RELAZIONE PIANO REGOLATORE GENERALE ARCHITETTO ALIQUO'
Come si evince dalla Delibera del Consiglio Comunale n 33 nella seduta (1.8.07) dello stesso è stato deliberato l’adozione del Piano Regolatore Generalee delle Norme di Salvaguardia di Isola delle Femmine con sei voti a favore Rubino,Pagano,Gradino,Stefanini del Gruppo Insieme e i consiglieri di Isola Democratica Micali e Crisci. Hanno votato contro i Consiglieri di Isola per Tutti Riso Rosaria e Pino Favaloro. Hanno abbandonato l’aula al momento della votazione i consiglieri di Insieme Bruno e Aiello Giuseppe.
Cosa che è sembrato alquanto strano la dichiarazione di incompatibilità dei consiglieri di Isola per Tutti Cutino Marcello, Lucido, Scavarelli, Virga e il Presidente del Consiglio Riso Napoleone, c’è da dire che i consiglieri dichiaratosi incompatibilità già in precedenza avevano partecipato alla discussione presentato emendamenti che l’assemblea aveva messo in votazione a questo punto si dichiarano incompatibili. Qualcuno probabilmente deve dare delle spiegazioni ai cittadini di Isola visto che oltretutto hanno goduto dei gettoni di presenza. Già il Presidente del Consiglio Letizia Micali sin dall’inizio dell’iter del PRG aveva chiesto, così come da verbale di sedute, ai consiglieri di dichiarare la loro incompatibilità.
Silenzio nessuno parla!
Non pensiamo certo che sia soltanto per una questione economica. PERCEPIRE il gettone di presenza.
Nessuno ci ha spiegato perché la consigliera Riso Rosaria non si è dichiarata incompatibile visto che risulta essere intestataria di terreni facenti parte del territorio di Isola delle Femmine.
Senz’altro siamo di fronte ad una dimenticanza!
PREMESSA
Affidamento incarico per la elaborazione del PRG con deliberazioni di G.C. n° 150 del 10.12.99 e n° 157 del 21.12.1999, riscontrate legittime dal CO.RE.CO. Sez. Provinciale di Palermo, nella seduta del 09.02.2000, l’A.C. ha conferito l’incarico per la rielaborazione totale del P.R.G. e del Regolamento Edilizio del Comune di Isola delle Femmine al sottoscritto Arch. Angelo Aliquò, nato a Palermo il 16.01.1968, domiciliato a Palermo, Via XX Settembre n°69, codice fiscale LQA NGL 68A16 G273 V, regolarmente iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo al n° 2946, libero professionista, approvando, altresì, ildisciplinare di incarico redatto in conformità allo schema di disciplinare approvato con D.A.17.05.1979 n° 91 ed integrato con D.A. 01.02.1992 n° 64.
Direttive Generali
Con deliberazione di n° 71 del 29.09.2000, il Consiglio Comunale ha dettato ai sensi del 7°comma dell’art. 3 della L.R. 15/91 le direttive generali per la redazione del PRG, così come formulatedall’UTC nella “Relazione di base per le direttive generali” prot. n° 8591 del 24.07.2000.
Si riporta di seguito la citata “Relazione di base per le direttive generali” prot. n° 8591 del24.07.2000 predisposta dall’UTC.
RELAZIONE DI BASE PER LE DIRETTIVE GENERALI (art. 3 comma 7, L.R. 15/91).
Con nota prot. N° 10249 del 06.10.99, assunta al protocollo di questo Comune al n°12227del 11.10.99, l’Assessore Regionale Territorio e Ambiente, ai sensi dell’art. 4 della L.R. 71/78, ha notificato al Sindaco il voto n° 187 del 23.09.99 con il quale il C.R.U. ha restituito il P.R.G., adottato con deliberazioni del Consiglio Comunale n° 2 del 25.01.94, n° 3 del 29.01.94 e n° 36 del 30.04.94 ed integrato a seguito della elaborazione delle Prescrizioni Esecutive con deliberazioni di C.C. n° 27 del 18.03.97, n° 28 del 24.03.97 e n° 33 del 25.03.97, per la rielaborazione totale.
Pertanto, essendo, ormai, trascorsi più di dieci anni dalla data di approvazione, lo strumento urbanistico approvato con D.A. n° 83/77 è diventato inefficace per la parte che riguarda i vincoli preordinati all’espropriazione.
Preso atto della necessità di procedere alla rielaborazione totale dello strumento urbanistico secondo le indicazioni ed i rilievi contenuti nel predetto voto C.R.U. n°187 del 23.09.99 entro i termini di legge, l’Amministrazione Comunale ha conferito a libero professionista l’incarico per la rielaborazione totale del P.R.G. e del Regolamento Edilizio del Comune di Isola delle Femmine, approvando il relativo disciplinare di incarico redatto in conformità allo schema di disciplinare approvato con D.A. 17.05.1979 n° 91 ed integrato con D.A. 01.02.1992 n° 64 e riservandosi di provvedere con successivo atto deliberativo ad integrare l’incarico di redazione del P.R.G. e del Reg. Edilizio con quello relativo alle Prescrizioni Esecutive di cui all’art. 2 L.R. 71/78, rapportate ai fabbisogni residenziali pubblici, privati, turistici, produttivi e dei servizi connessi di un decennio così come previsto dall’art. 3 comma 8 della L.R. 15/91.
Ciò premesso, sulla scorta delle indicazioni fornite dall’Amministrazione ed in conformità alle disposizioni dell’art. 3, comma 7 della L.R. 15/91, la sottoscritta Ing. Francesca Usticano, Responsabile del X Settore U.T.C. ha predisposto la presente relazione sulla base della quale il Consiglio Comunale potrà adottare le “Direttive Generali” cui il progettista incaricato dovrà
attenersi nella stesura del Piano Regolatore Generale.In tal modo l'amministrazione comunale committente potrà fornire al progettista le indicazioni in base alle quali elaborare una progettazione commisurata alle scelte di pianificazione del proprio territorio, mentre il progettista, seppur nei limiti delle anzidette direttive cui dovrà necessariamente uniformarsi, avrà garanzia di potere esplicare la propria attività professionale al riparo da eventuali stravolgimenti delle scelte progettuali.
La presente relazione è volta, pertanto, ad individuare le problematiche urbanistiche di rilievo per il comune ed i criteri di ordine tecnico-urbanistico da seguire nella elaborazione del P.R.G.
Descrizione dei caratteri del territorio
Il territorio comunale di Isola delle Femmine si estende per Ha 354 circa lungo la fascia costiera e confina con il Mare Tirreno e con i territori dei Comuni di Palermo, Capaci e Torretta.
Dal punto di vista morfologico il territorio in esame si compone di una parte pianeggiante che comprende tutta la fascia costiera e di una parte sub-pianeggiante che si raccorda bruscamente con i rilievi montuosi di Pizzo Mollica (m. 533 s.l.m) sovrastanti l’intero paese.
Il territorio, attraversato longitudinalmente dall’autostrada Palermo-Mazara, dalla strada statale 113 e dalla linea ferrata Palermo-Trapani, risulta nettamente suddiviso in tre fasce:
1. la fascia costiera, compresa fra il mare Tirreno, la ferrovia PA-TP ed il confine con il territorio di Capaci;
2. la zona intermedia, delimitata a valle dalla predetta ferrovia e a monte dall’autostrada;
3. la fascia che si sviluppa a monte dell’autostrada e risulta delimitata dai rilievi montuosi che fanno da coronamento all’intero territorio comunale.
L’abitato di Isola delle Femmine si compone di un nucleo centrale dal tessuto urbanistico ancora individuabile a maglia regolare con stecche di case disposte ortogonalmente alla costa.
Intorno al nucleo centrale sopra descritto si è sviluppato l’attuale centro urbano edificato ed urbanizzato, corrispondente alle cosiddette Zone B.
L’abitato si completa con gli insediamenti residenziali realizzati nelle zone “C” già disciplinate da piani particolareggiati esecutivi e piani di lottizzazioni convenzionati ed, infine, con una serie di costruzioni abusive distribuite un po’ su tutto il territorio comunale, ma caratterizzate anche da alcuni nuclei di concentrazione (ad es. nell’area compresa tra l’autostrada e la ferrovia, a valle della Via dell’Agricoltura).
Il tessuto edilizio si compone, inoltre, di insediamenti industriali ed artigianali prevalentemente ubicati in parte nella fascia compresa tra la ferrovia e l’autostrada ed in parte a monte dell’autostrada.
Tra gli insediamenti industriali spicca per imponenza e rilevanza lo stabilimento della Italcementi, nonché l’area adibita a cava (Raffo Rosso).
Non vanno trascurati, infine, gli insediamenti turistico-alberghieri esistenti lungo la fascia costiera.
In base ai caratteri del territorio e degli abitati sopra descritti, nonché dell'ambiente fisico del territorio, delle caratteristiche ambientali e del patrimonio edilizio, il progettista dovrà individuare le esigenze di assetto e di sviluppo degli stessi, rappresentando l'adeguatezza dello stato di attuazione degli strumenti urbanistici comunali vigenti, in rapporto alla situazione demografica del comune.
Vincoli territoriali
Il territorio comunale risulta gravato dai seguenti vincoli: …….Omissis……
Situazione urbanistica
Il comune di Isola delle Femmine è dotato dei seguenti strumenti urbanistici:
1. P.R.G. approvato, con stralci, con D.A. n° 83 del 14.05.1977 e relativo alle zone omogenee BD- E;
2. P.R.G. delle zone stralciate, approvato con D.A. n° 121 del 24.03.1983;
3. Piano Particolareggiato delle Zone C approvato con delibera di C.C. n° 127 del 07.08.1990(comparti da 1 a 6 ad esclusione del comparto 1);
4. Variante al P.R.G. relativa alla Fascia Costiera approvata con D.A. n° 585 del 11.04.1991.
Con Decreto Assessorato Industria n° 2088 del 13.12.1995 e successivo D.A. n° 159 del18.02.1997 è stato approvato il Progetto della Viabilità a servizio della Z.I. di Isola delle Femmine, collegamento con la viabilità urbana (attuale strada A.S.I.).
Obbiettivi della pianificazione territoriale - Problematiche da approfondire
Ciò premesso, si elencano di seguito le principali problematiche connesse alla pianificazione urbanistica del territorio comunale le quali, così come peraltro sottolineato nel voto C.R.U. n° 187 del 23.09.1999, dovranno formare oggetto di adeguato approfondimento.
Per quanto attiene le zone “B”, occorre rivedere la previsione di attrezzature, definite, nel voto C.R.U., carenti sotto il profilo quantitativo e qualitativo in quanto mal distribuite e molto frazionate.
Una attenzione particolare merita il problema connesso al recupero degli agglomerati abusivi: nel passato, infatti, il territorio ha subito il manifestarsi di un abusivismo diffuso sviluppatosi intorno al pochi nuclei che necessitano, ormai, di un energico intervento di pianificazione mirata al recupero del patrimonio edilizio suscettibile di sanatoria.
Relativamente alle zone “D” occorre effettuare una analisi sullo stato di fatto e di utilizzo degli stabilimenti industriali ed artigianali esistenti, valutando la compatibilità delle zone di espansione con la situazione del costone roccioso e prevedendo la possibilità di incentivare la riconversione degli stabilimenti in disuso.
Occorre esaminare le problematiche connesse all’adozione del Piano Regolatore del Porto, prevedendo il rapporto tra il porto, le aree a ridosso dello stesso e le infrastrutture ferroviaria e autostradale nell’ottica di favorire, attraverso la razionalizzazione dei collegamenti, l’incremento dell’attività turistico-alberghiera che già costituisce una solida presenza nel territorio.
Particolare rilevanza riveste il tema della viabilità, fortemente condizionato dalla presenza dell’autostrada e della ferrovia, nonché dalle condizioni di stabilità del costone roccioso a monte e dal vincolo di inedificabilità ex art. 15 lett. a) L.R. 78/76 nei 150 m. dalla battigia. È innegabile, tuttavia, che il corretto sviluppo urbanistico ed economico di un territorio non può prescindere da un adeguato sistema di infrastrutture e servizi di cui la viabilità rappresenta nodo centrale e volano di sviluppo. Grande attenzione va posta alla questione dello svincolo autostradale nonché allo sblocco definitivo dello svincolo ASI con il collegamento alla rete viabile comunale.
Occorre inoltre che siano inserite nel PRG le previsioni inerenti il raddoppio ferroviario e l’eliminazione dei passaggi a livello.
Sussiste, infine, un rilevante e decisivo interesse nella realizzazione di alcuni progetti di importanza prioritaria per Isola delle Femmine e che potranno diventare, se correttamente indirizzati, uno strumento di sviluppo fondamentale: si tratta dei progetti relativi alla riqualificazione della fascia costiera e al recupero della Cava Raffo Rosso.
A seguito della creazione della Riserva Naturale Orientata dell’Isola di Fuori è opportuno
prevedere occasioni di sviluppo connesse all’attività della riserva.Occorre procedere alla verifica della compatibilità dello previsioni del PRG con programmi di sviluppo ed iniziative di ambito sovracomunale-comprensoriale.
Infine, si pone l’attenzione alla necessità che la revisione del PRG sia adeguatamente supportata da un Regolamento Edilizio e da Norme di Attuazione che siano in grado di indirizzare correttamente l’attività edilizia nelle sue molteplici sfaccettature, ponendosi certamente come strumento di indirizzo e controllo ma nello stesso tempo come utile sussidio sufficientemente flessibile e lungimirante in aderenza alle rinnovate esigenze di una moderna utilizzazione del patrimonio edilizio, nell’ambito del disegno complessivo ed articolato che il nuovo strumento urbanistico andrà a delineare.
Da quanto sopra sinteticamente evidenziato, emerge chiaramente la necessità di fare in modo che la revisione dello strumento urbanistico diventi una preziosa occasione per incidere significativamente sulle direttive dello sviluppo del Comune, e per compiere una svolta decisiva nel tentativo di valorizzare la peculiare vocazione turistica di Isola delle Femmine, attraverso la tutela del patrimonio ambientale e la riscoperta delle tradizioni locali legate alla pesca, senza, tuttavia, perdere di vista le opportunità collegate al potenziale indotto di alcune iniziative ormai in corso di realizzazione (raddoppio ferroviario, approvazione del piano regolatore del porto, asse metropolitano Palermo-aeroporto, ecc).
Isola delle Femmine ha, oggi, l’occasione di rivendicare un ruolo decisivo nell’ambito dell’area metropolitana di Palermo grazie alla propria vicinanza strategica con il capoluogo ed alla capacità manifestata di preservare, tuttavia, una precisa identità di piccolo centro autonomo per tradizioni e cultura.
La revisione del PRG si pone, pertanto, come momento cruciale nel complesso percorso verso un più alto livello di qualità della vita che sia, al tempo stesso, patrimonio da tutelare e obbiettivo da perseguire.
Con nota del 02.04.2002 assunta al protocollo del Comune di Isola delle Femmine al n° 3600, il sottoscritto progettista incaricato, Arch. Angelo Aliquò, ha trasmesso lo schema di massima del PRG, comprendente i seguenti elaborati:
Relazione Generale;
Norme di attuazione;
Regolamento Edilizio;
Cartografie storiche;
TAV. 1 – inquadramento territoriale - scala 1 : 100.000 e 1 : 10.000;
TAV. 2 – Il regime dei vincoli - scala 1 : 5.000;
TAV. 2 e TAV. 2 bis – Il regime dei vincoli – scala 1 : 2.000;
TAV. 3 – Carta tematica – scala 1 : 5.000;
TAV. 4 _ Elevazioni fuori terra – scala 1 : 5.000;
TAV. 5 – Viabilità – scala 1 : 5.000;
TAV. 6 – servizi – scala 1 : 5.000;
TAV. 7 – Zonizzazione – scala 1 : 5.000;
TAV. 7 – Zonizzazione – scala 1 : 2.000;
TAV. 7bis – Aree sottoposte a prescrizione – scala 1:5.000
Il predetto schema di massima, munito dei seguenti pareri:
relazione istruttoria prot. n° 6976 del 18.06.2002 e relazione integrativa prot. n° 11.273 del 08.10.2002 predisposte dall’UTC;
parere favorevole espresso dalla C.E.C. nella seduta del 11.07.2002;
è stato approvato ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 comma 7 della L.R. 3004.91 n° 15 con deliberazione di Consiglio Comunale n° 47 del 12.08.2003.
Ciò premesso, in relazione all’evoluzione della normativa vigente e al verificarsi di nuove condizioni e/o circostanze specifiche a decorrere dalla data di trasmissione dello schema di massima al Comune per l’approvazione, si è proceduto preliminarmente ad effettuare una puntuale verifica di aggiornamento dei contenuti della “Relazione Generale” allegata allo schema di massima, che deve intendersi, pertanto, integralmente sostituita dalla presente relazione.
Capitolo I
1.1 Ricognizione del sistema dei vincoli e prescrizioni sovraordinati di natura ambientale e territoriale.
Il territorio di Isola delle Femmine risulta soggetto ad un regime vincolistico particolarmente complesso sinteticamente visualizzato nell’allegata Tavola 4 – Regime dei Vincoli.
Tale regime vincolistico discende in parte dall’applicazione di disposizioni di legge nazionali e/o regionali, in parte dalla emanazione di specifici provvedimenti amministrativi, a tutela di interessi di varia natura: paesaggistica, ambientale, di igiene pubblica, di sicurezza del traffico, ecc.
Si riporta di seguito l’elenco dettagliato dei vincoli e delle prescrizioni esistenti.
Vincolo a tutela dei beni paesaggistici ed ambientali (D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490 - Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali)
Nella seduta del 02.05.1963 – Verbale n° 21 – la Commissione Provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Palermo deliberò di includere nell’elenco delle bellezze d’insieme ai sensi della legge 29.06.1939 n° 1497 articoli 1, comma IV e 2, una parte del territorio comunale e precisamente:
1. una fascia di m. 10 di profondità a valle ed una fascia di m. 10 di profondità a monte del tratto di autostrada che si sviluppa lungo il territorio di Isola delle Femmine e che si estende dal confine con il territorio del Comune di Palermo fino al confine con il territorio del comune di Capaci;
2. tutto il territorio del comune di isola delle Femmine compreso tra la strada ferrata e il mare nonché l’Isola di Fuori.
Con Decreto dell’Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione del 30.01.1989 tutto il territorio del Comune di Isola delle Femmine è stato dichiarato di notevole interesse pubblico, ai sensi e per gli effetti dell’art. 1, numeri 3 e 4 della legge 29.06.1939 n° 1497 e dell’art. 9, numeri 4 e 5 del relativo regolamento di esecuzione approvato con R.D. 03.06.1940 n° 1357, in conformità alla proposta di vincolo deliberata dalla Commissione Provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Palermo nella seduta del 12.06.1986, modificativa del precedente deliberato del 02.05.1963 della medesima Commissione.
Con l’entrata in vigore della legge 08.08.1985 n° 431 (cosiddetta Legge Galasso) pubblicata sulla G.U.R.I. n° 197 del 22.08.1985, il vincolo paesaggistico di cui alla L. 1497/1939 fu imposto ai territori costieri compresi in una fascia di profondità di 300 metri dalla linea di battigia (articolo 1, lettera a) L. 431/85).
In definitiva, l’intero territorio comunale risulta sottoposto al vincolo a tutela dei beni paesaggistici d ambientali di cui alla L. 1497/39.
Con decreto del Ministro della Pubblica Istruzione del 23.08.1957, trascritto presso la Conservatoria dei RR.II. di Palermo il 19.10.1957 ai n° 25042/21933, è stato imposto il vincolo a tutela delle cose di interesse artistico e storico di cui alla legge 01.06.1939 n° 1089 sulla torre cosiddetta “Torre in Terra” e sull’area circostante estesa mq. 875 circa, individuata al N.C.T. al foglio 1 particella 10, sita in contrada Piano Torre di Pozzillo.
Allo stato attuale, per effetto dell'art. 166, comma 1, del D.L.vo 29 ottobre 1999, n. 490 - Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali – risultando abrogate le disposizioni della legge 1 giugno 1939, n. 1089, il vincolo a tutela delle cose di interesse artistico e storico è ricondotto alla disciplina del citato D.L.vo 29 ottobre 1999, n. 490.
Fascia di rispetto costiero (L.R. 78/76 art. 15)
Con l’entrata in vigore della L.R. 12.06.1976 n° 78, pubblicata sulla G.U.R.S. n° 36 del 16.06.1976, viene imposto il vincolo di inedificabilità assoluta entro la fascia di 150 metri dalla battigia (art. 15, lettera a) mentre ai sensi del medesimo articolo 15 lettere b) e c) l’indice di densità territoriale massima entro la fascia di 500 metri e di 1000 metri dalla battigia è determinato rispettivamente in 0,75 mc/mq e 1,5 mc/mq.
Ai sensi dell’art. 3 del Decreto Assessorato Sviluppo Economico del 14.05.1977, pubblicato sulla G.U.R.S. n° 42 del 10.09.1977, con il quale è stato approvato il P.R.G. del Comune di Isola delle Femmine limitatamente alle Zone “B” , “D”, “E”, il Comune fu onerato di provvedere alla ristrutturazione delle parti stralciate per adeguarle alle disposizioni di cui alla citata L.R. 78/76 prescrivendo, altresì, nelle more della rielaborazione, l’inedificabilità assoluta entro la fascia di 150 metri dalla battigia e l’indice di edificabilità di 0,01 mc/mq nelle altre zone.
Ai sensi dl’art. 57 della L.R. 71/78, così come sostituito dall’art. 89, comma 11, della L.R. 6/2001, con l’osservanza delle procedure previste dall’art. 16 della L.R. 78/76, possono essere concesse deroghe a quanto previste dalla lettera a del primo comma dell’art. 15 della medesima legge (l.R. 78/76) limitatamente a: opere pubbliche o dichiarate di preminente interesse pubblico, opere di urbanizzazione primaria o secondaria connesse ad impianti turistico ricettivi esistenti, nonchè ad ammodernamenti necessari alla funzionalità degli stessi complessi.
Ai sensi dell’art. 55 del Codice della Navigazione approvato con R.D. 30.03.1942 n° 327, l’esecuzione di nuove opere entro una zona di trenta metri dal demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati sul mare è sottoposta all’autorizzazione della Capitaneria di Porto territoriale.
Una porzione del territorio comunale in corrispondenza con il confine di Palermo era soggetta a tutela ai fini della difesa militare e della sicurezza interna ai sensi della legge 24.12.1976 n° 898.
A seguito del mancato utilizzo di detta zona a fini militari, il PRG, ha previsto l’integrazione dell’area nella zona identificata come Ct2.
Fascia di rispetto ferroviaria (D.P.R. 11.07.1980 n° 753)
Ai sensi dell’articolo 30 del D.P.R. 11.07.1980 n° 753 è istituita una fascia di rispetto della linea ferrata dell’ampiezza di metri trenta dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia.
Fascia di rispetto autostradale (art. 26 D.P.R. 495 del 16.12.1992 - D.Lgs. 30.04.92 n° 285 Nuovo Codice della Strada )
Il territorio di Isola delle Femmine risulta interamente attraversato dal tracciato dell’Autostrada A29 “Palermo – Mazara del Vallo” e servito dallo svincolo denominato “Capaci – Isola delle Femmine” ricadente in ambito comunale.
Ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. 495/92 è stata prevista lungo l’autostrada (strada di tipo A) una fascia di rispetto della larghezza di metri 60.
Fascia di rispetto S.S. 113 (D.M. 01.04.1968 n° 1404 – D.Lgs. 30.04.92 n° 285 Nuovo Codice della Strada)
Il territorio di Isola delle Femmine risulta interamente attraversato dal tracciato della S.S. 113 – Settentrionale Sicula, esteso metri lineari 2800 e compreso tra il Km. 275,000 (confine con il Comune di Palermo) e il Km 277,800 (confine con il Comune di Capaci).
Tale strada, ai sensi dell’art. 2, comma 7 del D.Lgs. 285/92 – Nuovo Codice della Strada, appartiene alla rete delle Strade Statali – Demanio Pubblico dello Stato – Ramo Strade.
Ai fini dell’attuazione della disciplina della circolazione stradale, il Comune ha provveduto, ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. 30.04.1992 n° 285 – Nuovo Codice della Strada – con deliberazione di G.C. n° 9 del 26.01.1999, a delimitare il “centro abitato” così come definito dall’art. 3 punto 8) del medesimo D.Lgs. 285/92.
Il centro abitato di Isola delle Femmine risulta, pertanto, delimitato, da una poligonale costituita da un tratto di S.S. 113, esteso metri lineari 2800 e compreso tra il Km. 275,000 e il Km 277,800, e le strade denominate Via Palermo, Via dei Villini, Via Amerigo Vespucci, Viale Marino, Viale dei Saraceni, Via Kennedy (tratto di strada di proprietà del comunale di Capaci) fino all’incrocio con Via degli Oleandri, Via degli Oleandri fino all’incrocio con la S.S. 113.
Successivamente, con Verbale di Delimitazione del 08.08.2000, sottoscritto dall’A.N.A.S. – Comparto della Viabilità per la Sicilia – ed il Comune di Isola delle Femmine, è stato individuato il “tratto interno al centro abitato di Isola delle Femmine della S.S. 113 – Settentrionale Sicula” con inizio dalla progressiva kilometrica 275+100 e fine alla progressiva kilometrica 277+800 per uno sviluppo complessivo di metri lineari 2.700. Conseguentemente, per il “tratto interno al centro abitato di Isola delle Femmine della S.S. 113 – Settentrionale Sicula” come sopra individuato deve prevedersi una fascia di arretramento da determinarsi.
Fascia di rispetto cimiteriale (art. 338 T.U.LL.S. 1265/1934, art. 57 Regolamento n° 285 del 10.09.1990)
L’art. 338 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie n° 1265 del 27.07.1934, istituisce, al primo comma, una fascia di rispetto di metri 200 intorno ai cimiteri.
A seguito di motivata istanza del Consiglio Comunale e previo conforme parere del Consiglio Provinciale di Sanità, ai sensi del 5° comma del medesimo articolo 338 T.U.LL.S. n° 1265/34, l’ampiezza della fascia di rispetto cimiteriale è stata soggetta alle seguenti riduzioni:
1. Con Decreto del Prefetto di Palermo prot. n° 5222/2.43.20 del 22.04.1974, l’area di rispetto del cimitero di Isola delle Femmine è stata ridotta a metri 100.
2. Con successivo Decreto del Prefetto di Palermo n° 6377/2.43.20 del 03.04.1980, l’area di rispetto del cimitero di Isola delle Femmine è stata ridotta a metri 50 limitatamente al lato dell’insediamento dell’attrezzatura sportiva ed esclusivamente per esso.
3. In ultimo, con Decreto del Medico Provinciale di Palermo n° 17983-19786/80- 7877/81/I.P. del 13.05.1981, l’area di rispetto del cimitero di Isola delle Femmine è stata ridotta a metri 50 oltre che sul lato sud-sud/est in corrispondenza degli insediamenti di attrezzature sportive, anche sui lati nord-ovest verso mare e a est-sud/est in prosecuzione di quella precedentemente ridotta e destinata agli insediamenti delle attrezzature sportive, rimanendo immutata – invece - e larga metri 100 la fascia della zona di rispetto (lato ovest-sud/ovest verso Capaci) misurata dal perimetro del cimitero a seguito dell’avvenuto ampliamento dello stesso. In definitiva, allo stato attuale, l’area di rispetto del cimitero di Isola delle Femmine ha una larghezza di metri 50 su tutti i lati, ad eccezione del lato ovest-sud/ovest in direzione Capaci in cui ha una larghezza di metri 100 rispetto al perimetro esistente.
Fascia di rispetto impianto di pretrattamento (art. 46 L.R. 27/86)
Il Comune di Isola delle Femmine risulta dotato di un impianto di pretrattamento dei reflui in cui ad un trattamento di primo livello di grigliatura meccanica e manuale è abbinato un trattamento di secondo livello per la separazione dei solidi sospesi sedimentabili e/o, in tempo di pioggia, delle sabbie (sistema di depurazione di secondo livello).
Inoltre, poiché il carico previsto è di 12.000 abitanti equivalenti, in conformità al disposto dell’art. 11 della medesima L.R. 27/86, l’effluente depurato e ricondotto entro i limiti fissati dalla tabella 3 della L.R. 27/86, viene raccolto in una vasca di sollevamento e quindi immesso in una condotta sottomarina il cui punto di sbocco si trova ad una distanza di circa ml. 1200 dalla costa ad una profondità di 53 metri sotto il livello del mare.
In definitiva, tenuto conto delle caratteristiche sopra riportate, ai sensi dell’art. 8 della L.R. 27/86, il sistema di depurazione dei reflui della fognatura pubblica comunale è classificato di quarto livello.
Pertanto, ai sensi dell’art. 46 della L.R. 27/86, tenuto conto dei requisiti dell’impianto di depurazione (di secondo livello), la larghezza della fascia di rispetto, con vincolo assoluto di inedificabilità, circostante l'area dell'impianto di depurazione è di 50 metri.
Vincolo sismico (L. 64/74)
Con D.M.LL.PP. 23.09.1981 pubblicato sulla G.U.R.I. n° 314 del 14.11.1981 è stato imposto su tutto il territorio comunale il vincolo sismico di 2° categoria (grado di sismicità S=9).
Vincolo idrogeologico
Con Delibera della C.C.I.A.A. n° 131 del 30.04.1960 entrata in vigore 24.07.1960 è stato imposto su parte del territorio del Comune di Isola delle Femmine il vincolo idrogeologico ai sensi dell’art. 1 cap. 1 tit. 1 del R.D. n° 3267 del 30.12.1923.
Pericolosità geologica e pericolosità sismica
Sulla scorta dello Studio Geologico a supporto del Piano Regolatore Generale e delle Prescrizioni Esecutive, redatto dalla Dott.ssa Giuseppa Pollina, Geologo incaricato con deliberazione di G.C. n° 159 del 29.12.2000, ed in particolare sulla scorta delle risultanze degli allegati 7, 8 e 9, denominati rispettivamente: “Carta della pericolosità geologica in scala 1:10000” “Carta della pericolosità geologica in scala 1:2000” e “Carte delle zone a maggior pericolosità sismica locale in scala 1:2000” sono state individuate le zone definite ad elevato e medio rischio sia geologico che sismico, in cui rimane esclusa l’utilizzazione ai fini urbanistici. In particolare sono state individuate le seguenti zone:
Zona di elevato rischio geologico: si tratta delle zone interessate dalla coltre detritica e quindi delle scarpate interessate da fenomeni di crollo di blocchi lapidei, soggette alla continua evoluzione dei fenomeni erosivi e deposizionali e quindi a modificazioni geomorfologiche ancora in atto.
Zona di medio rischio geologico: si tratta dei depositi di spiaggia in quanto aree soggette a evoluzione dinamica da parte dell’azione marina (spiaggia in arretramento)
Zona di elevato rischio sismico: include le zone con acclività > 35% associate a copertura detritica e zone con acclività > del 50% con accentuata fratturazione, soggette ad una accentuazione dei fenomeni di instabilità in atto e potenziali dovuti agli effetti dinamici che possono verificarsi in occasione di eventi sismici.
Si riportano di seguito due provvedimenti che, sebbene non costituiscano alcun vincolo sul territorio di Isola delle Femmine, tuttavia rivestono un interesse particolare per il comune.
Con DECRETO PRESIDENZIALE 10 agosto 1995, pubblicato sulla G.U.R.S. 21 ottobre 1995, n. 54, è stata individuata l'area metropolitana di Palermo, comprendente i territori di 27 comuni tra cui anche Isola delle Femmine (Altavilla Milicia, Altofonte, Bagheria, Balestrate, Belmonte Mezzagno, Bolognetta, Borgetto, Capaci, Cinisi, Carini, Casteldaccia, Ficarazzi, Giardinello, Isola delle Femmine, Misilmeri, porzione del territorio di Monreale, Montelepre, Palermo, Partinico, Santa Flavia, Termini Imerese, Terrasini, Torretta, Trabia, Trappeto, Ustica e Villabate).
I caratteri e le funzioni delle aree metropolitane sono esplicitati dagli articoli 19 e 21 della L.R. 6 marzo 1986, n. 9, istitutiva della provincia regionale.
L’area metropolitana, infatti, comprende zone del territorio regionale che:
a) sono ricomprese nell'ambito dello stesso territorio provinciale;
b) hanno, in base ai dati ISTAT relativi al 31 dicembre dell'anno precedente la dichiarazione, una popolazione residente non inferiore a 250 mila abitanti;
c) sono caratterizzate dall'aggregazione, intorno ad un comune di almeno 200 mila abitanti, di più centri urbani aventi fra loro una sostanziale continuità di insediamenti;
d) presentano un elevato grado di integrazione in ordine ai servizi essenziali, al sistema dei trasporti e allo sviluppo economico e sociale.
La provincia regionale di Palermo svolge, nell'ambito della predetta area metropolitana, le funzioni spettanti ai comuni in materia di:
1) disciplina del territorio, mediante la formazione di un piano intercomunale, relativo:
- alla rete delle principali vie di comunicazione stradali e ferroviarie e dei relativi impianti;
- alle aree da destinare ad edilizia pubblica residenziale, convenzionata ed agevolata;
- alla localizzazione delle opere ed impianti di interesse sovracomunale.
Le previsioni del suddetto piano intercomunale costituiscono variante agli strumenti urbanistici comunali;
2) formazione del piano intercomunale della rete commerciale;
3) distribuzione dell'acqua potabile e del gas;
4) trasporti pubblici;
5) raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani.
Con Decreto del Ministero dell'ambiente del 03.04.2000, pubblicato sulla G.U.R.I. n. 65, parte prima, del 22 aprile 2000, Isola delle Femmine (codice ITA020005) e i Fondali di Isola delle Femmine, Capo Gallo (codice ITA020047) sono stati inseriti nell’elenco dei siti di importanza comunitaria individuati ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE.
1.2 Situazione urbanistica
Prima di procedere con la ricognizione della disciplina urbanistica vigente e degli strumenti attuativi approvati e vigenti, si ritiene utile riportare qualche cenno circa la “storia urbanistica” di Isola delle Femmine il cui inizio risale al lontano 1957.
PRG DELLE ZONE “B”, “D”, “E”.
A seguito di una nota dell’Assessorato Regionale Sviluppo Economico con la quale si comunicava l’inclusione del comune di Isola delle Femmine nell’elenco dei Comuni obbligati alla redazione del Piano Regolatore Generale, il Consiglio Comunale con deliberazione n° 8 del 20.02.1957, vistata dalla C.P.C. nella seduta del 07.03.1957, voto n° 3713, conferiva all’Ing. Franco
Mastrorilli l’incarico per la redazione del PRG.
Con deliberazioni di C.C. n° 38 del 29.03.1969, vistata dalla CPC il 22.04.69 nn° 14261/19194 e n° 42 del 27.09.1969, vistata dalla CPC il 05.12.69 nn° 32464/50950, il PRG redatto dall’Ing. Mastrorilli fu adottato e quindi trasmesso all’Assessorato Regionale Sviluppo Economico con nota prot. N° 3483 del 07.08.1972.
Nelle more dell’iter formativo del PRG:
con Decreto Assessorato Sviluppo Economico del 18.07.1971, pubblicato sulla G.U.R.S. n° 39 del 03.08.1971, il Comune di Isola delle Femmine veniva incluso nell’Elenco dei comuni tenuti all'osservanza delle norme contenute nell'art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765 concernente modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150.
con deliberazione C.C. n° 44 del 27.06.1972, vistata dalla CPC il 14.07.72 nn° 28476/27925, il Comune di Isola delle Femmine approvava la “Perimetrazione del centro edificato ai sensi dell’art. 18 L. 22.10.1971 n° 865”;
con Deliberazione C.C. n° 51 del 06.07.1972, vistata da CPC il 11.08.72 nn° 31975/30882, approvava il nuovo Regolamento Edilizio in sostituzione di quello vigente approvato con deliberazione del Podestà del 21.04.35.
Con nota prot. 15570 del 17.10.1972 l’assessorato Regionale Sviluppo Economico, restituì il PRG adottato per essere sottoposto a rielaborazione totale.
Con deliberazione di G.C. n° 25 del 28.03.1973 l’A.C. conferì all’Ing. Nicola Mineo l’incarico per la rielaborazione del PRG.
Con Deliberazione C.C. n° 30 del 26.04.1973, vistata CPC il 04.05.73 nn° 18928/13953, il PRG fu adottato e quindi trasmesso all’Assessorato Regionale Sviluppo Economico con nota prot. N° 14911.
In data 16.09.1974, con nota prot. N° 7397 assunta al protocollo del Comune in data 30.09.1974 al n° 3279, l’assessorato Regionale Sviluppo Economico restituì il PRG adottato per essere sottoposto a rielaborazione secondo le indicazioni contenute nel Voto del C.T.A. del
Provveditorato Opere Pubbliche n° 60374 del 21.05.1974.
Con Deliberazione C.C. n° 3 del 02.02.1976 vistata CPC il 20.05.76 nn° 16847/16912, il PRG rielaborato secondo il voto C.T.A. Provv. OO. PP. n° 60374, fu adottato e quindi trasmesso all’Assessorato Regionale Sviluppo Economico per l’approvazione con nota prot. 1548 del 26.05.1976.
Infine, con D.A. n° 83/77 del 14.05.1977, pubblicato sulla G.U.R.S. n° 42 del 10.09.1977, seguito del voto favorevole n° 62074 del 19.10.1976 del C.T.A. Provv. OO.PP., il PRG fu approvato limitatamente alle zone B, D ed E, ad esclusione della rimanente porzione del territorio comunale (zone stralciate) da sottoporre a rielaborazione in conformità alle disposizioni della L.R. 78/76 (inedificabilità nella fascia di rispetto costiero ex art. 15 lettera a L.R. 78/76, ecc).
Comunale predispose un Piano Particolareggiato delle Zone B che tuttavia non fu mai approvato.
PRG DELLE ZONE STRALCIATE
Con Deliberazione C.C. n° 20 del 20.01.1982 vistata CPC il 09.03.82 nn° 14224/3223, fu adottato il PRG delle Zone stralciate dal D.A. 83/77 e trasmesso all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente per l’approvazione con nota prot. N° 3765 del 24.06.1982.
Con D.A. n° 121/83 del 24.03.1983, pubblicato sulla G.U.R.S. n° 16 del 16.04.1983, il PRG delle zone stralciate è stato approvato.
Strumenti urbanistici di attuazione del PRG delle zone stralciate approvato con D.A. 121/83
A seguito dell’approvazione del PRG delle Zone stralciate, relativamente alle zone C sono stati predisposti ed approvati un Piano Particolareggiato delle Zone C e tre Piani di Lottizzazione.
In data 18.12.1987 con deliberazione di G.C. n° 573, riscontrata legittima dalla CPC nella seduta del 23.02.88 con decisione n° 100516/13526, l’amministrazione conferiva all’Arch. Michelangelo De Caro l’incarico della redazione del Piano particolareggiato delle Zone C individuate nel PRG approvato con D.A. 121/83 e relativo alle zone stralciate dal precedente D.A. 83/77.
In data 08.10.88 con deliberazione di C.C. n° 436, riscontrata legittima dalla CPC nella seduta del 27.04.89 con decisione n° 81478/27050, è stato approvato lo studio di massima del P.P.
In data 07.08.90 con deliberazione di C.C. n° 127, riscontrata legittima dalla CPC nella seduta del 22.11.90 con decisione n° 64294/65617, è stato adottato il Piano Particolareggiato delle Zone C composto da n° 26 elaborati;
In data 07.03.1991 con deliberazioni di C.C. n° 87, riscontrata legittima dalla CPC, a seguito di chiarimenti, nella seduta del 14.05.1992 con decisione n° 18806/26105, n° 88, riscontrata legittima dalla CPC nella seduta del 08.05.1991 con decisione n° 18809/28682, sono state adottate le decisioni sulle osservazioni ed opposizioni al P.P. zone C ed è stato altresì stralciato il comparto 1 (zona Torre).
In data 23.10.92 con nota prot. n° 10371 l’A.C. ha trasmesso il P.P. delle zone C (Comparti da 2 a 7, ad esclusione del Comparto 1 – Zona Torre) all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente.
Ciò premesso, considerato che:
Ai sensi dell’art. 12 L.R. 71/78, i piani particolareggiati di attuazione degli strumenti urbanistici generali sono approvati dai comuni, con delibera consiliare e diventano esecutivi dopo il riscontro di legittimità dell'organo di controllo sulla deliberazione relativa alle decisioni sulle opposizioni e osservazioni;
Ai sensi dell’articolo 16 della l. 17/8/42 n. 1150, i piani particolareggiati hanno validità pari a dieci anni;
Ai sensi dell’art. 17 della L. 1150/42, decorso il termine stabilito per la esecuzione del piano particolareggiato, questo diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo indeterminato l'obbligo di osservare nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.
Tutto quanto ciò premesso e considerato, il piano particolareggiato delle zone C risulta scaduto il 14.05.2002, e cioè decorsi dieci anni dal riscontro di legittimità della deliberazione di C.C. 87/91, con decisione n° 18806/26105 del 14.05.1992.
Inoltre, alla data del 31 dicembre 1993 sono decaduti i vincoli preordinati all'espropriazione ed i vincoli che comportano inedificabilità, contenuti negli strumenti urbanistici generali ai sensi dell'art. 1 della legge regionale 5 novembre 1973, n. 38, già oggetto di proroga in virtù dell'art. 2 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 15 e dell'art. 6 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 9.
Per quanto riguarda le zone territoriali omogenee “C”, dove il rilascio delle concessioni edilizie è subordinato alla vigenza di piani attuativi, tenuto conto che il presente PRG individua in sede propria tutte le opere di urbanizzazione secondaria, sufficienti al soddisfacimento del fabbisogno complessivo del ventennio di riferimento, l’edificazione potrà avvenire previa predisposizione di piani particolareggiati e piani di lottizzazione che reperiscano al loro interno la totalità delle opere di urbanizzazione primaria.
PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL COMPARTO 1 – ZONA TORRE - DELLE ZONE C
Con deliberazione di G.C. n° 100 del 05.05.1998, l’amministrazione comunale conferiva all’Arch. Santa Lina Caldarone l’incarico per la rielaborazione del Piano particolareggiato del Comparto 1 delle Zone C – Zona Torre, disposta con deliberazione di C.C. n° 10 del 28.02.97, riscontrata legittima dal Co.Re.Co. nella seduta del 29.04.1997 con decisione n° 5369/4633.
Il Piano particolareggiato redatto dall’arch. Caldarone ha acquisito i seguenti pareri:
parere favorevole prot. n° 17412/T del 19.11.1998, espresso, ai sensi della L.1497/39, dalla Soprintendenza BB.CC.AA.;
parere favorevole prot. n° 3207 del 05.01.1999 espresso dal punto di vista igienicosanitario dal Responsabile d’Igiene Pubblica del D.S.B. di Carini;
parere favorevole prot. n° 23497 del 31.05.1999, espresso, ai sensi dell’art. 13 della legge 02.02.1974 n° 64, dal Genio Civile di Palermo.
Non è stato ancora definito l’iter approvativo previsto dalla normativa vigente.
PIANI DI LOTTIZZAZIONE IN ZONA C
In Zona C sono stati approvati e convenzionati n° 4 piani di lottizzazione denominati:
1. Piano di lottizzazione “Di Matteo Pietro e altri”
2. Piano di lottizzazione “Tourist Holidays”
3. Piano di lottizzazione “La Paloma”
4. Piano di lottizzazione “Lo Bianco & C.”
Piano di lottizzazione “DI MATTEO PIETRO e altri”
In data 19.09.1986 è stata stipulata la convenzione di lottizzazione tra il Comune e i lottizzaznti (Di Matteo Pietro ecc) notaio Francesco Pizzuto di Palermo, ivi registrata il 30.09.1986 al n° 16812 e trascritta il 07.10.1986 ai nn° 32556/25068.
Il p.di.l. interessa un’area complessivamente estesa mq. 24.074, ricadente in zona C1, comparto 7, con densità territoriale 1,00 mc/mq. Il p.di.l. prevede la formazione di n° 15 lotti e la realizzazione di un volume di progetto di mc. 23.491 (abitanti insediati n° 235, parametro 100 mc/ab) nonché opere di urbanizzazione per complessivi mq. 3.534 e aree per viabilità per mq. 4.787.
In merito al grado di attuazione del piano di lottizzazione di che trattasi, si rileva che su n° 15 lotti edificabili, n° 12 risultano edificati mentre n° 3 lotti sono ancora inedificati.
Il P.di.L. è stato approvato con deliberazione commissariale n° 186 del 12.05.86 ratificata con deliberazione di C.C. n° 167 del 30.07.87.
In data 20.01.88 è stata stipulata la convenzione di lottizzazione tra il Comune e la Tourist Holidays S.r.l. notaio Maria Bonomo di Palermo, ivi registrata il 05.02.1988.
Il p.di.l. interessa un’area complessivamente estesa mq. 14.192 individuata al NCT al foglio 3 particelle 295-296-297-87-90-337-338, ricadente in zona C2, comparto 4-5-6, con densità territoriale 0,75 mc/mq.
Il piano di lottizzazione prevede la formazione di n° 14 lotti (individuati con le lettere A-B-CD- E-F-G-H-I-L-M-N-O-P) e la realizzazione di un volume complessivo di progetto mc. 7.734, abitanti insediati n° 107 (circa 72 mc/ab), nonché opere di urbanizzazione per complessivi mq. 1.498 (14,00 mc/ab).
In merito al grado di attuazione del piano di lottizzazione di che trattasi, si rileva che su n° 14 lotti edificabili, n° 8 risultano edificati mentre n° 6 lotti sono inedificati.
Il P.di.L. è stato approvato con deliberazione del Commissario Regionale n° 50 del 10.12.1985. In data 06.04.1990 è stata stipulata la Convenzione di lottizzazione, notaio Francesco Pizzuto di Palermo, ivi registrata il 20.04.90 al N° 6731 e trascritta il 19.04.1990 presso la Conservatoria dei RR.II. di Palermo ai nn°16031-12129.
Il p.di.l. interessa un’area complessivamente estesa mq.35.555, individuata al NCT al foglio 3 particelle 123, 137, 171, 172, ricadente in Zona C1, densità territoriale 1,50 mc/mq.
Il p.di.l. prevede la formazione di n° 32 lotti per la realizzazione di un volume di progetto di complessivi mc. 53.332, abitanti insediati n° 410 , (130 mc/ab) nonché opere di urbanizzazione per mq. 6.641 (> 15 mq/ab) e aree per viabilità per mq. 5.015.
In merito al grado di attuazione del piano di lottizzazione di che trattasi, si rileva che su n° 32 lotti edificabili, n° 19 sono edificati mentre n° 13 lotti sono ancora inedificati.
In aggiunta ai tre piani di lottizzazione sopra citati, tutti scaduti, è stato recentemente approvato un nuovo piano di lottizzazione in zona C2 denominato “Piano di lottizzazione Lo Bianco & C.”
Il P.di.L. è stato approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n° 03 del 28.01.2003.
Il p.di.l. interessa un’area complessivamente estesa mq. 24.310 circa, individuata al NCT al foglio 3 particelle 1907, 1910, 1911, 1912, 1913, 1914, 1919, 1923, 1924, 1928, 1929, 1936, 1944, 2028, 2029, 2030, 2031, 2032, 2033, 2035, 2036, 2037, 2038, 2039, 2044, 2045, 2046, 2047, 2048, 2050, 2052, ricadente in Zona C1, densità territoriale 0,75 mc/mq. Il p.di.l. prevede la formazione di n° 15 lotti edificabili per la realizzazione di un volume di progetto di complessivi mc. 18.017,23, abitanti insediati n° 181, (100 mc/ab) nonché opere di urbanizzazione per mq. 3544,71 (particelle 1919, 1923 e 1924), aree per viabilità pubblica da cedere al Comune per mq. 1.599,00 (particelle 1907 e 1944), aree per viabilità privata per mq. 1900,00 (particelle 1910, 1929 e 1936), verde collettivo privato per mq. 1.000,00 (particella 2039).
In merito al grado di attuazione del piano di lottizzazione di che trattasi, si rileva che su n° 15 lotti edificabili, n° 3 sono in corso di edificazione, mentre le opere di urbanizzazione primaria interne al comparto (viabilità, acquedotto, fognatura, ecc) sono già realizzate.
Con Deliberazione C.C. n° 88 del 20.03.1989, vistata CPC il 27.04.89 n° 23865, è stato adottato il PRG Variante Fascia Costiera, approvato con D.A. n° 585/91 del 11.04.1991.
PRG “MANGIARDI”
Con deliberazione di G.C. n° 392 del 25.11.1992, l’A.C. ha conferito all’Ing. Enrico Mangiardi l’incarico per la revisione del PRG già approvato con D.A. 83/77 i cui vincoli preordinati all’espropriazione erano scaduti.
Con deliberazione di C.C. n° 2 del 25.01.94, n° 3 del 29.01.94 e n° 36 del 30.04.94 è stato adottato il PRG redatto dall’Ing. Mangiardi.
Con successive deliberazioni di C.C. n° 27 del 18.03.97, n° 28 del 24.03.97 e n° 33 del 25.03.97, il suddetto PRG fu integrato a seguito della elaborazione delle Prescrizioni Esecutive (Piano particolareggiato delle zone B2).
Con nota prot. N° 10249 del 06.10.99, assunta al protocollo del Comune al n°12227 del 11.10.99, l’Assessore Regionale Territorio e Ambiente, ai sensi dell’art. 4 della L.R. 71/78, ha notificato al Sindaco il voto n° 187 del 23.09.99 con il quale il C.R.U. ha restituito il P.R.G., adottato con deliberazioni del Consiglio Comunale n° 2 del 25.01.94, n° 3 del 29.01.94 e n° 36 del 30.04.94 ed integrato a seguito della elaborazione delle Prescrizioni Esecutive con deliberazioni di C.C. n° 27 del 18.03.97, n° 28 del 24.03.97 e n° 33 del 25.03.97, per la rielaborazione totale.
Con deliberazione di Consiglio Comunale n° 55 del 20.04.94, riscontrata legittima dalla C.P.C. nella seduta del 19.05.1994 con decisione n° 6776/6906 è stata adottato il dispositivo portuale relativo al Piano Regolatore del Porto.
Con deliberazione di C.C. n° 81 del 25.11.96 è stata approvata la modifica del dispositivo portuale già adottato con deliberazione di C.C. n° 55 del 20.04.1994 che include la realizzazione del molo sopraflutto conformemente al progetto di rifioramento della mantellata redatto dall’Ufficio Genio Civile Opere Marittime.
La Regione Siciliana, con la pubblicazione del Decreto Presidenziale 17.05.99 pubblicato sulla G.U.R.S. n° 48 del 08.10.1999, ha recepito il D.P.R. 12.04.1996 concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale e pertanto, ai sensi del citato D.P. 17.05.99, la valutazione di impatto ambientale per i porti turistici e da diporto compete all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente.
In data 07.12.1999 l’Amministrazione Comunale ha richiesto al progettista di aggiornare il dispositivo portuale, cambiando la destinazione d’uso dello stesso da “Porto peschereccio” a “Porto turistico”. La citata variante al dispositivo portuale prevede:
Il prolungamento della diga foranea fino alla progr. 380,00 m. e quindi per un totale di 280 m;
Il banchinamento lato terra della diga foranea;
L’adeguamento delle infrastrutture portuali e la individuazione di aree adiacenti al porto da destinare all’edilizia portuale con particolare riguardo alla vocazione turistica del porto;
La riconversione e la riqualificazione di insediamenti esistenti da adibire ad uffici tecnicoamministrativi a servizio del porto turistico e più genericamente a servizio del dispositivo portuale, ecc;
La possibilità di ormeggio per n° 223 imbarcazioni di diporto e n° 108 imbarcazioni da pesca nel rispetto della normativa vigente in quanto lo spazio destinato all’ormeggio delle imbarcazioni turistiche è pari al 75% dell’intero spazio destinato all’ormeggio;
L’individuazione di aree per la realizzazione di infrastrutture a servizio dell’attività turisticodiportistiche quali ad esempio centro commerciale, residence, attrezzature sportive, clubhouse, ristorante, rimessaggio invernale, officine meccaniche ecc;
La localizzazione di aree da destinare a parcheggio.
È attualmente in corso l’iter per l’approvazione con deliberazione di C.C. della modifica della scelta del dispositivo portuale già approvato con deliberazione di C.C. n° 55/94 successivamente modificato con deliberazione di C.C. n° 81/96, finalizzata al cambio di destinazione d’uso da “Porto peschereccio” a “Porto turistico”.
Ai sensi dell’art. 89 comma 12 della L.R. 6/2001, per l’esecuzione delle opere da eseguirsi all’interno dei porti e per larealizzazione degi impianti di depurazione non sussiste l’obbligo dell’arretramento previsto dal’art. 15 , comma 1° lettera a, della L.R. 78/76.
La ricostruzione cronologica delle vicende urbanistiche di Isola delle Femmine sopra riportata conduce ad alcune considerazioni che trovano riscontro nella sequenza dei dati desunti sia dai Censimenti Generali della Popolazione che quelli dei Censimenti dell'Industria e del Commercio.
Isola delle Femmine ha potuto, infatti, beneficiare dei vantaggi derivanti dalla vigenza di strumenti urbanistici generali approvati già a far data dal 1977 nonché, in epoca più recente, di strumenti urbanistici di attuazione: ciò ha consentito, da una parte, di fornire un sia pur minimo indirizzo allo sviluppo urbanistico del comune sia in termini di incremento del patrimonio edilizio che di soddisfacimento del fabbisogno di servizi primari, dall’altra di contenere il fenomeno dell’abusivismo che risulta infatti caratterizzato da una prevalenza di abusi riconducibili agli interventi di ampliamento e o sopraelevazione di fabbricati esistenti piuttosto che a nuovi insediamenti interamente abusivi, ad eccezione di tre piccoli agglomerati abusivi localizzati due in verde agricolo ed uno in adiacenza del cimitero. Si rileva, infine, un certo numero di abitazioni abusive sparse in verde agricolo.
Alla data attuale la disciplina urbanistica vigente nel Comune di Isola delle Femmine è la seguente:
P.R.G. approvato, con stralci, con D.A. n° 83 del 14.05.1977, relativo alle zone omogenee B-D-E, con i vincoli preordinati all’espropriazione ormai scaduti;
•
P.R.G. delle zone stralciate, approvato con D.A. n° 121 del 24.03.1983;
•
Piano Particolareggiato delle Zone C approvato con delibera di C.C. n° 127 del 07.08.1990 (comparti da 1 a 6 ad esclusione del comparto 1) scaduto in data 14.05.2002;
•
Piano di lottizzazione “Di Matteo Pietro e altri”
•
Piano di lottizzazione “Tourist Holidays”
•
Piano di lottizzazione “La Paloma”
•
Piano di lottizzazione “Lo Bianco & C”
•
Si rappresenta inoltre che, con Decreto Assessorato Industria n° 2088 del 13.12.1995 e successivo D.A. n° 159 del 18.02.1997 è stato approvato il Progetto della Viabilità a servizio della Z.I. di Isola delle Femmine, collegamento con la viabilità urbana (attuale strada A.S.I.), in variante rispetto alle previsioni del Piano particolareggiato delle Zone C (svincolo sopraelevato invece che a raso). Le opere sono state già realizzate e attualmente in attesa del collaudo.
Capitolo II Relazione preliminare sulle scelte fondamentali e sugli indirizzi alla base della redazione del piano
2.1 Relazione sulle scelte fondamentali per la redazione del piano Le scelte operate per la redazione del P.R.G. sono rigorosamente consequenziali all’esame dello stato di fatto, alla individuazione dei principali punti di criticità connessi all’uso del territorio e quindi alla ricerca delle possibili linee guida per lo sviluppo, il recupero e la valorizzazione coerente con i valori di economicità e fattibilità degli interventi, e salvaguardia del patrimonio ambientale presente nel territorio.
Preliminarmente si è proceduto ad una verifica puntuale dello stato di attuazione delle previsioni degli strumenti urbanistici generali e di attuazione già approvati in passato con particolare riferimento alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e delle attrezzature già individuate negli stessi.
In sintesi si può definire che le scelte di Piano hanno inteso porre attenzione alle relazioni che il territorio di Isola delle Femmine possiede con i comuni contermini e con il sistema dei Comuni che compongono l'area metropolitana di Palermo.
In particolare ciò acquista particolare importanza in relazione a cinque specifici aspetti che appare significativo anticipare anche in relazione alle scelte di Piano:
I. la problematica dei trasporti e delle infrastrutture connesse, rispetto alla quale il Piano mira a definire una migliore accessibilità al corpo urbano ed una politica di integrazioni dell'esistente che deve privilegiare il mezzo pubblico rispetto a quello privato. Da un lato si tende a migliorare l'ingresso alla città dal sistema autostradale e dalla linea definita dalla SS. 113 e dall'altro si auspica una politica dei trasporti ferroviari capaci di meglio servire complessivamente il bacino di utenza dei comuni occidentali dell'area metropolitana;
2. la problematica della valorizzazione delle risorse dell’ambiente e della natura (il mare e la costa) rispetto alle quali si può inaugurare una stagione che approfitti della dimensione metropolitana per una fruizione più ampia e la conservazione più attenta di beni di valore sopranazionale, che possono costituire adeguata risorsa di attrazione culturale e turistica (basti pensare all’istituzione della R.N.O. dell’Isolotto, ecc);
3. la problematica delle attività produttive della pesca, dell’industria estrattiva e manifatturiera ed in modo particolare per quanto attiene le attività terziarie e della commercializzazione che possono essere occasione di sviluppo e di occupazione proprio in ragione del più ampio bacino di utenza determinato dall'area metropolitana;
4. la problematica residenziale e dei servizi connessi che necessariamente deve essere volta alla conservazione dello specifico valore del territorio ovvero a dotare di centralità autonoma Isola delle Femmine al fine di ridurre e ribaltare la totale dipendenza dalla forza attrattiva esercitata da Palermo. Tutto ciò va necessariamente connesso ad una politica della crescita urbana che contenga il fenomeno della immigrazione interna, ovvero del trasferimento di abitanti da Palermo a Isola delle Femmine;
5. la problematica del coordinamento dei servizi connessi ai grandi impianti tecnologici urbani che vanno curati al fine di una adeguata tutela dell'ambiente e che per alcuni servizi di carattere puntuale (isole ecologiche, discariche, ecc) debbono necessariamente essere risolte a scala intercomunale.
2.2 Cenni storici
L’origine del nome del comune di Isola delle Femmine risale alla leggenda che vede nell’isolotto un penitenziario femminile, come testimonia Plinio il Giovane (62 d.c.) in una lettera indirizzata a Traiano.
Altra testimonianza fa risalire l’origine del toponimo al termine latino insula fimi, ovvero “Isola di Eufemio”, generale bizantino governatore della provincia di Palermo.
Le prime fonti storiche documentate e testimoniate da reperti archeologici, risalgono al periodo punico. Probabile colonia cartaginese, il sito presenta la particolare condizione di sicuro porto dietro l’isolotto, al riparo contro i venti di levante.
Dal bollettino ecclesiastico di Monreale datato 1912 si legge che, con l’antico nome di “isola di fimi”, risalente al 1176, si intendesse l’isola che sorge all’imboccatura del seno marittimo che si estende verso ovest sino a Punta Raisi , nel territorio di Carini; definito anche prope portum gali, poi Porto di Gallo nel 1581, ed oggi corrispondente al punto di Grotta dell’Olio, tra il promontorio di Barcarello ed il Malpasso.
In data imprecisata venne costruita la tonnara di fimi, dal latino fimis trascrizione del vocabolo arabo fim (bocca o imboccatura), termine poi trasformato nel dialetto fimmini ed italianizzato in femmine. La tonnara venne donata nel 1176 da Guglielmo II il Buono all’abbate Teobaldo, vescovo di Monreale, notizia confermata da Federico II nelle sue lettere del 1320.
Intorno al 1400 venne edificata una modesta chiesa adiacente alla tonnara per il culto dei pescatori. Tra i secoli XV e XVIII, la pirateria praticata in tutto il bacino Meditarraneo arrecò danni all’economia e ai traffici marittimi delle zone limitrofe alla fascia costiera, compresa la comunità di Isola delle Femmine.
Si presentò così la necessità di fortificare i centri urbani costieri con un sistema di torri allineate a pianta quadrata e circolare, sui punti più elevati del territorio, per avvistare il nemico proveniente dal mare, avvisare in tempo la popolazione per l’evacuazione e predisporre la strategia difensiva necessaria per contrastare gli sbarchi nemici.
Alla fine del XVI vennero progettate e costruite centinaia di torri con la collaborazione degli architetti più illustri del tempo, quali Tomasello, F. da Bergamo, Spannocchi, Camillliani, il quale nel 1583 compie un sopralluogo e una dettagliata relazione delle coste dell’isola siciliana.
Ancora sono oggi presenti come segno di forte caratterizzazione del territorio comunale, anche se non adeguatamente valorizzate, i ruderi delle due torri in mare e in terra, risalenti a quel periodo.
Sull’isolotto, già meta di frequentazione in età punico-romana, attestata dal ritrovamento delle cisterne e delle ancore di piombo nello specchio di mare tra Isola e Sferracavallo , sorge la “torre in mare”, progettata dall’arch. militare toscano C. Camilliani ed eretta alla fine del 1600 a difesa del borgo marinaro e delle zone limitrofe. La costruzione presenta una pianta quadrata e parte basamentale scarpata, con due cisterne per la raccolta delle acque meteoriche e struttura muraria portante con spessore di oltre due metri.
La “torre in terra”, la cui presenza è testimoniata già nel 1176 a difesa della “Tonnarella monta e leva”, è edificata su una probabile preesistenza, già citata nei documenti risalenti al 1329 e 1383. Adeguata alle esigenze difensive intorno al XV secolo, è costruita in conci di tufo e presenta caratteristiche simili alle torri di Mondello e di Sferracavallo, con una pianta circolare con due piani fuori terra, di cui quello inferiore adibito a cisterna e quello superiore con volta a cupola, utilizzato dai torrari come magazzino per le armi, vettovagliamenti e guardiola. Sulla copertura il terrazzo, raggiungibile con scala interna parzialmente demolita, è contornato da un parapetto con le aperture per le bocche da fuoco.
La torre conservava fino a pochi anni fa le tracce dell’originaria pavimentazione in campigiane, dell’intonaco e della rete di convogliamento e raccolta delle acque meteoriche alla
cisterna.
Recentemente è stata restaurata a cura della Provincia Regionale di Palermo.
Sia l’isolotto che la terra ferma appartenevano nel XVI secolo alla famiglia Bologna.
La tonnara era di proprietà dell’arcivescovato di Monreale e pretesa dal conte Gilberto Bologna, proprietario dei fondi di Capaci che includevano l’attuale territorio di Isola, il quale rivendicava il suo diritto di proprietà affittando le case e i magazzini ai pescatori a prezzi elevati.
Nel 1799 il territorio costituente parte del fondo dei Conti di Capaci fu concesso ai pescatori per edificare un borgo, che in quel periodo presenta una modesta inurbazione con i luoghi caratterizzanti identificati nella chiesa e nella tonnara, divenuta abitazione della famiglia Bologna dopo il suo abbandono da parte dei pescatori per il cambiamento di rotta dei tonni, oggi attuale Casa municipale.
Si configura così il nucleo iniziale del centro urbano di Isola delle Femmine costituito nelle attuali vie di Maggio, via Roma, via Romeo, ed il cui asse trasversale è costituito dall’edificio della tonnara e dalle piazze Umberto I e piazza XII Aprile.
Ai lati dell’aggregato sorgono il Piano levante e Piano ponente, in cui si stendevano le reti ad asciugare.
Considerate la configurazione del suolo del territorio, non adatto alla coltivazione, l’attività principale si è sempre rivolta alla pesca, in particolare del tonno che stagionalmente attraversava le acque territoriali dei dintorni, caratteristiche queste che hanno condizionato lo sviluppo economico, sociale e urbanistico del territorio legato al mare come fonte di sostentamento, ancora oggi la risorsa principale di molte attività locali.
La ricchezza della fauna marina ed il clima favorevole permisero l’edificazione e lo sviluppo urbano della borgata marinara in centro urbano denominato nel 1831 Tonnara e volgarmente definito “capaci iusu”- Capaci sotto-.
Il nome Tonnara risale al 1800-10 e deriva dalla presenza a levante dell’isolotto del sito in cui venivano calate le tonnare. Nel 1854 la borgata di Tonnara, appartenente al comune di Capaci, divenne un comune indipendente con uno stato civile e denominato Isola delle Femmine.
La popolazione da allora cresce in progressione, tranne il periodo tra il 1880-1900 in cui una consistente percentuale degli isolani emigrò a bordo delle resistenti imbarcazioni locali dette capaciote.
L’emigrazione diventa esodo verso il miraggio americano, con la fondazione del nuovo borgo di Pittsburg, sul fiume Sacramento, presso San Francisco.
L’espansione demografica riprende nel 1965 con il trasferimento stagionale della popolazione di Palermo per le vacanze estive.
Un’attività che ancora oggi si protrae alimentando un turismo periodale che non contribuisce a sviluppare le potenzialità o rivalutare le caratteristiche tipiche del luogo, ma anzi se non programmato e coordinato tende solo ad uno sfruttamento delle risorse territoriali e antropiche senza arricchire il patrimonio culturale del visitatore e dello stesso isolano.
2.3 Ambiente fisico
Il Comune di Isola delle Femmine ha un territorio complessivamente esteso Ha 354 (Kmq 3,54), interamente rappresentato nella tavoletta dell’I.G.M. n° 249 della Carta D’Italia, denominata Isola delle Femmine, I quadrante S.O.
Politicamente Isola delle Femmine confina a con i comuni di Palermo, Torretta e Capaci, mentre a nord confina con il Mare Tirreno
Seguendo in senso antiorario la linea di confine del territorio comunale, da Punta della Catena, posta al confine con Palermo, si prosegue lungo la linea di costa, rocciosa e
frastagliata, comprendendo la piccola penisola dominata dalla Torre in Terra fino alla Punta del Passaggio a nord, per proseguire ad ovest lungo la spiaggia sabbiosa che si sviluppa per
circa 1 km (La Praia) fino ad incontrare il confine del territorio comunale di Capaci. Da questo punto, la linea di confine prosegue in direzione sud-sud/est per risalire, seguendo una
poligonale costituita da tratti rettilinei rispettivamente ortogonali e paralleli alla linea di costa, fino a raggiungere Portella della Balata, da cui prosegue lungo lo spartiacque della
Montagna Raffo Rosso e Pizzo Mollica (533 m s..m) per poi ridiscendere repentinamente di nuovo verso Punta della Catena.
Il territorio comunale comprende, infine, un piccolo l’isolotto disabitato, denominato appunto Isola delle Femmine o Isola di Fuori, posto proprio di fronte all’estrema propaggine della piccola penisola della Torre in Terra (Punta del Passaggio) e sorvegliata dalla Torre di Fuori.