti al CLIMA
RIGIDO, si indicava quale soluzioni dell’inquinamento da traffico il
potenziamento delle PISTE CICLABILI da realizzare sugli ARGINI DEI FIUMI CHE
ATTRAVERSANO I CENTRI STORICI e, in alcuni casi si trovava addirittura il link
della Regione Veneto (pag 14 verbale del 24.11.2011).
Appare quindi evidente che non possono ritenersi credibili i
testi Barbaro e Tolomeo che hanno parlato di correzioni effettuate dalla
segreteria e nel tempo di ventiminuti – mezz’ora; ma soprattutto appare
evidente che gli errori del “Piano regionale per la tutela della qualità
dell’aria”, non potevano essere semplici “refusi”, giacchè non potrebbe
logicamente giustificarsi la creazione ad hoc di una commissione composta da
tre soggetti che ha lavorato per quattro mesi, per la correzione di un
elaborato di appena 385 pagine, compresi gli allegati.
….lungi da essere meri refusi come dichiarato
eufemisticamente da testi interessati
anche ad escludere ovvero attenuare proprie responsabilità amministrative, erano vere e proprie
COPIATURE.
Peraltro, nello stesso “decreto di correzione relativo al
piano regionale per la tutela della qualità dell’aria” si legge di “comunità montane”, “argini di
fiumi e vcanali”, “intero territorio pianeggiante della regione”, “bacino
aerologico padano” eccc..
….il “Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria”
conteneva effettivamente degli errori che per la loro evidenza e natura erano
tali da rendere legittime le critiche…..
Per quanto riguarda la commisurazione della pena, rileva
questo Giudice che NON si ravvisano motivi per la concessione delle circostanze ATTENUANTI e ciò sia per
motivi processuali che per motivi sostanziali.
…Infatti la vicenda presenta profili di indubbia
gravità……….per formulare offese personali connotate da una fortissima violenza
verbale, violenza di cui l’IMPUTATO non è sembrato neppure rendersi conto nel
corso del suo esame dibattimentale.
DICHIARA Anzà Salvatore responsabile del REATO continuato a
lui ascrittoi e lo CONDANNA ALLA PENA di UNO ANNO e MESI OTTO di RECLUSIONE, oltre che al pagamento delle
spese processuali………….
Sentenza n. 5455/2012
emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice Monocratico, sez. quarta
penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del 18.10.2012, di condanna a un
anno e otto mesi di reclusione, nei confronti di Anzà Salvatore EX DIRIGENTE
ASSESSORATO TERRTORIO AMBIENTE DELLA REGIONE. L’accusa: diffamazione in relazione alle posizioni assunte
dall’associazione sul Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della
Qualità dell’aria .
PALERMO - Con sentenza n° 5455/12 il dirigente regionale Salvatore Anzà è stato condannato ad 1 anno e 8 mesi di reclusione per diffamazione per mezzo di atti pubblici del suo ufficio dell’Assessorato Territorio e Ambiente, unitamente al pagamento delle spese processuali. Dal giudice non sono state concesse le attenuanti generiche.
Tutto partì da una conferenza stampa del 21 nov. 2007 nel quale Legambiente denunciò che il Piano Regionale di Coordinamento per la Tutela della Qualità dell’Aria, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’Assessore al Territorio e Ambiente Rosanna Interlandi, era un copiato da un simile piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, che già era stato bocciato dalla Comunità Europea, nonché una mescolanza di capitoli, paragrafi, e contenuti. integralmente ripresi da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni.
Legambiente, il suo presidente regionale Domenico Fontana ed i partecipanti a quella conferenza del 21 novembre 2007, mediante diverse note redatte su carta intestata del Dipartimento Ambiente, divennero bersaglio di attacchi da parte dell’Anzà che a seguito delle note indirizzate agli ambientalisti venne dagli stessi querelato.
La condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione inflitta con sentenza di condanna è stata sospesa, poiché essendo il dr. Anzà incensurato è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Sentenza
n. 5455/2012 emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice
Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del
18.10.2012, di condanna aun anno e otto mesi
di reclusione, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore, parte offesa Legambiente
Comitato Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana,
per le diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi
offensive riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione
e del presidente Regionale arch. Domenico Fontana. E il procedimento aperto in
relazione alla denuncia di Legambiente per le note inviate dall’Anzà a
vari enti, in relazione alle posizioni assunte dall’associazione sul Piano
Regionale di Coordinamento per la tutela della Qualità dell’aria . Scarica l'intera sentenza in pdf